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Reviews - Enforcer
:: Enforcer - Diamonds - (Earache Records – 2010)
Tra le giovani band dedite alle sonorità NWOBHM, io scelgo gli Enforcer. Credo che loro siano i migliori o, quanto meno, i più credibili. A pensarla così, evidentemente, non sono l’unico. L’Earache, infatti, si è assicurata l’esclusiva europea per questo album (quella negli States resta ad appannaggio della Heavy Artilery, che aveva già pubblicato l’esordio Into The Night un paio d’anni fa). Che l’etichetta inglese ci creda non poco nel rilancio delle sonorità classiche, lo dimostra la pubblicazione di album di band quali White Wizzard e Cauldron, oltre che della compilation Heavy Metal Killers (nella quale compaiono anche gli Enforcer). Diamonds non sposta d’una virgola l’opinione del sottoscritto nei confronti di questi giovanotti, sono loro i più bravi. Fare meglio di Into The Night era difficile, e infatti non ci sono riusciti, ma già eguagliare quel risultato è una gran cosa: Diamonds vale il suo predecessore. Gli scandinavi si mostrano a proprio agio nel ricostruire certe strutture retrò, ricreando al meglio sound, spirito e stereotipi. Brani veloci e aggressivi e mid tempos trascinati: la ricetta è semplice, ma non per questo meno efficace. Quando riproduci certe sonorità, non cerchi l’originalità. Per non cadere nel banale, è necessario giocare su altre carte: convinzione, passione e determinazione. Gli Enforcer ‘ste qualità le hanno, e ne fanno buon uso…
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/enforcerswe
www.earache.com
:: Enforcer - From Beyond - (Nuclear Blast - 2015)
L’Heavy Metal non è mai morto! Dobbiamo anche ringraziare quelle band degli anni 2000 che hanno riproposto con coraggio e amore quelle sonorità che ci hanno avvicinato a questo affascinante mondo sonoro! Infatti parliamo del quarto album degli Enforcer, band fondata nel 2004 nella città di Arvika (Svezia) e che non ha mai nascosto l’attaccamento per il vero sound metallico – sono tra l’altro considerati tra i capisaldi della nuova ondata di band in stile NWOBHM. Difatti, anche “From Beyond” non nasconde l’amore per queste sonorità! Come l’album precedente (“Death by Fire”), tutta la produzione, la registrazione, il missaggio e il mastering sono stati gestiti da Olof e Jonas Wikstrand presso i Leon Music Studios con Rikard Lofgren. Il disco inizia subito con “Destroyer”, il classico pezzone in pieno stile speed/heavy metal, accattivante ed esaltante (mi piace), infatti ne hanno fatto subito il video; segue “Undying Evil”, anche questo è un altro bel brano, che sembra uscire da un qualsiasi disco (di una qualsiasi band) heavy metal (più tipicamente dal sound americano) degli anni ’80! Anche la title-track e la successiva “One With Fire” ci regalano emozioni a suon di vero metallo, interrotti però da “Below The Slumber” interessante mid-tempo che fa da ponte per la successiva cavalcata (“Hungry They Will Come”) in vero stile maideniano, ed è una traccia interamente strumentale. “The Banshee” invece, riprende la strada americana, sfornando un ‘classico’ – ed è il classico brano che si conficca subito in testa (ascoltare per credere)… E così via! Bene, “From Beyond” è un album dove l’amore per il ‘vero’ metallo cola da ogni singola nota; cola anche dalla copertina (semplice, ma molto accattivante e d’impatto) e cola anche dai riferimenti e dalle citazioni alle band preferite, che non vengono nascosti ma anzi proseguono con amore e dedizione al genere, album dopo album. Un disco poco originale, se vogliamo cercare ‘il pelo nell’uovo’, ma suonato con energia e passione; un sound granitico e diretto, senza fronzoli; questo è il classico album che si fa ascoltare (e piacere) dagli amanti di queste sonorità (più open-minded) e… diciamolo tranquillamente: ogni onda sonora che sentirete su questo disco è al 100% Speed/Heavy Metal!
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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www.enforcer.se
:: Enforcer - Into The Night - (Heavy Artillery Rec. – 2008)
I più anziani di voi ricorderanno Diogene, trasmissione che andava in coda al Tg2 e che conteneva un tormentone (che avrebbe poi reso celebre il conduttore Lubrano): la domanda nasce spontanea. Ascoltando questo album degli svedesi Enforcer, non si può non far ricorso a quella frase. La domanda nasce spontanea: perché più nessuno suona Heavy Metal? Ok, probabilmente mai come oggi ci sono fruitori di musica dura (fruirne è una cosa, esserne fans e acquistarne i cd è un’altra), mai come oggi spuntano gruppi come funghi. Eppure… si suona Death, Black, Power tutti prefissi che precedono la parolina Metal, ma che poco hanno a che fare con le sonorità che hanno dato origine al genere. Eppure alla fine dei conti le band che riempiono stadi e palazzotti sono quelle che si rifanno alla tradizione, Iron Maiden su tutti. Questi giovanottoni svedesi ci provano. Probabilmente, perderanno la scommessa e saranno tacciati di essere anacronistici e buffi nel loro riproporre i cliché che negli ottanta avevano contraddistinto le band che avevano dato origine al movimento metal. Ma chi se ne frega dico io, il disco è un gran disco. Into The Night contiene tutto quello che un disco di Heavy Metal deve racchiudere: chitarre taglienti, sezione ritmica tambureggiante, melodia e cori. Fa nulla se durante l’ascolto ti vengono in mente i Maiden (pre Bruce Dickinson) o i Mercyfull Fate, e un po’ gli Halloween di The Walls Of Jerico. In un niente vi ritroverete a cantare le varie “Black Angel”, “Mistress From Hell”, “Into The Night”, “ Scream Of The Savage” e “Evil Attacker”. Un gradito ritorno al passato che paradossalmente rappresenta una boccata di novità. Ben tornto Heavy Metal.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/enforcerswe
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