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Reviews - E-Aktion
:: E-Aktion - Cluster B - (Naked Lunch Records - 2014)
È stato accompagnato dal discreto tam-tam dei recessi più reconditi della rete. Ha accumulato una schiera di seguaci indefessi che hanno l’aspetto della setta più che quello di semplici per quanto disturbati ascoltatori. Non è stato esente dalle classiche segnalazioni che corrono in parallelo al mondo dei social network e che qualche volta scambiano l’espressione personale (per quanto brutale possa apparire) con il proselitismo. Insomma, il progetto E-Aktion non è proprio roba da lasciare indifferenti, alla stregua di un qualunque disco di retro-thrash, di un ennesimo clone degli Slipknot o dell’ultimo gruppo di cattivoni che crede di aver rotto i confini delimitati nello studio di registrazione di Quorthon un po’ di decadi orsono. Vi sembrerà strano che io usi una simile espressione riferita al progetto E-Aktion, ma in fondo al tunnel spettrale e morboso della loro produzione artistica si inizia ad intravedere un barlume di luce. Sarà per l’epicità delle trombe che emergono in coda a “Ego Syntonic”, segnando indelebilmente la track con il loro incedere spettrale pur in un contesto sonoro chiaramente sintetico; eh, credo che una partitura “vera” qui ci sarebbe stata proprio bene... ma avrebbe di sicuro snaturato gli intenti della band, legata a doppia mandata al caro, vecchio modo di intendere il verbo dell’industrial. Un vero e proprio balzo in avanti, rispetto alla freddezza non compromissoria di “Whole”, e tuttavia anche in questo nuovo capitolo Mor.Xiten e S Shaytan non rinunciano agli accostamenti a tinte forti e alle tematiche più scomode, tirando fuori un concept sul disturbo narcisistico della personalità. Un qualcosa che scava nei recessi della psiche piuttosto che fornire quella processione degna di un moderno bestiario a cui avevamo assistito nel disco precedente, e che però si evolve decisamente verso una formula “musicale” che non manca di esercitare il dovuto magnetismo nell’ascoltatore. Non è ancora il caso di scomodare Glenn Danzig e la sua “Black Aria”, ma semplicemente perché l’intento narrativo di E-Aktion è sempre e comunque proteso al futuro, senza indulgere sul passato più di quanto i contenuti stessi lo consentano. Il pianoforte diluito che emerge su “Schizotypal” e “Higher Self Inferior Other” lascia il passo a quello che personalmente considero il vero leitmotiv dell’album, un rumore di fondo che ricorda quello di una vecchia macchina da presa in procinto di prendere fuoco e portare con sé la morbosità dei fotogrammi appena catturati. In maniera emblematica, il duo si avvale della collaborazione di Gio (Le Cose Bianche) sulle conclusive “Violenza Sull’Ultimo Treno Per Giardinetti” e “Le Bestie Di Satana Di Torpignattara”, affidando allo stesso la fase di mastering dell’intero cd, in uno scambio artistico reciproco. Se “Alloplastic” e “Schizoid” richiamano a chiare lettere la freddezza del debut, è l’agghiacciante “Vampire psycho-affective” a riportare le sonorità su coordinate di pomposità nera, il vero e proprio asso nella manica di questo “Cluster B”. Anche questa volta l’incubo è servito.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.facebook.com/pages/E-Aktion/131615666987884
:: E-Aktion - Whole - (Autoprodotto - 2013)
Questo degli E-Aktion è uno di quei casi in cui le immagini vanno a braccetto con la musica. Un po’ come succede per i FunguZZZ, ma quella è un’altra storia. Sebbene la musica del duo operante sull’asse Roma-Bologna sia stata chiaramente concepita come colonna sonora di installazioni video come quelle di cui si può avere esempio sul canale YouTube della band, le dieci tracce che compongono il loro “Whole” sono claustrofobiche e disturbanti anche senza il supporto delle immagini, secondo un processo a ritroso che mi ha ricordato quegli intenti di rappresentazione dell’orrore sulla carta stampata prima ancora che il cinema godesse di diffusione massiva. In sostanza, allo stesso modo in cui, anni e anni dopo la pubblicazione dei racconti del Maestro di Providence, è ora possibile associare ad essi le immagini del sistema Mythoscope, l’orrore narrato dagli E-Aktion va immaginato, pregustato, forse anche rigettato, ma resta comunque lì, imprescindibile e non del tutto conoscibile. Forse sono un po’ in fissa con il buon HPL nell’ultimo periodo (corsi e ricorsi storici…) e forse è questo il motivo per cui percepisco il forte magnetismo degli E-Aktion: quello che colpisce in loro è la capacità di rappresentare i più reconditi incubi della società con un sound ostinato e assolutamente senza compromessi. Argomento centrale di “Whole” è il BIID (il cosiddetto Body Integrity Identity Disorder, disturbo dell’identità dell’integrità corporea… pensate, non immaginavo neanche l’esistenza di una simile patologia), un concetto che porta all’estremo qualsiasi forma di autolesionismo. Un intento concettuale estremo per antonomasia, e del resto Mor.Xiten e S Shaytan, le due menti dietro il progetto E-Aktion, non sono nuovi alla ricerca continua delle forme più ostiche di avanguardismo; simili premesse lasciano senz’altro presagire uno svolgimento musicale altrettanto estremo, come è chiaro sin dall’opener “BIID”, che sulle prime può far pensare ad un esperimento orchestrale sulla scia di “Black Aria”. Il framework di traccia immediatamente azzerato stride invece con qualsiasi rassicurante lido “musicale”, proprio come le classiche unghie sull’ardesia, e l’inquietante “Right leg” segue la stessa scia. D’altronde, le atmosfere dark ambient portate avanti dal progetto sono incastonate in un tappeto di noise/industrial quasi immobile nelle sue scelte ritmiche; un intento coraggioso, che ha i suoi punti di maggiore spicco in “Left arm”, che non sfigurerebbe in un disco del roster LADLO, nelle forme ossessive di post-industrial di “Right arm”, e soprattutto in “Left hand”, in cui la melodia che emerge dai miasmi sulfurei della base poteva forse essere maggiormente sviluppata ed esaltata. Il pattern ritmico di “Left foot” ricorda gli Stigmata Flesh Infernal (storico progetto di Mor.Xiten), mentre la dinamicità della title-track “Whole” sembra voler chiudere il cerchio in maniera incisiva. 68 minuti per stomaci forti, per supporters della follia più iconoclasta. Il suono dell’incubo ha ora una declinazione in più.
Voto: 7/10
Francesco Faniello

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