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Reviews - Destruction
:: Destruction - All Hell Breaks Loose - (Metal Mind – 2010)
All Hell Breaks Loose è la prima di tre ristampe a tiratura limitata dedicata ai Destruction da parte della polacca Metal Mind (le altre due sono The Antichrist e Metal Discharge). Il formato è quello classico di queste ristampe, ossia digipack ultra curato contente un booklet con biografia della band e note riguardanti il disco scritte di proprio pugno dai membri della band. Pur non essendosi mai ufficialmente sciolti, I Destruction negli anni 90 hanno vissuto una stagione particolare coincisa con la fuoruscita dalla band del mastodontico Marcel Schmier. Solo due album in un decennio, e neanche tanto belli: Cracked Brain (1990) e The Least Successful Human Cannonball (1998), quest’ultimo alcuni neanche lo considerano un album ufficiale. Tant’è che quando nel 1999 si iniziò a parlare di un ritorno dello storico bassista-cantante nel gruppo, da più parti si riaccese entusiasmo e interesse per gli storici paladini del trash teutonico. Prima un tour per creare affiatamento, poi un album: All Hell Breaks Loose (Nuclear Blast 2000). Vuoi l’entusiasmo di cui sopra, vuoi le recensioni fantasmagoriche da parte della stampa specializzata, io fui uno di quelli che si precipitarono ad acquistare una copia di questo lavoro. Non posso nascondere come all’epoca rimasi fortemente deluso. Dov’era finito il sound Destruciton? Perso nelle diavolerie del produttore Peter Tägtgren. I tedeschi avevano svenduto il proprio inconfondibile marchio di fabbrica a favore di una produzione pulita e moderna. Più The Haunted che Destrcution. Ho sempre pensato che gli Abyss Studios siano una livella, ciò che esce da là suona uguale. Ed è un peccato, perché AHBL contiene alcuni brani ottimi (“The Final Curtain” e “The Butcher Strikes Back”). Riprova ne è il fatto che quando vengono proposti dal vivo, queste canzoni spaccano. La quasi conferma della mia teoria sulla produzione c’è il parziale cambio di rotta del successivo The Antichrist (sempre prodotto dal mastermind degli Hypocrisy, ma in maniera un filino meno “artificiale”) e Metal Discharge, quest’ultimo registrato con un produttore diverso e un sound senza trigger in pieno stile anni 80. Comunque, per molti è un ottimo lavoro. Per me solo un discreto disco. Questa ristampa (che contiene ben 6 bonus track non presenti sulla prima versione) può essere l’occasione per farvi decidere da che parte stare…
Voto: 6,5/10
g.f.cassatella


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:: Destruction - All hell breaks lose - (Nuclear Blast - 2000)
Non è cambiato assolutamente nulla!
Ciò era quello che mi aspettavo dall’attesissimo ritorno dei Destruction dopo ben 10 anni e nessuno, dico nessuno, può capire la straordinaria sensazione che ho provato al momento dell’acquisto di questo CD; mi ha proiettato indietro negli anni, con l’unica differenza che all’epoca tornavo a casa con un “clandestino” e “volgare” vinile. Per chi mi conosce bene, sa quanto io abbia un debole per i massimi esponenti del thrash/death teutonico( ovvero la triade armata Sodom, Destruction e primi Kreator), quindi sarebbe per me facile parlar bene di “All hell….”, ma alla lucedei fatti, dopo averlo ascoltato tutto d’un fiato (e più volte), posso dire con giudizio imparziale che è un album bellissimo, devastante come pochi altri. In effetti la band tedesca è tornata più agguerrita che mai e sembra che il tempo non li abbia “rammolliti” affatto, anzi, sembrano rigenerati da tutto ciò. Dodici brani intensi, intensissimi, ben articolati e di sicuro impatto e con una registrazione adeguata. Si riscontra durante l’arco dei 45 minuti non un attimo di cedimento, il tutto eseguito a velocità sostenuta, basti notare la sezione ritmica per rendersi conto che si è di fronte ad una vera e propria macchina da guerra, un autentico “muro” sonoro messo su da Mike Sifringer e Sven Vormann. Le parti di chitarra di Mike sono come al solito sempre molto efficaci; riff taglienti, veloci e mai confusionari, mentre il nuovo batterista, Sven, dimostra che dietro le pelli, ci sa fare, al contrario dei suoi predecessori(goodbye Olly). La voce di Schmier riprende lo stile dei primissimi albums(no “Release from agony” relation), guadagnando in aggressività; una vera ossessione sentirlo cantare in “X-treme measures”. Inutile citare brani degni di nota, questo è un Cd che va ascoltato senza indugi, questo è un’istituzione alla violenza! Da segnalare piuttosto la presenza di “Total Desaster 2000” (nuova versione della celebre song) e la speciale edizione contenente il bonus CD del primo demo’84; una buona occasione per collezionisti.
