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Reviews - Empathica
:: Empathica - The Fire Symphony - (Autoprodotto - 2019)
Filippo Tezza è un po’ dappertutto ultimamente (Tezza F., Chronosfear e altri progetti sparsi). Non è una frase ironica questa, ma una semplice constatazione, dato che in questo “The Fire Symphony” svolge il ruolo di bassista-cantante. Gli Empathica arrivano infatti come lui da Verona, ed esordiscono appunto con “The Fire Symphony”, loro primo full-length. Impossibile iniziare questa recensione non evidenziando il fatto che questa band ha una ragazza dietro al microfono, tale Alessia De Benedictis che, come molte volte avviene in questo stile musicale (symphonic metal), dà un taglio netto e preciso a ciò che ascoltiamo in questo album, nonché un feeling “teatrale” a tutto l’insieme, con la sua ugola da soprano (spero di non aver detto una castroneria).
Il power metal sinfonico ormai spadroneggia da circa un ventennio, e gli Empathica fondamentalmente non inventano nulla di nuovo, ma la preparazione tecnica della cantante in primis, la buona varietà degli elementi proposti e la classe con cui vengono elaborati, fanno di questo “The Fire Symphony” un qualcosa di decisamente appetibile per coloro che amano questo stile. Inoltre, la band ha delle qualità individuali non da poco, basti solo ascoltare il lavoro sopraffino del drummer Francesco Falsiroli – che definisce ogni fase dell’album perfettamente – per rendersi conto che qui nulla è lasciato al caso. Con altre gemme come “Religio”, “Sillus Messor Animarum” e “Prophecy” tra le tante, la band ipoteca già la qualità indiscutibile di questo album. Ma conviene andare avanti fino alla fine del disco, perché proprio in chiusura è posta un’altra traccia bellissima che porta il titolo dell’album, “The Fire Symphony”. 
Occorre sottolineare il fatto che questo album va ascoltato per intero: sembrerà una frase fatta, ma visti i tempi che viviamo non lo è, in quanto ormai con l’invasione del digitale non molta gente ha la pazienza e la mentalità di non schiacciare quel tasto con quel maledetto ditino e skippare le tracce. Sarebbe un vero peccato, perché di grandi dischi ne escono ancora molti, belli dall’inizio alla fine, e questo “The Fire Symphony” ne è un esempio perfetto.
Volendo tagliare il capello in quattro, potrei anche azzardare una piccola critica circa il fatto che questo album non è realmente innovativo e che ricalca una formula (il symphonic metal con tanto di frontwoman), che ormai troviamo dietro ogni anfratto; tuttavia, al di là di considerazioni personali, questo per me non è un difetto, o perlomeno non lo è se si fa bene quello che si fa. E se aggiungiamo il fatto che le sonorità della band richiamano varie tentazioni che derivano da altrettante frange del metal più “cattivo”, allora direi che il loro dovere lo hanno fatto più che bene, e che non resta che godersi la loro musica.
Voto: 7,5/10
Joker

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