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Reviews - DevilDriver
:: DevilDriver - Beast - (RoadRunner - 2011)
E\' uscito il nuovo album dei Devildriver! E pace all\'anima di coloro che, leggendo quest\'affermazione, si volteranno verso il proprio compagno di banco per domandare enigmatici “Chi??”. Già, perchè non tutti sanno che dietro a tale monicker si cela l\'ex cantante dei (forse più noti) Coal Chamber, al secolo Dez Fefara. Bisogna ammetterlo, il buon vecchio Dez di passi in avanti sulla strada della maturità artistica ne ha fatti, e possiamo affermare ascoltando questo, tutt\'altro che easy-listening. “Beast” che il quinto lavoro in studio della band losangelina sembra spazzare definitivamente i fantasmi elettrogoth del nu metal adolescenziale dei Coal Chamber dalla testa di Dez, concedendogli la forza e la consapevolezza per credere con tutto se stesso in questo cammino.
Con “Beast” il combo made in USA non fa altro che perfezionare il mood intrapreso con il predecessore “Prey For Villains”, con un sound malefico e tagliente che prende forma in quell\'heavy thrash dalle forti sfumature metalcore, tanto caro ai Nevermore di “This Godless Endeavor”. La matrice Nevermoriana è molto accentuata nell\'opener “Dead To Rights”, con un drumming incalzante ed un riff di chitarra serrato, su cui irrompe il growl di Mr. Fefara, che vomita odio e disobbedienza all\'ordine. Si resta, ancora su ritmi allucinanti con la seguente “Bring The Fight (to the floor)”. L\'arpeggio ovattato dal flanger dell\'intro di “Hardened” sembra dare un momento di respiro, ma è solo un\'illusione frantumata da un riff violento e rapido che spezza l\'angoscia dell\'inizio. Sicuramente sono più ariose e melodiche (si fa per dire) le successive “Shitlist” e “Coldblooded”. Ma è “You Make Me Sick” che rappresenta l\'apice dell\'intero lavoro, il pezzo più riuscito, nella personale opinione di chi scrive, con un riff claustrofobico ed un drumming che mira a spaccare le ossa. “Talons Out” rappresenta la track con il legame più forte al passato Coal Chamber, con richiami molto nu-oriented, soprattutto nelle chitarre. Le seguenti “Blur” e “The Blame Game”, riportano la band su binari di stampo nevermoriano, con animo spiccatamente hardcore. Il ritmo diventa meno incalzante con “Black Soul Choir”, ma non meno cattivo, con alcuni inserti di chitarre arpeggiate che sembrano voler dare fiato prima dell\'affondo finale, il colpo mortale dato dalle ultime due track: “Crowns of Creation” e la sublime chiusura di “Lend Myself To The Night”. Chi ha sempre apprezzato i Devildriver non potrà che innamorarsi di “Beast”, perchè è il più credibile, il più istintivo e, soprattutto, quello creato con la maggior consapevolezza di dove si possa arrivare e di cosa si possa fare; chi non li conosce o chi li ha sempre snobbati, deve dare loro una chance e non tornerà più indietro. Dez ed i Devildriver sono diventati grandi, se non ci credete ascoltate questo cd.
Voto: 8/10
R. Doronzo

Contact
www.devildriver.com
www.roadrunnerrecords.it
:: DevilDriver - Pray For Villains - (Roadrunner Records – 2009)
Eccoci alle prese con il quarto album studio della band capitanata da Dez Fafara..
Continua il lento, ma inesorabile allontanamento dalle melodie nu metal…la strada in questione percorsa con i precedenti tre album, ha un perché esplicativo col presente lavoro; anche sé ogni tanto qualche sonorità prettamente nu caccia fuori la testa..come nel finale di Pure Sincerity ( giochino a parer mio inutile..).
La ricerca del suono e soprattutto dei “suoni” prende il sopravvento direzionale ancor più “in your face” dei precedenti lavori... spicca il gusto groove caratteristico della scena americana odierna..
Il disco risulta un po’ piatto, avendo qua e là degli alti e bassi ( I Aeve been sober sembra un pezzo dei Korn suonato dai Lamb of God..con un ritornello veramente troppo orecchiabile).
Una delle note positive dell’album è sicuramente la sezione ritmica con Jon & John sempre precisi, potenti e secchi ( il problema sarebbe il contrario a questi livelli..che siano buoni esecutori dovrebbe essere il minimo) ; mentre l’altra è legata a suoni e produzione veramente d’alto livello e di classica matrice americana…credo di star dicendo un’altra banalità anche in questa nota positiva, ma il problema fondamentale è che il disco non prende, gli episodi positivi sono pochi( Title track, Another night in London e un paio di bridge di Teach me to whisper..).
Sono praticamente tredici composizioni che entrano in Pray for Villains, quasi come fosse un calderone..alla fine dell’ascolto del quale rimane poco o nulla, quindi le conclusioni del sottoscritto sono le seguenti : amanti del groove/metal core dirigete le vostre forze verso chi questo genere lo sa suonare e soprattutto comporre, l’ho menzionato una volta in questo siparietto, diffidate dalle imitazioni!!!
Pollice verso
Voto: 4,5/10
Ulderico Amoroso

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