Un consiglio ai metallozzi e ai pivellini dell’ ultima ora: se vi aspettate dai Destruction un album con sonorità ultra moderne e di tendenza, state alla larga da questo cd, oppure se proprio ci tenete andatevi ad ascoltare prima i loro vecchi dischi e poi spendete i vostri soldini per questo “All hell breaks lose”!

R
:: Destruction - Cracked brain - (Nuclear Blast - 1990)
Mai come in questo periodo c\'è stata l\'occasione di parlare dei Destruction e del loro come-back da parte dei magazines specializzati a dell\'opinione pubblica (i metallari intendo, è ovvio). Si è parlato giustamente del presente ed anche del passato, menzionando brani come \"Total Desaster\", \"Mad Butcher\" e \"Bestial Invasion\" oppure albums come \"Sentence of death\" e \"Infernal Overkill\" su tutti, che del resto hanno reso celebre questa band. A tutto ciò mi sembra giusto ricordare l\'ultima testimonianza che il combo tedesco ci ha lasciato nel lontano 1990, ossia il sottovalutato \"Cracked Brain\".
In effetti, dico sottovalutato poiché è vero che questo lavoro, passato quasi inosservato, uscì in un periodo di declino per il thrash (la vergogna giunge et similia andavano imponendosi), ma è pur vero che fu valido sotto molti aspetti rispetto ai suoi predecessori, ma andiamo con ordine.
Innanzitutto, \"Cracker Brain\" segna l\'estromissione del cantante/bassista Schmier, sostituito da un certo Andrè Grieder, per il resto la formazione è la stessa presente dal mini \"Mad Butcher\": Mike e Harry (chitarre) e Olly (batteria). Sono proprio loro tre gli unici a tenere in vita le speranze del gruppo dopo il non proprio esaltante \"Release From Agony\".
Già dalle prime battute, ci si accorge di una produzione buona ma un po\' \"leggerina\" (un sound più robusto sarebbe stato migliore); la batteria ha un suono più vero e Olly comincia realmente a suonarla, mentre, per quanto riguarda le chitarre, ci sono i soliti intrecci ritmici vorticosi targati Mike/Harry in chiave più ragionati e puliti rispetto al passato, con imponenti stacchi rallentati.
La voce dell\'ultimo arrivato Grieder risulta leggermente \"melodica\" ma comunque efficaci per brani trascinanti come l\'opener \"Cracked Brain\", \"Frustrated\", \"S.E.D.\" (brano dedicato a quel socialismo barbaro.

