Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Europe
:: Europe - War Of Kings - (UDR G – 2015)
Essere o avere? Gli Europe hanno avuto, e continuano ad avere, tanto grazie a un pezzo come “The Final Countdown. Fortunati loro. Però bollare gli svedesi come quelli di The Final Countdown è quanto mai riduttivo, perché Tempest e compagni sono sempre stati un grande gruppo, prima e dopo la lunga pausa intercorsa tra il 1991 e il 2004. Se ci soffermiamo agli album incisi dopo la reunion, possiamo affermare senza dubbio alcuno che è stato un crescendo e che questo nuovo War Of Kings, decimo album della carriera, è al momento l’apice creativo di una band matura e dotata di gran classe. Gli Europe invecchiano bene, e non mi riferisco solo all’aspetto del frontman, ma al lato prettamente musicale. Basta ascoltare l’iniziale title track per capire come il gruppo oggi è in grado di sfornare grandi pezzi a cavallo tra hard e heavy. “War Of Kings” non avrebbe sfigurato in uno dei dischi capolavoro di Ronnie James Dio o in Mob Rules dei Sabbath. In “Hole In The Pocket” si uniscono al groove di uno Zakk Wylde meno scolastico le tastiere di John Lord. Che gli scandinavi abbiano individuato il nord magnetico di questo lavoro in un certo hard rock anni 70 lo ha confermato anche Joy nelle sue dichiarazioni, che ha indicando come la scelta di Dave Cobb (produttore tra gli altri dei Rival Sons) sia stata finalizzata a ricreare un certo sound vintage. E il buon Dave c’è riuscito, sia nei momenti più tirati, che in quelli più rilassati come “The Second Day”, che farà sbavare i fan delle ex band di Blackmore. In “Praise You” Dio lascia il posto a Coverdale, con “Nothin To Ya” la band torna a macinare riff sabbathiani. “Rainbow Bridge”, nonostante un nome hendrixiano richiama certa atmosfere a la Rainbow (probabilmente il titolo è stato pensato ad hoc) di “Gates Of Babylon”, mentre “Angels (With Broken Arms)” è una ballad matura. La conclusiva “Vasastan” è un tributo al grande Gary Moore, giusto finale per un grande disco. Funziona tutto bene? Direi di sì, qualcosina meno riuscita c’è, come “California”, ma alla fine non incide sulla qualità globale. A noi non resta che iniziare il conto alla rovescia (sigh!) sino al giorno che ci separa dall’ inizio del tour degli svedesi, sperando che tocchi anche lo Stivale.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

Contact
www.europetheband.com
<<< indietro


   
Disequazione
"Progressiva Desolazione Urbana"
Labyrinth
"Architecture Of A God"
Uneven Structure
"La Partition"
Full Leather Jackets
"Forgiveness: Sold Out"
The Sade
"Grave"
The Charm The Fury
"The Sick, Dumb and Happy"
Zora
"Scream Your Hate"
LoboLoto
"Even The Stones Fall"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild