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Reviews - Eufobia
:: Eufobia - Cup of Mud - (Wizard - 2011)
“Cup of Mud” è il secondo album dei bulgari Eufobia, un monicker evocativo di una delle fobie più strane di cui sia mai venuto a conoscenza: la paura di ricevere belle notizie. E di belle notizie la band deve averne ricevute tante nel corso della propria carriera: dopo un inizio in sordina, a partire dal 2008 il quartetto ha inanellato una serie di tour europei di supporto a Onslaught, Sinister, Malevolent Creation e chi più ne ha più ne metta. È il segno che non è più possibile parlare di verginità musicale in ambito metal per le realtà di oltrecortina, e che tra breve non potrò giocarmi la carta del milieu storico in sede di recensione. Lasciando Winston Churchill al posto che gli compete (i primi solchi di “Live After Death degli Iron Maiden, no?) veniamo agli Eufobia. Il disco si apre con l’evocativa “Violin”, riproposta in chiusura in versione strumentale, e si ha subito l’impressione di un felice connubio tra i richiami estremi delle cavernose vocals di Niki e sonorità che richiamano universi assai distanti, come il post/rock e l’alternative anni ’90. Un’impressione solo in parte mitigata dalla successiva “Maligna”, le cui sfuriate si inseriscono in un ambiente sonoro dominato da un lato dagli intrecci minimali di chitarra e basso, dall’altro da un death metal dal vago sapore “tecnologico”. Sin dalla successiva “Laid to rest”, è il basso di Steff ad emergere in maniera particolare e la sua presenza sarà una costante nel corso delle dieci tracce di “Cup of Mud”, facendosi a volte ossessivo, a volte graffiante, e comunque mai scontato. Su “Believer”, alle sonorità claustrofobiche del combo bulgaro si uniscono aperture armoniche di scuola alternative rock, roba che avrebbe fatto felici i Gorefest degli anni d’oro, o forse anche i Fudge Tunnel. Il cd si mantiene cadenzato per buona parte della durata, e dalla coppa di fango evocata dal titolo emergono i due singoli “Cruel child” e “Frog”, la carcassiana “Rain of snails” (una delle migliori del lotto), e la quasi title-track “Mud”, con ritmiche vicine all’industrial e un suono di basso ossessivo che ben si sposa con la struttura del brano. Dice bene la band, quando si professa vicina al death’n’roll pur in una versione più “complicata”: al conseguimento della loro futura maturità artistica concorrerà di certo un maggiore approfondimento del crossover tra death e sonorità sbilenche di matrice “post”, nonché un ampliamento di quei momenti atmosferici il cui impatto crudo e straniante apre tuttavia nuove strade alla sperimentazione.
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.eufobia.com
www.myspace.com/eufobiacarnage
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