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Reviews - Elegy
:: Elegy - Manifestation Of Fear - (Metal Mind Productions – 2009)
Negli anni novanta tanti davano il metal per spacciato, troppo irruente era l’ondata grunge proveniente da Stattele e dintorni. Il metal s’aggrappò così ad alcuni sottegeneri che ne estremizzarono il contenuto: death e grind su tutti. E il metal classico? Crisi piena. Un’etichetta come la Noise, che aveva legato le proprie fortune a Helloween, Rage, Running Wild, dando origine al power metal (europeo), e VoiVod, Tankard, Watchtower che arricchirono il panorama thrash (tutta musica, in definitiva, considerata vecchia in quegli anni) ripose le proprie ultime speranze in un manipolo di gruppi che riuscivano a legare le sonorità power proprie della casa discografica con il nascente trend prog metal capeggiato dai Dream Theater. I gruppi in questione erano: Ivanhoe, Conception ed Elegy. Proprio quest’ultimi rappresentavano la prima alternativa ai DT. Pur mantenendo una spiccata matrice power, il gruppo olandese sembrava lanciato verso le prime posizioni dell’olimpo progressive metal. Merito soprattutto dei primi due lavori, Labyrinth Of Dreams (1993) e Supremacy (1994). Tra alti e bassi la band non mantenne le promesse. Neanche l’ingresso nel 1997 del talentuoso cantante Ian Perry riuscì a sollevarne le sorti. Manifestino Of Fear è il secondo album dell’era Perry, pubblicato nel 1998, e presenta una band più matura, meno articolata e soprattutto più oscura. Forse meno prog rispetto ai predecessori, MOF attraverso la narrazione del concept (una storia di degrado metropolitano) riesce a dipingere un affresco poco lusinghiero degli 90 (eravamo un po’ tutti depressi allora). MOF pur essendo inferiore qualitativamente ai primi due album o a Principles of Pain (canto del cigno datato 2002) contiene spaccati di power prog superiore alla media della produzione attuale. Ad arricchire il già sontuoso piatto, la nuova edizione rimasterizzata in mio possesso contiene anche 3 bonus: “Solitary day (extended version Japan)”, “Master Of Deception (demo)” e “Metamorphosis (demo)”. Inutile dirvi come questo disco sia più che consigliato.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Elegy - Primal Instinct - (Metal Mind – 2009)
Il successo della trasmissione Unplugged, in onda su MTV negli anni novanta, ha lanciato in quel periodo una vera e propria corsa al disco in acustico. La trasmissione ha sfiorato il movimento Hard & Heavy, con le esibizioni del duo Palnt\\Page e Kiss (cito a memoria). Evidentemente alla moda del periodo non sono rimasti insensibili gli olandesi Elegy, che hanno ben pensato nel 1996 di pubblicare un Ep di cinque tracce contenenti versione acustiche di vecchi classici della band. Oggi la Metal Mind ripropone, unitamente all’intera discografia della band, anche questo lavoro, sicuramente non indispensabile. Certamente i cinque brani (“Take My Love”, “Labyrinth Of Dreams”, “Always With You”, “Spirits” e “Erase Me”) pur assumendo una nuova forma, non aggiungono e non tolgono nulla all’originale. Meglio le bonus track (“Always With You”, “Angel Without Wings”, “The Forgotten” e “Spirits”) registrate in uno show giapponese nel 1998 e che vedono coinvolti i soli Ian Parry (voce) e Henk Van Der Laars (chitarra). Rispetto ai cinque brani originali dell’album, queste bonus track risultano molto più calde e coinvolgenti. In chiusura segnalo anche la demo bonus “Wish It Was Christmas Everyday” e ben tre video (che immortalano sempre esibizioni in acustico tenute negli stessi anni). Come già detto non un album fondamentale, utile solo per coloro che desiderano completare la propria collezione targata Elegy.
Voto: 6/10
g.f.cassatella

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:: Elegy - Principles Of Pain - (Metal Mind – 2009)
Il canto del cigno di una delle band più sfigate del panorama metal. Gli olandesi Elegy arrivavano sempre prima o dopo rispetto alle mode dei metal kids. Troppo metal per i gusti imperanti negli anni novanta, troppo power quando è esploso la moda del prog metal. Ovviamente troppo prog quando il power metal è divenuto gradito alle masse. Però una cosa è certa: da Labyrinth Of Dreams sino a Pricnciples Of Pain, gli Elegy hanno costruito una carriera solida e onesta, condita da alcuni grandi album (i primi due) e altri superiori alla media come Manifestion Of Fear e Principles Of Pain. Quest’ultimo, pubblicato originariamente nel 2002 dalla spagnola Locomotive Records, è oggi nuovamente disponibile in edizione limitata grazie alla polacca Metal Mind (rispetto all’originale contiene alcune bonus tracks: “Sacred - bonus Japan”, “Under My Skin – demo”, ”No Code No Honour – demo”, “Pilgrims Parade – demo”, “Principles of Pain – video”). Il disco risente molto dell’avvicendamento alla chitarra avvenuto tra il fondatore Henk Van Der Laars e Patrick Rondat ai tempi di Forbidden Fruit (disco precedente datato 2000). Infatti Patrick ben più amalgamato con il resto della band ha scritto alcuni dei pezzi più pesanti e progressivi della discografia degli olandesi, come fa ben intuire la prima song, “Under My Skin”. Da lì in poi è una escalation tra brani più complessi, e altri più tipicamente power. Infatti anche in questo album rimane viva la doppia anima della band, che probabilmente ne ha condizionato non poco la carriera. Su POP il protagonista assoluto è Ian Parry, probabilmente alla propria migliore prestazione vocale di sempre. Di lì a poco la band si sarebbe sciolta e solo il singer avrebbe trovato spazio, soprattutto come turnista e guest, in vari progetti (André Andersen, Ayreon e Crystal Tears ). A noi non rimane che riscoprire la carriera di questo gruppo dimenticato un po’ troppo presto e mai abbastanza apprezzato.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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