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Reviews - Eigenstate Zero
:: Eigenstate Zero - Sensory Deception - (Autoprodotto - 2019)
Stoccolma, Svezia: è qui la base del progetto Eigenstate Zero, one man band che propone Death Metal; ad intraprendere questo cammino fatto di sfumature melodiche e intrecci elettronici, abbiamo Christin Ludvigsson, un musicista a cui piace esplorare molto con le sue parti strumentali, scongiurando di risultare monotono (vista la quantità di brani presenti). Il progetto nasce a gennaio 2018, come conseguenza della noia dopo un infortunio; come nuovo hobby, Christin ha preso la chitarra e ha iniziato a scrivere, giorno dopo giorno, precisando sin dall’inizio che si tratterà solo un progetto da studio e nient’altro. Dopo i tre singoli “Of Mice and Man”, “Fringe” e “Comatorium”, Christian debutta ufficialmente con questo “Sensory Deception”, un disco che accarezza il Prog Death Metal e il Melodic Death Metal (come da tradizione svedese); il lavoro è abbastanza lungo, ma ricco di brutalità e (come scrivevo qualche riga fa) ricco di sfumature melodiche ed intrecci elettronici, che arricchiscono il sound e evitano di “assopire” l’ascoltatore nel corso delle 13 tracce (ritornando al discorso lunghezza… qui siamo oltre i 75 minuti totali). Se nel brano iniziale “Fringe” Christian si “dedica” al più classico sound della scena svedese, con la successiva “1984.2” il tiro cambia grazie agli elementi elettronici; lo stesso vale per la lunga “Strangelets” (più di 10 minuti), dove mescola anche influenze jazz e cenni di space rock… a chiudere, “Fringes”, un brano breve (l’unico) ed interamente strumentale. “Sensory Deception” è un album di debutto ricco di riff e brani esplosivi; di contaminazioni e di tradizione svedese; l’unica pecca è sicuramente la lunghezza, eccessiva per il sottoscritto – a lungo andare, si rischia di ascoltare solo pochi brani e di saltare questo o quell’altro brano… Purtroppo, ho poche informazioni su Ludvigsson e su questo progetto, ma voglio consigliare questo debutto a chi ascolta la scena death svedese e a chi ascolta il death “contaminato”, quello più “aperto” e sperimentale. Prima prova bene, ma non benissimo… però per il futuro, chissà!
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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www.eigenstatezero.com
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