R
:: Destruction - D.E.V.O.L.U.T.I.O.N. - (AFM – 2008)
Per i Destruction vale lo stesso discorso fatto per i Benediction solo che la band in oggetto di recensione è tedesca e può essere considerata di serie A2. Negli anni ’80 furono assieme a Kreator e Sodom i migliori divulgatori del rozzo ignorante e sporco thrash tedesco, antagonista e totalmente agli antipodi (sia musicale che lirico) del thrash americano più raffinato e impegnato. Devolution è figlio diretto dell’ignoranza e della violenza sonora di quel periodo,con gli anni la band è diventata più cattiva, e la distruzione in questo cd è totale, mai un attimo di respiro, mai un attimo di tregua trashone di discreta qualità a base di sangue e sudore. Un’unica annotazione a lungo andare il cd diventa noioso e il cervello tende ad andare per i fatti suoi, ma con un semplice battito di ciglia si ritorna alla dura realtà dei Destruction. Thrash up your ass!!!
Voto:6,5/10
EffeCi

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:: Destruction - Day Of Reckoning - (Nuclear Blast – 2011)
Ritornano una delle leggende viventi del Thrash Metal tedesco, ritornano a mietere vittime come sempre, ritornano più forti che mai i Destruction con il loro undicesimo album Day Of Reckoning.
Che dire di questa band?Ormai entrata a far parte della storia?Niente!Eppure, a distanza ormai di ben ventisei anni dal loro debutto hanno ancora la forza sufficiente per sbaragliare la concorrenza nel caso ci fosse bisogno di farlo, la band dell’ enorme Schmier, nonostante la vecchiaia si faccia sentire è ancora carica, pronta a distruggere tutto quello che gli si pone avanti.
Il Thrash Metal teutonico di Day Of Reckoning, nei suoi quarantacinque minuti di durata suddivisi in undici tracce più una bonus per l’edizione limitata ha un sound fresco, d’impatto sonoro soprattutto nella sezione ritmica con l’innesto del nuovo entrato Vaaver dietro le pelli. In questo album troviamo tutte le coordinate tipiche del genere:violenza, velocità e potenza con un Marcel \'Schmier\' Schirmer in perfetta forma, sia dal punto di vista di musicista strumentale, che nei suoi vocalizzi sempre un marchio di fabbrica inconfondibile.
Il disco ci presenta pezzi tiratissimi, passando appunto dal Thrash made in Germany, con riffs super velocissimi, dove di tanto in tanto lasciano spazio a rallentamenti glaciali e freddi, a vere sfuriate tipiche dell’ old school, sempre, anzi mai superficiali e che fa piacere ascoltare nonostante gli anni ottanta sono passati da un pezzo.
L’accoppiata iniziale The Price, Hate Is My Fuel vale da sola il prezzo del disco soprattutto la seconda traccia, ma è col passare dei minuti e di molteplici ascolti che il disco assume un voto sempre più positivo con una titletrack da paura!
Non tralasciando nulla e curando tutti i minimi particolari anche nella realizzazione dell’artwork devo dire che Day Of Reckoning mi è davvero piaciuto e ora non resta altro che mietere vittime in sede live.
Mostruosi!
Voto: 7,5/10
Antonio De Rosa

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:: Destruction - Live discharge / Alive devastation - (Nuclear Blast - 2004)
Penso nessuno possa mettere in dubbio che la reunion dei Destruction sia andata al di là delle più rosee aspettative, dopotutto, il lungo periodo di (quasi) inattività li ha quasi rinvigoriti, donando loro una seconda giovinezza. Questo si, che è stato un ritorno che ha funzionato a cominciare da tre album uno più dignitoso dell’altro e da un’intensa attività live, insomma tutto l’opposto di alcune zombie-band che hanno fatto solo grossi proclami e poi hanno raccolto ben poco.
A prova della loro ormai inarrestabile volontà di voler proseguire a mazzolarci i timpani ancora per un po’ di tempo, quale modo migliore per festeggiare i primi venti anni di carriera con un bel dvd?
Bene, ecco servito quindi un bel polpettone a base di fottuto thrash e dove il contenuto risulta essere molto ricco.
