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Reviews - Disguise
:: Disguise - Human primordial instinct - (Autoprodotto - 2002)
Non è detto che una band, solo perché suona un genere duro ed oscuro, debba essere etichettata come satanista o blasfema e le liriche di quest’ultima intese come palesi invocazioni al demonio. Molte band, dell’ambito black metal, eviscerano, attraverso i loro brani, problematiche di grande interesse e dallo spiccato spessore culturale. E’ questo il caso dei barlettani Disguise, che nel loro full-lenght cd “Human primordial instinct”, trattano, in tre fasi, lo stato di passività dell’uomo, che, a causa delle norme etiche insulse a cui è sottoposto , si annulla e si estranea da se stesso. La storia dei Disguise inizia nel ’98 ma solo un anno dopo la band comincerà a dedicarsi alla composizione di materiale proprio. La band, dopo la registrazione di alcuni brani comincia a farsi conoscere nell’ambiente grazie alla partecipazione ad importanti festival e suonando insieme a band di grande rilievo come gli Aborym, Novembre e Natron. Nel 2001 i Disguise registrano il loro primo MCD dal titolo Impetus Mali/Mors Fidei. Sempre nel 2001 i D. vincono il concorso Total Rock indetto da Metal Hammer ed entrano successivamente a fare parte dell’ Italian Metal Alliance.
Nell’ inverno 2002 il gruppo rientra in studio per registrare “Human Primordial Istinct”.
Il prodotto dei Disguise risulta molto interessante e con un sound a metà tra i costrutti “gotici e decadenti” dei C.o.F e dei Dimmu Borgir e il black selvaggio dei Carpathian Forest e dei Marduk. Il sound è un pugno nello stomaco nel senso buono del termine. Quello dei Disguise è un sound black concepito e suonato in maniera dura e brutale ed al tempo stessa studiata ed attenta ma non non in maniera cervellotica. Molto interessanti e ben curati gli incastri fra la chitarra di Dei Nuntius Mortis e le tastiere gotiche e sulfuree di Carnifex, senza contare poi il costrutto ritmico eretto dalle pelli di Aiwass e il basso di Vexator che risulta quanto di più bastardo ho sentito da un po’ di tempo a questa parte. La voce di Vastator Mentis è poi la ciliegina sulla torta.
Ho notato anche una certa predisposizione all’uso di elementi death come in ”Void existence”.
In ultima analisi giudico questo lavoro dei Disguise veramente ottimo e suonato fottutamente bene da tutti i punti di vista.
Ovviamente il consiglio che do a qualunque band che finisca nel mio cappio è quello di perseguire sempre e comunque un sound quanto più saturo di personalità.

AN

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Daniele Rizzi
P.zza P. Umberto, 16
70051 Barletta (BA) - ITALY
www.disguise666.it
domrizzi@virgilio.it
:: Disguise - Impetus mali / Mors Fidei - (Autoprodotto)
Con i Diosguise ci sono molti precedenti. Li vidi la prima volta a Spazio Giovani, qui a Foggia, fecero la loro onesta e spontanea figura, ben consci di suonare in una manifestazione tutta \"amore ti amo\", eliminati a priori per il fatto stesso di suonare metal (ma non sfigurarono anzi probabilmente erano tra i migliori di quella edizione). Li ho poi rivisti all\' Ultimate Xmas party a Giovinazzo (BA), e anche li furono impeccabili. A Massafra (TA) dispalla agli Aborym la performance fu pessima ma probabilmente per colpa dell\'acustica del posto (sinceramente non si è capito un cazzo!).
Questo prodotto è ben fatto e suonato con maestria; i brani sono suonati senza sbavature, le parti di keys sono ben concepite, la voce è notevole e i cambi di tempo ben studiati.
I nostri cinque barlettani hanno talento da vendere anche se oggi l\'inflazionatissi mondo del black metal non ha più nulla di originale da proporre.
Consigliatissimo per gli amanti del black sinfonico.

