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Reviews - Eldritch
:: Eldritch - Gaia’s Legacy - (Scarlet - 2011)
Ecco il ritorno di una delle band più rappresentative del nostro panorama metal nel mondo, il ritorno della prima band heavy metal ad avere avuto credibilità all\' estero, spianando la strada a gruppi come Labyrinth, Rhapsody e Lacuna Coil.
Terence Holler (voce) e Eugene Simone (chitarra) sono gli unici superstiti della formazione originale, che nel tempo ha perso componenti, ma mai la voglia di creare prodotti di qualità; sempre al passo con mode e produzioni, ma soprattutto sempre dotati di quell’originalità che li ha contraddistinti per anni.
Oggi la band nostrana si presenta con un nuovo cd, il più maturo della loro carriera, anzi, senza nulla togliere a capolavori come “El Nino” ed “Headquake”, il migliore che abbiano mai fatto! Abbandonate ormai da tempo le sonorità nu-metal e anche i sounds più dark di “Blackenday”, sono ritornati a quelle sfumature prog-power-thrash che li avevano caratterizzati a inizio carriera, con veri riff di matrice Annihilator che si vanno a mescolare con tastiere di stampo prog e cantati di fatturato eccezionale e mai banale!
Tanta melodia, tecnica e groove, accompagnano questo “Gaia’s Legacy”, eccezionale nuovo album della band livornese, che ritorna a quelle produzioni cristalline e plastiche che l’aveva caratterizzata negli anni passati e che danno spazio alla cura dei singoli. Eccezionale sezione ritmica con tempi da capogiro, da far rizzare i capelli in testa a tutti i fans di Jeff Waters! Un’incredibile prestazione della sezione chitarristica firmata Eugene Simone, ritornato al virtuosismo più eccelso (soli da far invidia a qualsiasi guitar hero) e un Terence Holler più in forma che mai, un’ugola d’oro che ci fa dono di una delle sue migliori prestazioni, la più matura e la più passionale di sempre! Grande, come detto prima, la parte di tastiera di Gabriele Caselli, abilissimo nell’arrangiamento; l’eccezionale ritmica made tecno-thrash di Simone si mescola infatti con i suoi fantastici arrangiamenti prog style, per arrivare poi a stupende staffette!
Si parte con un intro (caratteristico di ogni disco Eldritch) che dà subito spazio alla traccia 1, “Deviation”, stupendo brano che fa sentire la nostalgia di “El Nino” e della prima traccia di quel disco, “No Direction Home”; ritmiche sincopate a tempo alto che si legano a cantati di un’unicità incredibile, cambi ti tempo mozza fiato e parti solistiche di alta qualità. Si passa poi a “Our Land”, seconda traccia di chiare tendenze più progressive. Si arriva a “Vortex Of Disasters”, magnifica song che inizia con un riff di matrice thrash e che alla partenza della linea vocale arriva a toccare quella qualità compositiva tanto cara a mostri sacri del prog come i Fates Warning. Ed è proprio ai Fates Warning, fonte ispiratrice che li ha accompagnati negli anni, che gli Eldritch rendono omaggio in questo eccezionale “Gaia’s Legacy”, con una cover di “Through Different Eyes”, splendida esecuzione che esalta magnificamente le prestazioni dei singoli componenti.
Promosso a pieni voti!
Voto: 9,5/10
Antonio Abate