Un formidabile e completo setlist ricavato da tre eventi live, quali il Wacken del ’02, il Z7 tenutosi a Pratteln in Svizzera nel 2003 ed il With Full Force di Leipzig (Germania) sempre dello scorso anno, e che mostra senza indugi, quanto il trio possa essere “pericoloso” dal vivo. Resa sonora buona e privo di particolari ritocchi mentre, le riprese convincono per semplicità ed immediatezza.
Scene tratte dal backstage a parte, il dvd si arricchisce di altro notevole materiale, diciamo pure sfizioso da visionare, a cominciare dagli ultimi clips di “Desecrators” e “The Ravenous Beast”, una lunghissima intervista (in inglese) dove viene ripercorsa in lungo e in largo la storia e le curiosità della band, una completa discografia audio, una discreta galleria foto, uno speciale sul tour australiano, due incredibili testimonianze live datate 1985 e 1988, ed altro ancora…
In edizione limitata, il package include anche il cd audio Alive Devastation, ossia lo show registrato al Wacken del 2002.

R
:: Destruction - Metal discharge - (Nuclear Blast - 2003)
Ok signori ci siamo.
Ricordate i Destruction? Quelli che dalla reunion del ‘ 99 avevano “migliorato” i suoni rendendoli più puliti grazie a elaborati lavori negli Abyss Studio in Svezia?
Chi sentendo i loro nuovi lavori non è stato allo stesso tempo contento per la reunion e preoccupato per i nuovi suoni? Beh avete finito di preoccuparvi… Schmier e il thrash tedesco sono di nuovo insieme per distruggerci i timpani!
Sarà a causa del nuovo studio/buco di registrazione, sarà a causa del nuovo batterista ma senza dubbio questi sono di nuovo i DESTRUCTION che vogliamo sentire.
Velocità e cattiveria (forse + cattiveria).
L’album inizia con tre devastanti canzoni da sentire e risentire, un Thrash con la T maiuscola veramente pesante in cui i suoni degli anni ottanta si mescolano ai suoni….degli anni ottanta!! “The Revenge Beast”, “Metal Discharge” e “Rippin’ The Flesh Apart” sono potenti e dominano l’album. A seguito di questa triade troviamo “Fear Of The Moment” e “Mortal Remains” che rimangono leggermente sottotono, in verità non brutte… ma non da Destruction. Poi è di nuovo un susseguirsi di thrash fino alla fine dell’album.
Un disco nel complesso bello, animato da quella cattiveria (e scusate se mi ripeto…) tipica del gruppo.
Da avere.

E
:: Destruction - Metal Discharge - (Metal Mind – 2010)
A chiudere il trittico di ristampe della Metal Mind dedicate ai Destruction tocca a Metal Discharge. Album uscito originariamente nel 2003 per la Nuclear Blast e por molti l’anello debole della discografia dei tedeschi dalla reunion del 1999-2000. Pur ammettendo che la qualità dei brani non è sempre eccelsa, io adoro questo disco per la produzione old fashioned. Questo è un disco anni 80 al 100%. Niente a che vedere con la produzione allo steroide di All Hell Breaks Loose, il lavoro svolto alla consolle da V.O. Pulver (Poltergeist) è stato perfetto nel ricreare lo spirito dei primi lavori della band. Diciamola tutta, i Destruction hanno costruito la propria grandezza non con il velluto ma con la carta vetrata, quindi una produzione raffinata e pulita azzera tutto il fascino bestiale del combo. Messo questo in chiaro, cito alcuni brani degni di nota come la title track che la band, non a caso, propone ancor’oggi dal vivo, oppure “The Ravenous” (brano che posto all’inizio del disco mette subito in chiaro quale sia lo spirito di tutto il lavoro) e “Vendetta”. Certo l’ascolto è un po’ altalenante dal punto di vista qualitativo, me nella sua globalità è più positivo che negativo. Ad impreziosire questa ristampa, oltre alle solite note biografiche e i commenti dei membri della band, troviamo ben tre cover: “Killers” (Iron Maiden), “Whiplash” (Metallica) e “Fuck the U.S.A.” (The Exploited ) oltre alcune demo version “Bestial Invasion” (1999), “The Butcher Strikes Back” (1999), “Nailed to the Cross” (2001) e “Metal Discharge” (2003). A mio avviso un disco da rivalutare in pieno!
