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Reviews - Etrusgrave
:: Etrusgrave - Aita’s Sentence - (Minotauro Records - 2016)
Etrusgrave (Etruscan + Grave) è una band epic metal, fondata a Piombino da Fulberto Serena il primo chitarrista dei (mai troppo lodati) Dark Quarterer; una band che dal vivo ha suonato con nomi di una certa fama, come Manilla Road, Domine, Enforcer,Grave Digger, Jag Panzer e molti altri… Ebbene, “Aita’s Sentence” esce a distanza di sei anni dal precedente disco “Tophet” (ricordiamo anche il primo disco del 2008, “Masters of Fate”) e come nei dischi precedenti la band racconta la storia della propria terra: secondo le tradizioni etrusche, Aita è una divinità che dovrebbe corrispondere al dio Ade del’Olimpo greco. Passiamo al disco… l’album inizia con “Anxiety”, brano diretto, che richiama la band madre di Serena, spesso anche nelle linee vocali! A seguire ci sono “Mammoth Trumphet” e “Festering Slash”, brani che necessitano più ascolti (come accade anche con quelli dei Dark Quarterer!), ma comunque interessanti, su cui si percepisce la voglia di continuare una strada lasciata in sospeso, con pennellate di acuti di stampo power metal (e anche in questo settore, l’Italia ha sfornato ottime band). “North North West” è il brano che si trova in rete: uno dei più corti del disco, ma si fa apprezzare per le chitarre e le atmosfere colme di influenze anni ’80… stesso discorso vale per la parte iniziale di “Aita’s Sentence”, che poi esplode in un brano epico – dove ahimè, la voce non sempre (mi) convince! Passiamo a “Coward”, tra i brani più belli (per il sottoscritto) di questo disco, tirato ed heavy, complici anche le chitarre di maideniana memoria che ben si sposano con il tema e le atmosfere; infine c’è “The Guardian”, altro pezzo dal ritmo cadenzato e dalle atmosfere epiche. Finisce qui il disco, ma non finisce la voglia di raccontare la storia e la cultura di una terra, la terra d’origine di questo grande musicista italiano. La copertina non è un bel biglietto da visita, ma non giudicate un libro dalla copertina… il meglio è al suo interno! Il disco non è male, ma consiglio di ascoltarlo più e più volte, fidatevi! Bentornati, Etrusgrave!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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