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Reviews - Dio
:: Dio - Holy diver - (Vertigo - 1983)
Dopo aver cantanto con gli Elf, Black Sabbath e Rainbow (scusate se è poco…), il folletto Ronnie decide che è arrivato il momento di riunire attorno a se, la sua fedele scuderia di campioni conosciuta lungo tutto questo tempo: il bassista Jimmy Bain e il batterista Vinnie Appice, già lustri membri di Rainbow e Black Sabbath e il chitarrista Vivian Campbell (Sweet Savage) con il tastierista Claude Schnell.
Il risultato di questa prima line-up è una perla storica dal nome Holy Diver, cosparsa di epiche melodie e sonorità quasi teatrali; Stand Up and Shout apre il disco con un riff veloce e tagliente, esprimendo la vena creativa di Campbell e la sua relativa tecnica inconfondibile. Seguono la cadenzata Holy Diver mettendo in luce la genialità della band, Gipsy e Caught in The Middle che entrano prorompenti nella tracklist: pezzi di assoluta qualità musicale. La quinta canzone è un caposaldo della storia dell’Heavy; parliamo di Don’t Talk to Stranger, una iniezione di lenta melodia arpeggiata tristemente che sfocia in una rapida ira maligna memorabile. L’album prosegue con Straight Through The Hearth che verrà proposta quasi sempre in ogni live e le orecchiabili Invisibile, Rainbow in The Dark e Shame on The Night. Un capolavoro imperdibile di rara bellezza.

IF
:: Dio - Holy Diver - (Mercury Records - 1983)
Corre l\'anno 1982. Ronnie James Padavona, meglio noto come Ronnie James Dio, decide di dedicarsi a un progetto tutto suo dopo aver militato negli Elf, nei seminali Rainbow e nei Black Sabbath, dove era riuscito a prendere il posto del madman Ozzy Osbourne senza sfigurare. Dopo aver raccolto attorno a sè una formazione di talentuosi musicisti -il virtuoso delle 6 corde Vivian Campbell e il noto batterista Vinny Appice (ex Black Sabbath)- il cantante italoamericano dà alle stampe l\'album Holy Diver, che presto diventerà una pietra miliare dell\'heavy metal.
L\'album si apre con l\'energica Stand Up And Shout, un brano veloce e diretto destinato a diventare presto un classico nel repertorio di R.J. Dio. A seguire troviamo la ben più evocativa \"Holy Diver\", un mid tempo guidato da un basso essenziale ma molto riuscito e da una interpretazione vocale che non è mai stata superata dalle infinite cover che sono state realizzate di questo pezzo. Gipsy, è un brano molto più hardrockeggiante, sul quale Vivian Campbell può mostrare tutto il suo talento; un omaggio ai fan dei Rainbow, che qui troveranno pane per i loro denti. Su Caught In The Middle a salire in cattedra è di nuovo Ronnie James Dio, che sfoggia una prestazione impeccabile, per un brano molto immediato e orecchiabile. Più articolata la seguente Don\'t Talk To Strangers, che si divide tra momenti più rilassati e aperture più sostenute. Ancora solide basi hard rock per Straight Through The Heart con un Appice piuttosto ispirato dietro le pelli, mentre Invisible si rivela un brano articolato sulla falsa riga di Don\'t Talk To Strangers. In conclusione del disco troviamo Rainbow In The Dark, che risalta grazie all\'ottimo lavoro delle tastiere, e Shame On The Night, piuttosto minimale e intimista.
Un disco storico, che ha segnato in maniera indelebile l\'heavy metal a venire, proiettando R.J. Dio tra le leggende della musica.
Marco Pasko Pascucci

Contact
www.ronniejamesdio.com/
:: Dio - Master of the moon - (SPV - Steamhammer - Audioglobe)
Che magia il nuovo album di RONNIE JAMES DIO... Rimane sempre uno dei fondamenti del cantato heavy metal e \'Master of The Moon\' non fa altro che puntualizzare la sua imperitura fama... Accidenti cosa posso dire di RONNIE JAMES DIO? Qui si rischia di mettere in campo la solita prosopopea con il rischio, più che certo, di tediare il lettore della presente recensione.
L\'unica cosa che posso dire è che quando lo vidi in concerto con i RAINBOW rimasi così affascinato da essere uno dei miei singer preferiti di ogni tempo. La sua duttilità e capacità camaleontica possono permettergli di poter cantare qualsiasi tipo di canzone. Ricordo ai lettori che RONNIE JAMES DIO è diplomato in tromba jazz alla prestigiosa JULLIARD SCHOOL!!! In
\'Master of The Moon\' il nostro \"Elfo\" sfoggia una di quelle prestazioni che francamente lasciano il segno. Qui la sua voce impera dal primo all\'ultimo minuto di un poderoso album che ripercorre la grande storia dell\'Hard Rock dove momenti \"armoniosi\" si fondono ad altri più densi. Cosa dire di più?
Questo è il problema... Facciamo una cosa...compratevi l\'album, e sicuramente avrete qualcosa di realmente interessante da dire in più!!! LONG LIVE RONNIE JAMES DIO!!!

EMANUELE GENTILE
:: Dio - The Last in Line - (Vertigo - 1984)
A distanza di un anno dal capolavoro Holy Diver, la band del “folletto”, si ripresenta in grande stile, provvedendo a rinforzare le linee melodiche e la costruzione dei pezzi. Il chitarrista Campbell compone bene (qualche sonorità si avvicina molto al periodo in cui militava negli Sweet Savage), il tastierista Schnell viene chiamato in causa più volte rispetto al precedente lavoro, Appice e Bain lavorano su campi sterminati di melodie. Ispiratissimi, aprono il disco con una delle canzoni più famose We Rock, e proseguono con l’enfatica The Last in Line. Nelle seguenti Breathless e I Speed at Night, sono presenti piccole influenze Blackmoriane che danno adito a bellissimi fraseggi strumentali. One Night in The City, Evil Eyes, Mistery, Eat your heart out, servono a contorno di un album tecnico e inspirato verso lidi melodici quale, si chiude nella finale Egypt in maniera superba, esternando emozioni in maniera veramente esemplare. Dio non riuscirà più ad esprimersi al meglio e, The Last in Line e Holy Diver, rimarrano unici capolavori della sua discografia.

IF
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