Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Die Krupps
:: Die Krupps - Risikofaktor - (SPV - 2013)
Roboante ritorno per gli “industriali” Die Krupps, alfieri di quel suono figlio bastardo dei Kraftwerk, del krautrock e del metallo che passo dopo passo ha portato la Germania ad esprimere sulla scena internazionale una band del peso dei Rammstein. Un’affermazione un po’ azzardata, ma che rende l’idea sia delle interconnessioni presenti nella storia della musica, sia dell’importanza, poco nota ai più, del trio teutonico. In attività dai primi anni ’80 e contemporanei dei più blasonati Einstürzende Neubauten, la loro carriera ha incrociato in almeno un paio di occasioni il mondo tanto caro ai lettori. La prima volta con l’ep di tributo ai Metallica, che si rivelò una mossa azzeccata per il leader Jürgen Engler e le sue mire espansionistiche sul suolo americano. La seconda (meno nota, ma altrettanto importante) l’innesto in formazione di Lee Altus (attuale prezzemolino del thrash metal e all’epoca ex mastermind degli Heathen in libera uscita europea) in occasione di “II – The Final Option”. Il disco in questione si rivelò il manifesto della via Krupp all’industrial metal, denso com’era di riferimenti all’EBM e alle ritmiche di chitarra tipiche del crossover thrash portate avanti dal buon Altus. Quello spirito un po’ futurista e un po’ apocalittico non si è perso nelle successive evoluzioni della band: l’energia di brani come “To The Hilt” (dal memorabile videoclip in heavy rotation su MTV a tutte le ore… cavolo, sono già passati vent’anni!) rivive negli spunti presenti in “Risikofaktor”, l’unico inedito di questo ep di tre tracce apripista del prossimo album “Synthetic Symphony”. In attesa del full length che segna il ritorno della band sulle scene, “Risikofaktor” è l’aperitivo perfetto: potente, dal beat accattivante, e intriso di quella “durezza” che non ha bisogno di muri di chitarra per emergere. Insieme alla title track troviamo qui due nuove versioni di altrettanti classici: il remix di “2 Herzen 1 Rhythmus” e soprattutto la performance live di “Der Amboss”. Il mio giudizio è ovviamente congelato e subordinato al futuro ascolto di “Synthetic Symphony”, per ora… fanatici dell’industrial, siete avvisati!
Voto: SV
Francesco Faniello

Contact:
www.die-krupps.de
:: Die Krupps - The Machinists Of Joy - (SPV/Synthetic Symphony - 2013)
Lo avevo già accennato in una precedente recensione: i Die Krupps sanno essere durissimi anche senza suonare propriamente metal, o senza che lo stesso sia una delle componenti più evidenti del loro sound. Sarà per la presenza di un singer dalla voce profonda e tagliente come Jürgen Engler, sarà per la capacità di creare atmosfere industriali a tinte forti, ancor più di quanto abbiano mai osato fare i conterranei Einstürzende Neubauten. E tuttavia, dinanzi alla carriera dei Krupps ogni confronto risulta superfluo e pleonastico; al massimo, possiamo dire di essere dinanzi ad una band in grado di confrontarsi con i Grandi (quelli con la G maiuscola), e buttare là la citazione di “Metal Machine Music” del compianto Lou Reed sulla copertina del nuovo disco “The Machinist of Joy” (il primo sulla lunga distanza dal 1997), con Jürgen Engler ad impersonare il defunto eroe del glam rock. Una citazione-shock, non nuova nella carriera dei tedeschi, che rappresenta anche una dichiarazione di intenti: omaggio a parte, il gruppo è focalizzato sul portare avanti sonorità che facciano sì ballare e scuotere la capoccetta, ma senza tralasciare una doverosa riflessione su importanti temi sociali. Titoli come “Schmutzfabrik”, “The Machinist of Joy” e “Nazis auf Speed” parlano da soli, evocando scenari di distopia a cupe tinte e mettendo ancora una volta in chiaro le profonde capacità di analisi e di critica dimostrate dal trio (completato attualmente da Ralf Dörper e Marcel Zürcher). Ad emergere sono poi le sonorità trendy e danzerecce di “Essenbeck” e “Im falschen Land” nonché le marcate tonalità dark di “Robo Sapien”, “Part of the Machine” e “Nocebo”. Per i più curiosi, è poi doveroso aggiungere che la hit single “Risikofaktor” è stata colonna sonora del mio jogging degli ultimi mesi (nel bel mezzo della nebbia più fitta), con ottimi risultati… proprio quelli che ci si attenderebbe affidandosi a questi moderni cantori dell’alienazione industriale. Come sarà emerso chiaramente, è qui rispettata la consuetudine di alternare brani in inglese a brani in tedesco; e l’amore per l’idioma nazionale si riflette anche sulla scelta dell’altro singolo estratto dall’album, la cover del classico punk tedesco degli S.Y.P.H. “Industrie-Mädchen”, interpretata con una perfetta combinazione di wave, industrial e kraut rock grazie anche al sapiente tocco chitarristico di Zürcher. Devo aggiungere altro? Diffidate dalle imitazioni…
Voto: 8,5/10
Francesco Faniello

Contact
www.die-krupps.de
<<< indietro


   
I Sileni
"Rubbish"
Prong
"Zero Days"
Paradise Lost
"Medusa"
Straight Opposition
"The Fury From The Coast"
Blind Guardian
"Live Beyond The Spheres"
Mother Nature
"Double Deal"
Numenor
"Chronicles From The Realm Beyond"
Beny Conte
"Il ferro e le muse"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild