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Reviews - Drakkar
:: Drakkar - Run With The Wolf - (My Kingdom Music - 2015)
I Drakkar per me sono stati sempre un gruppo ostico: non mi sono mai piaciuti, tranne in alcuni frangenti come Razorblade. Di questa cosa ho discusso più volte con Dario Beretta, storico chitarrista di quella che è una delle nostre band più rinomate all’estero, e, grazie a queste tante chiacchierate, ho apprezzato col tempo quanto da loro fatto negli anni. Ammetto che la band ha garantito sempre e comunque una certa qualità compositiva, riuscendo anche a rimanere fedele a un sound sempre personale e mai statico. Eccoci arrivare al quinto lavoro, “Run With the Wolf”; la copertina in stile Cirith Ungol fa presagire un sound epico e molto adulto, e in effetti, sempre fedeli a un sound figlio dei miti della Germania come Helloween, Blind Guardian e soprattutto Running Wild, i Drakkar vanno a fondere le direttive di questi gruppi con i maestri dell’epic americano come appunto i sopracitati Cirith Ungol e i Manilla Road, e “italianizzano” il tutto, per far sì che il disco scivoli alla perfezione come un orologio svizzero che non sbaglia un colpo. Melodia mai scontata che si lascia ascoltare senza complicazioni, riff che vanno a incastonarsi in un arrangiamento di tastiera symphonic a tratti e old school più settantiano a momenti, il tutto contornato alla grande da una grande prova di Dave Dell’Orto, cantante in possesso di un’ugola potente. Grandi nomi accompagnano questo ultima fatica di Beretta & co., come il grande Terence Holler a duellare con Dell’Orto in una magistrale e violenta “Gods Of Thunder”; sua maestà Olaf Thorsen che nello stesso brano dona le sue mani nelle parti soliste e un Mattia Stancioiu dietro alle pelli in “Watcher On The Wall”. Chiaramente gli esempi menzionati si vanno ad affiancare ad un ottimo set di brani che di sicuro faranno la pacchia di chi ama le band su nominate: è il caso di “Under The Banners Of War”, brano che ricorda i tempi d’oro dei Blind Guardian; della magnifica title track “Run With The Wolf” che lascia spazio ad un hammond elegante e a un ritornello che rimane subito in testa; e della folcloristica “Ride The Storm”. Un ottimo album, prodotto alla grande con una bella produzione potente e pulita, che chiaramente va a giovare all’ascolto di questa bella perla. Finalmente i Drakkar mi hanno convinto!
Voto: 9/10
Antonio Abate

Contact
www.drakkarband.com
www.facebook.com/drakkarmetal
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