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Reviews - Enbound
:: Enbound - And She Says Gold - (Inner Wound Records - 2011)
Gironzolavo su Facebook (come tutto il mondo) e mi è apparsa per caso la pubblicità di questa band; l’inserzione diceva che gli Enbound (band svedese) avrebbero entusiasmato gli amanti degli Angra, Stratovarius, Sonata Arctica, Kamelot, Pagan’s Mind, etc.
Ho subito pensato:”Il solito gruppetto power scandinavo…”, ma incuriosito dalla descrizione appena letta entro nella pagina ufficiale di Facebook, parte l’ascolto e le mie orecchie rimangono allibite! Mi accorgo di averlo tra i vari ipool e mi appresto dunque a scaricarlo e lo faccio partire. Bene ragazzi, siete rimasti delusi dai vari Angra, Kamelot, Stratovarius e ancora di più dai Symphonia? Allora amanti nostalgici del power anni ’90, procuratevi urgentemente questo primo disco degli Enbound e soddisferete la vostra sete di melodia, tecnica e tutto quello di cui un amante del power-prog ha bisogno!
Enbound è un progetto fantastico i cui componenti sono tutti musicisti di alto livello che si sono riuniti per creare questo bellissimo disco fatto di melodia, virtuosismi ed eleganza prog!
Innanzitutto è doveroso spendere due parole su questi 4 fuoriclasse: l’idea del progetto è di Mike Cameron Force, batterista della power metal band Zonata, personaggio di grossa esperienza nell’ambiente che si assicura alla voce un signor cantante, ovvero Lee Hunter(Lars Säfsund), famoso in Svezia e in Europa per aver partecipato a un’edizione dell’Eurovision con l’elegante pop band Biondo arrivando anche in finale. In pratica Hunter è una specie di Roberto Tiranti, per intenderci (solo che noi italiani i talenti come Tiranti li mandiamo a X-merda, mentre la Svezia orgogliosa di averli, i suoi virtuosi li manda all’Eurovision). Alla chitarra troviamo un prodigioso Marvin Flowberg, giovane ventenne dalle capacità solistiche incredibili, che mette le sue virtù al servizio della composizione e dell’arrangiamento sfornando soli di alta qualità. Al basso troviamo Swede: dalle notizie che mi giungono si tratta di un noto turnista.
Arriviamo dunque a questo “And She Says Gold”; chiaro è che se cercate il miracolo o l’innovazione musicale siete fuori strada, ma se come dicevo in precedenza è da tempo che non ascoltate un bel cd di puro prog-power, allora questo disco è quello che fa per voi. Gli Enbound sono il giusto connubio tra un ottimo power-prog e una finissima melodia che rende il tutto di un’eleganza assoluta, grazie anche alla voce di Lee Hunter , un fuoriclasse dalla voce incredibilmente bella, e al lavoro chitarristico del giovane Flowberg.
Bellissima la prima traccia “Combined The Souls”, un ottimo biglietto da visita che fa subito intuire di cosa è capace questa band svedese. Si passa poi a sonorità molto gothiche con la seconda traccia, “Descending”, che si trasforma in un bellissima canzone power-prog con riff sincopati e uno stupendo solo di chitarra in stile neoclassic. Tutti i brani saranno di vostro gradimento e vi assicuro anche che, pur se pieno di progressismi, l’ascolto sarà facile e sciolto. Da menzionare la bellissima ballad “Frozen To Be”, in cui il magistrale Hunter duetta con un’altrettanto magistrale Lagaylia Frazier, cantante statunitense di colore che è oramai da anni nel giro musicale svedese (anche lei ha partecipato ad un Eurovision per la Svezia). Ottima la produzione, calda e potente e non fredda come di solito si è abituati quando si tratta di questo stile, chiaramente affidata non a uno qualunque ma a Björn Engelmann famoso per aver prodotto gente come Rammstein, Primal Fear e Sonata Arctica.
Bene inutile continuare. Affrettatevi a procurarvi questo “And She Says Gold” e rivivrete un periodo tanto caro alla storia del metal, quando cominciava a riprendersi tutto quello che il grunge e co. gli aveva rubato! Faccio dunque i miei complimenti agli Enbound per questo stupendo lavoro!
Voto: 9/10
Antonio Abate

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www.enbound.com/
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