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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:: Destruction - Spiritual Genocide - (Nuclear Blast - 2012)
Diciamolo, difficile è il ruolo dello scribacchino quando tra le mani (e soprattutto nelle orecchie) ti ritrovi con una band di un certo calibro (e storia)! Naturalmente, non mi farò condizionare dalle valutazioni della massa, non mi farò condizionare dal passato della band… e soprattutto dall’influenza storica (insieme ai Kreator e Sodom) sul thrash europeo e non.
Soprattutto, è da quando ho “ri-visto” in copertina (molto accattivante e attuale) il “Macellaio Pazzo” che mi ritorna in mente quel fantastico e omonimo Ep… ma no, prometto, non devo illudermi (ed illudervi) di rinvenire nel loro passato, perché bisogna guardare al presente (anche se è difficilissimo)!
Comunque, a parte i Manowar (beh, cito anche i Magnum), da quando analizzo dischi, demo e compagnia varia per Raw & Wild i Destruction sono l’altra “grande” band da esaminare con minuziosa e particolare attenzione, anche per evitare inutili critiche da parte dei sapientoni di turno (e ce ne sono molti in giro). Quindi, convenevoli a parte, inserisco il nuovo disco e via con “Spiritual Genocide”, l’album del trentennale della loro carriera! Si parte subito con l’intro “Exordium”, che cresce piano piano e ci prepara all’assalto di “Cyanide” ( una vera bomba al “cianuro”), sottolineando subito che il trio sia ormai unito e rodato; buona la produzione e le ritmiche, grazie anche all’ottimo lavoro del batterista (Vaaver). Qui trovate solo thrash Metal, quello teutonico, oltranzista… e voglio citare anche gli ospiti d’eccezione: Tom Angelripper (Sodom) e Gerre (Tankard)… e che ospiti! Ogni brano è una mazzata tipicamente Destruction style, ma a volte cade nel prevedibile, però la band cerca in tutti i modi di non compiacersi del proprio passato; ma sì, diciamo che questo è pur sempre un genere che, cliché e non, si ama così com’è (o no?). Come dicevo, le tracce sono sempre accattivanti ed aggressive, grazie ad un’intensa carica che coinvolgerà l’ascoltatore (e consiglio l’album a tutti gli appassionati del genere) brano dopo brano… era da “The Antichrist” che personalmente non ascoltavo i Destruction, e riscoprirli con questo album è stato un vero piacere! Cosa si può aggiungere? I Destruction in Germania e in Europa sono la storia del thrash metal (con le altre band che tutti conosciamo – o no?) e qui troverete una massiccia dose di adrenalina, di brani diretti e che dal vivo faranno sicuramente la gioia degli amanti del pogo (e la sfortuna di chi riceve le “botte”). Ok, ok, vi confesso, da neo scribacchino, che ascoltando l’album non ho voluto fare paragoni con il passato della band, anche se spesso sono stato tentato di farlo (come ho fatto nella recensione dei Manowar). Secondo il mio (modestissimo, lo ammetto) parere, dobbiamo ricordarci che ogni album che una band pubblica è pur sempre un passo verso il futuro (tranne chi si auto-cita album dopo album… ma questa è un’altra storia!), anche con il rischio di deludere qualcuno. Il mio giudizio finale? Un semplice, ma consistente sette; considerando che qualche settimana fa, ho recensito gli italianissimi e aggressivi Violentor (sempre in ambito thrash metal) – che mi hanno stuzzicato molto di più di “Spiritual Genocide”.
