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Reviews - Etherna
:: Etherna - Forgotten Beholder - (Valery Records - 2014)
Era il 2006 quando i fratelli Lucatti, rispettivamente Alessio (tastiere) e Alessandro (chitarra), mettevano su gli Etherna, band che da lì a poco diede luce grazie all’Underground Symphony (storica etichetta italiana) il loro primo cd, onesto lavoro di una band che si ispira al nostro metal, creando comunque un set di brani di buona fattura ma senza lasciare il segno.
Siamo arrivati al 2014, i ragazzi Lucatti sono cresciuti facendo tanta esperienza. Alessio, tastierista dei Vision Divine è diventato un rinomatissimo tastierista in tutto il mondo, Alessandro ha trovato un suo sound una sua identità, e a chiudere la line up e dare vita a “Forgotten Beholder”, la seconda fatica degli Etherna, concorrono i nuovi innesti: lo storico Matteo Amoroso, batterista dalla grande esperienza che ha collaborato con Athena, Eldritch e Vision Divine, il bravo Marco Sereni al basso (ex Violent) e Andrea Racco alla voce (Opening Scenary).
“Forgotten…” dà il via a una nuova strada a un sound maturo e ben definito, creandosi una sua originalità musicale grazie alle esperienze dei singoli che vengono fuse in questa perla del metal di casa nostra.
Chi come me pensava di trovarsi davanti a un Vision Divine 2 o non so cosa di simile si sbagliava di grosso! L’originalità di questo disco è di sicuro la scelta di Andrea Racco, cantante dotato di una voce potente, alta, ruvida e melodica; scelta vincente che spiazza subito l’ascoltatore di questo genere abituato ad ascoltare i soliti canoni.
Un condensato di puro heavy/power con varie influenze prog qua e là, con un piccola strizzata di occhio verso il groove grazie ai riff potenti e appunto la voce al vetriolo di Racco.
Grande performance dei singoli, con i Lucatti in grande spolvero e la sezione ritmica tecnica ma allo stesso tempo potente, fine e raffinata come Amoroso ci aveva abituati in album storici come il magnifico e straordinario “A New Religion?” degli Athena (per chi non lo conosce: sentitelo e azzerate le cazzate che oggi girano e si spacciano per power prog).
Una grande scelta nelle linee melodiche che entrano subito nella testa e farsi subito apprezzare; ottima la produzione pulita diretta e soprattutto potente.
Ottima anche la scelta del concept, che prendendo spunto dal fumetto di Sandman crea una storia su un ragazzo, le sue frustrazioni e la morte, rappresentata da una bella ragazza; per rendervi conto di quello che sto parlando andate a guardare il videoclip di “A Colour In The Rainbow”, la traccia 12, che è il giusto brano per dare idea di quello che oggi sono gli Etherna.
Ma non è solo “A Colour…” a spiccare nel lotto delle 13 tracce (compresi intro e intermezzi) che compongono il bel “Forgotten…”: dopo l’intro si entra una classica parte di tastiere alla Alessio Lucatti che dà spazio a “Through”, bellissimo brano in chiave power italiana, condotto dall’imperiosa voce di Racco, e dopo il set e le varie staffette ecco arrivare la ciliegina sulla torta: un riff a ricordare la mitica “Domination” dei Pantera che fa rimanere di stucco l’ascoltatore; si passa al prog cadenzato di “Lady Of Bridge”, sempre supportato dalle belle linee vocali e dal bellissimo lavoro delle tastiere di Alessio, mai invasive, per dare spazio al riffing potente come un pugno sotto il mento del bravissimo Alessandro; la epica title track dai sapori neoclassici; dai momenti più semplici e immediati di “Revelations”, giusta scelta che dà respiro e aria al disco; dopo il respiro ecco la violenza e la potenza di “Death”, un brano mozzafiato di matrice speed/thrash, accompagnata dalla solita bella linea vocale e subito l’ammaliante power ballad “Night Flight” .
Cosa dire in conclusione… una scelta a prova di bomba, che dà ragione all’esperienza dei singoli che hanno dato vita a un bellissimo disco di bel metal di casa nostra ma con aria di novità e di freschezza.
Ve lo consiglio vivamente!
Voto: 9/10
Antonio Abate

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