Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Doogie White & La Paz
:: Doogie White & La Paz - Granite - (Metal Mind Productions – 2012)
Appena udite le prime note di brano di apertura di Granite, mi sono detto: “questi sono i Quite Riot”. L’impressione è svanita man mano che i secondi scorrevano sul timer del mio stereo, però quella sensazione di anni 80 è durata per tutto l’ascolto. Il perché è presto detto, i La Paz si sono formate nel Lanarkshire, in Scozia, nell\\\'estate del 1984, e questo è il disco che avrebbero dovuto pubblicare quasi tre decenni fa! Nonostante al’epoca avessero suonato dal vivo con una certa regolarità, arrivando anche a toccare la soglia di un centinaio di concerti in un anno, alcuni dei quali in prestigiose location come il Marquee Club di Londra. Se non bastasse, la compagine scozzese aveva dalla sua anche l’appoggio della bibbia del metal, Kerrang!, tant’è che riuscì a strapare un prezioso contratto per tre album. Come spesso accadeva all’epoca, quello che doveva essere il primo passo verso il successo, si rivelò un salto del buio: i tre dischi non videro mai la luce! Il singer di quella formazione era un certo Doogie White, che circa un decennio dopo avrebbe conosciuto la notorietà grazie ai Rainbow. Oggi il singer scozzese gira per i corridoi della Metal Mind in pantofole, tanto ci si trova a proprio agio. Così dopo l’album a proprio nome, quello con i Tank e varie comparsate, ha proposto alla propria etichetta di stampare un lavoro della sua prima band. Certo il monicker La Paz potrebbe dire ben poco ai tempi nostri, così si è ben pensato di inserire innanzi al nome del gruppo quel Doogie White, parola d’ordine verso un maggiore successo commerciale. In realtà questo Granite è un lavoro con una propria dignità, contiene ben sei brani del repertorio classico del combo, quelli che all’epoca ricevettero il feedback migliore in sede live, più tre brani nuovi di zecca. L’ugola di Mr White non è stata mai così in forma come in questi anni, il songwriting è ricco di classe e mestiere. Non siamo innanzi a un lavoro fatto da nostalgici, ma una raccolta di canzoni che, per quanto suonino datate, sono accattivanti e convincenti. Come spesso mi accede di questi tempi, non posso che inchinarmi innanzi a sua maestà Doogie White.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.metalmind.pl
:: Doogie White & La Paz - Shut Up And Rawk - (Metal Mind - 2016)
Siete il cantante di una band semi sconosciuta. Un giorno viene un tipo vestito in nero, magari un chitarrista, e vi invita a unirsi a lui nel progetto multimilionario che chiameremo per comodità Rainbow. Mettete che poi sempre quel tipo oscuro decida di stoppare l’attività della band e vi rispedisca nei campetti di periferia del rock, quello fatto di mille progetti, partecipazioni e, magari, vecchi amori. Ti rifai una vita, serena e dignitosa e poi leggi sul giornale che il Black Man è tornato con i Rainbow e ha chiamato un altro al posto tuo. Come ci rimani? Male, malissimo, da psicoanalisi. Ecco, la copertina del nuovo di Doogie White & La Paz io la leggo in questo modo. Come non pensare che i piedi che campeggiano nell’immagine non siano quelli del cantante britannico? Certo il tutto va letto in chiave ironica. La storia dei Rainbow insegna che Ritchie sostituisce cantanti con la stessa velocità con cui si cambia le mutande. Li fa crescere, poi li accantona, perché la stella è lui (vero, Gillan, Coverdale, Turner e Bonnet?). Pazienza avrà pensato Doogie, accontentiamoci di qualche seduta su un lettino e di un buon, l’ennesimo, disco con la prima band, quella che c’era prima dell’Arcobaleno. Shut Up and Rawk va in teso così, come un divertente condensato di 30/40 anni di rock and roll, da quello più festaiolo a quello più crudo, passando per il caldo blues. Niente di particolare, una sorta di festa/jam con gli amici, quasi a dire guarda come sono contento senza di te! Non so se sia vero, le bollette son bollette, e una manciata di date con quella che resta una delle pietre miliari del rock aiutano in questo senso. Però la vita va avanti, noi da spettatori (anzi ascoltatori) non possiamo che registrare la pubblicazione di questo ennesimo album e rallegrarci della sempre ottima salute del cantante scozzese, nonostante il livello leggermente inferiore di questa uscita rispetto allo stupendo The Dark And The Light del 2013. The show must go on, no?
Voto: 6,5/10
g.f.cassatella

Contact
www.metalmind.pl
:: Doogie White & La Paz - The Dark And The Light - (Metal Mind - 2013)
Doogie White non sta un attimo fermo, un disco qua, una comparsata là; una collaborazione con Tizio e una con Caio. Logico che non tutte le ciambelle escano con il buco. Se l’esordio con i Tank era stato miracoloso, il suo successore è risultato mosciarello. Con i La Paz è successo tutto il contrario: a fronte di un esordio buono, un secondo lavoro straordinario. Rifacendo un po’ ordine nella carriera dell’ex Rainbow, bisogna ricordare come i La Paz siano la prima band del vocalist gallese, e come fu proprio a loro che Blackmore scippò il talentuoso cantante. Qualche anno fa il combo s’è riformato, aggiungendo furbescamente un Doogie White al monicker, e ha dato alle stampe l’esordio, con una ventina d’anni di ritardo. Tolta via la ruggine dell’inattività, i gallesi hanno sfornato un album con i controcazzi, dalla forte attitudine live. Durante l’ascolto della prima track. “Little Black Book Of Songs”, mi sono chiesto se fosse un disco dal vivo. Energia allo stato puro e pochi fronzoli: rock and roll! Lo spirito dei Purple aleggia su tutto, ma non è un male, anzi. Basti ascoltare “Don’t Drink With The Devil” e “Old Habits Die Hard” per capire come quelle sonorità possono avere ancora un senso oggi. Non pensiate neanche che gli altri siano degli sparring partner sprovveduti: la band tiene bene botta all’ugola d’oro di Doogie, il quale da parte sua non cerca di soverchiare tutti. “De La Luz” è breve preludio strumentale a quello che è l’apice dell’album, “Devil In Disguise”, canzone che riprende lo spirito dei Rainbow e che ricorda i toni epici degli ultimi Tank. La calda “Lonely Are The Brave” esalta le capacità di Doogie, mentre “Shadow Romance” è più festaiola. Un disco vario nel suo essere classico: difficilmente qualcuno riuscirà a fare di meglio quest’anno in ambito hard rock!
Voto: 9/10
g.f.cassatella

Contact:
www.metalmind.pl
<<< indietro


   
Le Jardin Des Bruits
"Assoluzione"
Fragore
"Asylum"
Dark Ages
"A Closer Look"
Ananda Mida
"Anodnatius"
Ars Divina
"Atto Primo"
Time Lurker
"Time Lurker"
Anno Senza Estate
"MMXVII"
Face Down Hero
"False Evidence Appearing Real"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild