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Reviews - Diablo Blvd.
:: Diablo Blvd. - Follow The Deadlights - (Nuclear Blast - 2015)
“Eh, ne sono passati di gruppi da questa scrivania” direbbe un me stesso con la barba ingrigita e magari con una pipa perennemente sollevata all’insù, a metà tra Nonno Trinchetto e il personaggio del vecchietto negli spaghetti western di Sergio Leone. Questo per dire che nel personalissimo X-Factor che si svolge nella postazione di ogni recensore la tentazione di cercare la “next big thing” è sempre fortissima, e in genere corre di pari passo con i comunicati roboanti e sferraglianti delle label. Meglio tenersi a distanza, facendosi al contempo coinvolgere dall’unica cosa che può dire la sua in contesti del genere: la musica. La sensazione di cui sopra sembra essere ciclica: era capitato con i Venrez, era ricapitato con i Living Dead Lights, ed ora rieccoci. Niente di tutto ciò, intendiamoci: nulla a che fare con le band sopracitate, nonostante l’assonanza tra il disco dei belgi e il monicker del gruppo internazionale autore di “Black Letters”. Dunque, chi sono i Diablo Blvd.? Un tipico gruppo dei nostri tempi, potremmo riassumere in poche parole. Nati nel 2005 e guidati dal cabarettista Alex Agew (no, non sto scherzando… è stato per davvero un cabarettista di successo nel suo Paese, prima di dedicarsi a tempo pieno alla musica), giungono con questo “Follow The Deadlights” al terzo album. Perché li ho definiti “tipici”? Come già detto, lascerò che sia la musica a parlare, in particolare l’opener “Beyond the Veil”: una track dallo svolgimento apparentemente inusuale, che inizia con un riff chiuso alla Josh Homme, continua con vocals profonde in stile Danzig/Ian Astbury, per poi cedere (dal punto di vista strumentale) addirittura a barocchismi sinora appannaggio di King Diamond e della sua schiera di accoliti. Chiarissimo, no? Per farla breve, dirò che il paradiso dei Diablo Blvd. è un eterno 1996, con Metallica e COC a luccicare sotto il sole bollente, Danzig che guarda fiero i poster dei tour in cui ha aperto per i Four Horsemen e gli Alice In Chains che stanno per lasciare la Storia per entrare nella Leggenda. Da quando il buon Hetfield ha forgiato il suo primo “ye-yeah” (dev’essere accaduto in qualche momento della fine degli anni ‘80, presumo) una schiera di groove rockers si è leccata i baffi e tra questi, oltre a Pepper Keenan, c’è il nostro Agew, contornato da una band che basa il proprio sound sostanzialmente sugli assiomi succitati: il metal che si fece mainstream a partire dal Black Album, una parte di grunge e una parte di stoner. È così che su “Rise like Lions” fanno capolino gli Stone Temple Pilots, “Get Up 9” cede al verbo della doppia cassa nell’incipit per poi diluirsi in un refrain degno dei bassifondi di “Dirt”, “Peace won by War” ricorda i Metallica che suona i Mercyful Fate alla maniera dei Metallica, mentre “Fear is for the Enemy” torna a ricordarci i fasti di Shermann e Denner nelle armonizzazioni. Per non parlare della title track e di “Son of Cain”, gli apici dell’impeto melodico di un disco che comunque non è esente da filler (è il caso di “We are Legion”, e non tutti i brani già citati sono realmente imperdibili) e vede il suo finale affidato alla cupa, polverosa ed epica “Inhuman” che aggiunge il growl alla formula generale in maniera sin troppo disinvolta. Ecco, forse è troppo: “Follow The Deadlights” rappresenta la sintesi di alcuni mondi che coesistevano sì in maniera armoniosa all’epoca della loro massima fioritura, ma che non so se avrebbero dovuto mai incontrarsi. Tuttavia, magari sono io ad essere polemico e dimentico che una volta gli esempi classici delle band “fighe” erano i progetti in stile Bronx Casket Co., irresistibilmente spigolosi e assolutamente non trendy – almeno a distanza di tempo – mentre oggi i classici “hook” che una volta erano unico appannaggio del glam/hair e del pop da zone alte della classifica sono divenuti irrinunciabili, pur se grattugiati e “hetfieldizzati” a dovere. Pertanto, se cercate un amarcord efficace e ad alto consumo di quanto descritto, buttatevi pure senza indugio sui Diablo Blvd.; io come sempre attendo la bella stagione per rispolverare questo “Follow The Deadlights”… insieme a “Load”, “Deliverance” e “How The Gods Kill”…
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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