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:: Eldritch - Livequake - (Limp Prod. – 2008)
Dopo diciassette anni di carriera e sette album è giunto finalmente il momento per gli Eldritch di dare in pasto ai fan un live album. La band toscana ha fatto le cose in grande: non si è limitata a un semplice dischetto collage, ma ha immortalato l’intera serata del 22 marzo del 2008, svoltasi presso il Music Street Live di Lugnano (Pisa). Ben 24 brani distribuiti su due cd (rispettivamente intitolati (Blackened Live e Incurably Live) per la durata di quasi due ora. Inutile dire come l’opera contenga tutti i classici della band accanto a brani tratti da tutti gli album del combo toscano. La resa sonora è più che accettabile e non sembra che i pezzi siano stati sottoposti a chissà quali artifici in studio; tutto ciò favorisce la sensazione dell’ascoltatore di trovarsi tra il pubblico presente. Il primo album concentra soprattutto i brani dell’ultimo lavoro in studio, Blackenday, ma la vera chicca della serata è la presenza sul palco dell’ex tastierista-fondatore Oleg Smirnoff. L’ex membro dei Death SS compare nel secondo cd, nel quale sono concentrati i pezzi dei primi tre album del gruppo (in particolare Il Nino è quasi suonato per intero), cioè quelli dell’era Smirnoff. Inutile evidenziare come il gruppo non si sia limitato a una mera riproposizione degli originali, ma abbia riarrangiato le esecuzioni, donando nuovo smalto ai pezzi. Come se tutto ciò non bastasse il doppio contiene anche un DVD (edizione limitata) che non solo include le immagini della serata al Music Street Live, ma anche uno speciale sullo show tenuto dai nostri al Chicago Power Fest del 2006. Purtroppo non essendo in possesso del DVD, non posso essere più esauriente. Se siete fan sfegatati della band, questo cd è un ottimo complemento della discografia e non potrà mancare nella vostra collezione. Per tutti gli altri un utile strumento per conoscere un gruppo che forse ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Eldritch - Tasting The Tears - (Scarlet Records - 2014)
Vent’anni di carriera e 9 album all’attivo, dopo appena 2 anni dal loro ultimo lavoro ecco ritornare sul mercato gli Eldritch.
Che dire di questa magnifica e grandiosa band di casa nostra? Sappiamo tutti chi sono e come è composta la loro fantastica e affascinante musica; proprio quest’estate ho avuto modo di vederli per la terza volta live e posso garantire che nulla è cambiato, sempre la solita grinta, eleganza e tanta bella roba.
Proprio in quell’occasione, in cui mi sono fermato a scambiare 4 chiacchere con loro, mi parlavano del loro nuovo disco che doveva essere registrato ai Domination, rinomato studio di Mularoli dove altre belle release sono state fatte, e della qualità che erano riusciti a tirar fuori questa volta; vi assicuro che avevano ragione!
Devo essere sincero: il loro precedente album “Gaia’s Legacy” non mi era per nulla dispiaciuto, anzi lo avevo ammirato grazie a un ritorno a un sound molto vicino all’acclamatissimo “El Nino”, ma questa volta la band livornese ha superato ogni aspettativa; da subito si nota la produzione molto calda, potente e maggiormente definita, dove uno strumento come la tastiera suonata da un magistrale Gabriele Caselli riesce ad avere giustizia sui riffoni di stampo tecnico di un superlativo Eugene Simone (questa volta anche in veste di produttore). Ma la cosa che subito risalta è la magnifica scelta compositiva, dove il sound Eldritch (sempre unico) si trasforma in una prova di maturità compositiva, farcita da grandi riff di chitarra alla Eldritch, che vanno a contornare la scelta melodica (azzeccatissima mai come questa volta) delle linee vocali, solari, dirette e gothic come non mai.
Un ottimo arrangiamento di tastiera di Caselli va ad abbellire ulteriormente il lavoro, a mio avviso superando anche il bellissimo “El Nino” grazie alla varietà di questo magnifico “Tasting The Tears”.
Un grande sezione ritmica a dare peso e potenza con Rudj Ginanneschi alla chitarra ritmica e John Crystal al basso; ma un complimento a Raffahell Dridge (guardatelo suonare dal vivo) macchina da guerra, preciso e tecnico batterista; infine, come sempre grande Terence Holler, ormai marchio di fabbrica degli Eldritch, sempre più passionale e grintoso più che mai.
“Tasting The Tears” è composto da 11 tracce che si lasciano ascoltare, grazie alla soluzione musicale davvero originale adottata dagli Eldritch; passando dal prog più classico all’heavy più diretto e dai riff di estrazione tecno-thrash a melodie accattivanti che vanno a strizzare l’occhio agli anni 80; si passa dalla prima traccia “Inside You” classico brano Eldritch di stampo prog che si trasforma in un ritornello dai sapori anni 80; alla title track, a mio avviso la più bella canzone mai composta dagli Eldritch, un riff di pura violenza che viene contornato da un giro di tastiera a dir poco spettacolare, una sezione ritmica da capogiro e per finire la melodia e la teatralità di Terence Holler a dare il colpo di grazia!
Si passa alle sonorità più dark care a lavori precedenti con “Alone Again”, dove si dà voce ancora una volta all’ugola di Holler, e per un attimo il bel virtuosismo lascia spazio agli arrangiamenti; rimanendo in chiave dark ma con ritmi più veloci ecco “Waiting For Something” che va in un esplosivo ritornello di stampo power; si ritorna al sound cadenzato di “Seeds Of Love”, dove è sempre magistrale le scelte delle linee vocali.
Queste sono alcune anticipazioni di questo ultimo lavoro targato Eldritch; questa volta la band livornese ha superato ogni aspettativa, riuscendo a comporre una serie di brani dall’eleganza straordinaria, grazie anche una scelta molto originale degli arrangiamenti e delle linee melodiche vocali, mai così belle dai tempi di “El Nino”.
Che dire altro? Una magnifica copertina che merita di essere menzionata!
Antonio Abate
Voto: 10/10

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:: Eldritch - Underlying Issues - (Scarlet Records - 2015)
Tanta gente dovrebbe prendere insegnamento dagli Eldritch e farsi spiegare come all’undicesimo disco si possa essere così ispirati e capaci di migliorarsi competitivamente di album in album. Eravamo rimasti all’ottimo “Tasting The Tears”, album che era un condensato di pura potenza e melodia in puro stile Eldritch; ecco arrivare “Underlying Issues”, pura goduria per chi segue da anni la band. I fan potranno godere come non mai, perché questa ultima fatica è tutto ciò che ci si aspetta dalla band livornese; riffoni potenti al limite del thrash che si vanno a mescolare con la melodia, generando un sound unico come pochi sono in grado di fare oggi. Un ottimo power-prog senza fronzoli che si lascia ascoltare, grazie a una composizione ricercata, immediata, ma soprattutto moderna e al passo con i tempi, grazie al quel sapore un po’ gothic che da qualche album accompagna la band.
11 tracce di alta qualità, con una produzione sempre al passo con i tempi, che rende il tutto ascoltabile senza mai stancare. Come al solito ottima la prova di squadra ma anche dei soliti singoli, da un Terence Holler sempre ad alti livelli nel tessere le solite ma mai banali linee vocali; una sezione ritmica sempre potente ma ultra tecnica e come al solito un Eugene Simone perfetto e geniale nelle chitarre soliste. Tanta qualità in questa ultima fatica degli Eldritch, che di sicuro faranno felici i fan ma anche chi tra i più giovani vuole ascoltare qualcosa che non sia scontato e mai banale. Immensi Eldritch!!!
Voto: 9,5/10
Antonio Abate

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