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Reviews - Enzo And The Glory Ensemble
:: Enzo And The Glory Ensemble - In The Name Of The Father - (Underground Symphony - 2015)
È il caso di dirlo: nulla avviene per caso. O, se preferite, “quando fai questo mestiere da troppo tempo smetti di credere alle coincidenze”, ma forse è meglio attenersi alla prima affermazione: più sintetica, più ad effetto. Ebbene, mi capita da un po’ di tempo di leggere che ognuno vuole salire sul carrozzone della critica gratuita agli Stryper, proprio quando il sottoscritto vede sempre più di buon occhio la buona pratica di metter su a manetta pezzi storici come “Loud N’ Clear”, l’ultimo disco “No More Hell To Pay” e soprattutto l’album a firma Sweet & Lynch, tutte testimonianze di come Satanasso non detenga il primato assoluto del Martello degli Dei. Bene, la fortuita coincidenza (ehm…) sta nell’aver incrociato poco dopo questo “In The Name Of The Father” dell’ensemble messo su dal virtuoso Enzo Donnaruma e denominato appunto Enzo And The Glory Ensemble… chiaro, no? Christian metal nostrano e per di più con ambizioni da opera rock! Ok, le Api Maia a stelle e (soprattutto) strisce sono lontane, e lo stesso valga per i loro conterranei Trouble o magari Ashbury, poiché il chitarrista napoletano sembra rivolgere i suoi favori ad uno stile orchestrale e pomposo che definire “hollywoodiano” non è mai sbagliato, ma che trova in Italia tra i suoi sostenitori più importanti (vi dicono nulla le due incarnazioni dei Rhapsody?). Una tendenza stilistica che rimarca la più generale positività delle liriche di Staropoli e Turilli, figlia a sua volta delle zucche di Amburgo… osservazione, la mia, che è tesa a rimarcare l’assenza di qualsivoglia volontà di confinare il progetto di Donnaruma nelle strette maglie del white metal e trattarlo invece così com’è. Ossia, come un divertissement d’artista (l’ennesimo, aggiungerà qualcuno) che però offre una via inconsueta al concetto di opera rock/metal: dodici tracce come dodici preghiere, o altrettanti salmi se preferite, un numero che è tutto fuorché casuale (nella cabala ebraica, immagino) ma soprattutto con atmosfere ben asservite alla “narrazione” (ecco il motivo della mia citazione degli autori di “Endless Skies”, poc’anzi). Dunque, veniamo a “In The Name Of The Father”: il nostro Enzo Donnaruma, oltre ad essere un virtuoso della sei corde, dispone anche di uno stile vocale vagamente reminiscente dei Dark Quarterer (fatte le dovute differenza) e dunque imposta il tutto in senso “declamatorio”, com’è giusto data la materia trattata. Alla voce, troviamo ad accompagnarlo tra gli atri oltre al prezzemolino Ralf Scheepers persino Nicholas Leptos dei Warlord e soprattutto Kobi Fahri degli Orphaned Land, la cui timbrica ammaliante risulta la scelta più azzeccata possibile per un pezzo come “The Lord’s Prayer” e soprattutto per la carica etnica di “Anima Christi”. In genere, l’album offre molti momenti interessanti dalla caratura fortemente evocativa di paesaggi delle sponde opposte del Mediterraneo, che faranno al contempo la gioia di quanti amano il power/epic di matrice squisitamente italiana, con Turilli a fare da padre putativo: è il caso delle buone orchestrazioni che fanno da contraltare alle cavalcate di “Psalm 63”, della dolce ed elfica “Glory be to the Father”, delle atmosfere del Vicino Oriente che tornano su “Guardian Angel Prayer” e dell’epica “Benedictus”, che vede duettare Scheepers e Leptos – su un refrain che però ricorda pericolosamente il Satriani di “Crushing Day”! Non mancano momenti a mio parere meno riusciti, come il riffing spigoloso e tipicamente US Metal di “Psalm 3” e la conclusiva “Maybe You”, sin troppo commerciale per i miei gusti (questa sì, reminiscente di Sweet, Fox e soci), ma per avere un’idea del valore del disco vi consiglio di ascoltare “Hail Holy Queen”, con l’assolo del sommo Marty Friedman… da brividi, ve lo garantisco. I dischi all-star non sono sempre garanzia di qualità in sé, ma il caso di questo “In The Name Of The Father” è di per sé diverso, con gli ospiti che sono funzionali alle atmosfere della narrazione e non semplici facce messe in vetrina come specchietto per le allodole. Complimenti dunque al buon Donnaruma, di cui ora attendiamo le prossime mosse!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

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www.enzodonnarumma.com
www.facebook.com/Enzo-Donnarumma-612519158880511
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