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Daniele Rizzi
P.zza P. Umberto, 16
70051 Barletta (BA) ITALY
www.ba.dada.it/webbox/disguise
:: Disguise - Late - (BlackHavocProduction - 2007)
Dopo averli ascoltati live al Total Metal Fest 2006, ho potuto costatare la loro propensione al genere black metal, con cupe melodie alla Dimmu Borgir e riff malvagi alla Limbonic Art. Questo secondo lavoro definisce un concept sulla malvagità umana con 8 brani morbosi. Ottime e personali le partiture tastieristiche di “Involved” e le padronanze strumentali con possenti ritmiche di “Better Unborn” e “Dead For Brought Death”. I Disguise escono a testa alta dopo questo Late, con personalità e riff creati appunto per il concept succitato. Una buona produzione estrema con un songwriting curato: l’isterico cantore Vastator Mentis scandisce le pazze tematiche dell’oscurità umana. Special guest Cruel Abbot dei Mortuary Drape, che rafforza un sound già ben sistemato. Una polveriera di cattiveria sempre pronta ad esplodere.

Stefano De Vito

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www.disguiseofficialsite.com
:: Disguise - Promo 2008 - (Autoprodotto – 2008)
Quello che meno ti aspetti, talvolta capita. E se questa mia massima non cambierà la vita a nessuno, forse potrà farlo la scoperta che in Puglia si suona Black Metal. Oddio, non parlerei di una vera e propria scena, ma questo lavoro tenebroso ed imponente dei Disguise ci induce a pensare che qualcuno che possa tirare le fila del metal più oscuro nelle terre dell\'oltre Ofanto (all\'incirca la mia zona) esista davvero. Tre tracce di Black Sinfonico, sicuramente non originalissimo, ma curato e ben strutturato a tal punto da lasciar trasparire piuttosto chiaramente che la lezione dei maestri norvegesi (Dimmu Borgir e Limbionic Art su tutti) sia stata ben assimilata.
Si segnala il brano “The Unknown”, con un riff da fare invidia al buon vecchio Euronymous e con la giusta dose di cattiveria. Un Promo davvero interessante che mette in evidenza le doti tecniche e compositive di questo combo pugliese, che ha Maggio è stato investito dall\'onere (e dall\'onore ovviamente), di aprire le date italiane dei Sinister. Può darsi che non sia tutto oro quello che luccica, ma io su questi ragazzi ci punterei un bel gruzzoletto (virtuale).
Voto: 7/10
R. Doronzo

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www.myspace.com/disguisesite
:: Disguise - Second Coming - (My Kingdom Music - 2012)
Tornano i miei concittadini Disguise dopo un lungo silenzio durato un lustro, e lo fanno in modo deciso e convincente. I cinque anni che separano il precedente Late dal nuovo Second Coming sono serviti al combo barlettano per togliersi definitivamente l’etichetta di Dimmu Borgir italiani. Forti dell’appoggio della nuova etichetta, la My Kingdom Record, i cinque sfornano un lavoro che definirei genericamente estremo, senza rilegarlo in una nicchia ben precisa. Certo la matrice black è quella predominante, ma già l’iniziale “Fragile Certain Death” denota una struttura più vicina al death-thrash. A confermare questa svolta estrema in senso più ampio è la seconda “I Am Alone” che ricorda gli Arcturus e il loro metallo sinfonico e intelligente. “The Origin Of The Unknow” è invece ricca di groove, soprattutto nella parte iniziale. Questo terzetto iniziale denota quindi la volontà della band di creare un disco vario, il cui vero collante è la filosofia malata e oscura che permea le liriche (da sempre i pugliesi hanno preferito un approccio lirico intellettuale a quello becero-satanista) ottimamente interpretate da Vastator Mentis, la risposta italiana ad Attila Chisar. L’ottava traccia, la title track, presenta l’interessante utilizzo dell’idioma italiano, inutile dire che il nome degli Evol fa capolino durante l’ascolto. Un album maturo, frutto di un lavoro serio (basti pensare a come la band sia lontana da quella smania di pubblicare a ogni costo che colpisce quasi tutti gruppi) durato cinque anni, che riconsegna all’Italia una delle migliori band estreme in circolazione!
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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www.myspace.com/disguisesite
www.mykindommusic.net
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