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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:: Destruction - The Antichrist - (Metal Mind – 2010)
Il migliore disco dei Destruction post reunion, uno dei miei preferiti in assoluto. The Antichrist, pubblicato originariamente dalla Nuclear Blast nel 2001, è il secondo album della nuova fase della carriera dei thrashers teutonici. Ancora Peter Tägtgren dietro la consolle, ma questa volta, a differenza di quanto accaduto nel precedente All Hell Breaks Loose, il produttore svedese si è messo a servizio della band, accantonando il suo tradizionale Abyss Sound. Il risultato è un disco Destruction al 100%, che non ha nessuna pretesa di sembrare moderno pur essendolo. Il suono che aveva fatto grande i teutonici negli anni 80 qui viene rivisto e corretto. Ci troviamo innanzi a una band nel pieno della maturità: l’irruenza giovanile è stata sostituita dalla consapevolezza derivante da anni di carriera. Ma non temete, il disco è violento quanto e più dei vecchi. Ci sono almeno tre grandi classici della band in questo lavoro, mi riferisco a “Thrash \'til Death”, “Nailed to the Cross” e “Bullets from Hell”, le quali non a caso sono entrate in pianta stabile nella scaletta della band. La copertina, che riecheggia quella del classico “Infernal Overkill”, è una sorta di garanzia di continuità con il passato. La ruggine dell’inattività è sparita, i tre schiacciano e distruggono, tenendo fede al proprio nome, tutto ciò che gli capita attorno. Una lezione per le giovani leve. Questa ristampa in formato digipack contiene un’esauriente biografia, alcune note dei protagonisti inerenti le registrazioni e una bonus track (“Curse The Cross” traccia numero 66, ma quelle dalla 12 alla 64 sono vuote). Se non avete ancora questo album nella vostra discoteca, questa ristampa è la giusta occasione per colmare una grossa lacuna.
Voto: 8,5/10
g.f.casstella

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:: Destruction - The curse of the antichrist – Live In Agony - (AFM - 2009)
Dopo 25 anni di attività i nostri “vecchietti” si sono tutt’altro che stancati…il trio capeggiato da Schmier è una macchina apocalittica trita budella, e per l’anniversario d’argento regalano a tutti i loro fans, che oramai toccano almeno le tre generazioni, questo doppio album live che è una fottuta chicca…
Nella loro lunghissima carriera questo live è il terzo, e arriva alla giusta distanza dal secondo che è datato 2002, ed è stato registrato parte durante un live a Tokyo e parte durante il Wacken Oper Air.
Sotto il punto di vista della forma, bè al posto di perdere colpi con l’età, qui ci troviamo di fronte al processo inverso, nel disco si sente una carica veramente travolgente…e qui posso metterci una firma avendoli visti più volte in sede live, l’ultima un paio di anni fa…violenza e attitudine da far impallidire la maggior parte delle nuove leve e non solo!!!
La forma di Schmier è fenomenale, i sui acuti strappano ancora applausi strazianti, degni del fottuto macellaio pazzo(Course of the Gods, Mad Butcher, Thrash till death), e onestamente risentivo i brividi dietro la schiena durante l’ascolto di Nailed to the cross…c’ero anche io ad urlare con il pubblico.. merda!!!
L’ultimo lavoro in studio onestamente mi aveva lasciato un po’ di amaro in bocca, dato che rimaneva su una linea piatta, parlando di composizione, ma nella veste live le songs prendono la migliore carica devastante del trio e vengono tramutate in coinvolgimento puro!!
Marc dietro le pelli è il solito picchiatore senza pietà, e anche Mike risulta in formissima..Metal discharge, Soulcollector e Death Trap…ascoltare per credere!!
I suoni sono studiati per rendere al meglio la forma live del doppio album, infatti risultano pompatissimi e compressi(come richiede un live che fa del suo biglietto da visita un bel pugno nei denti!!!)..la batteria, chitarra e voce sono impeccabilmente al loro posto..il basso un po’ dietro( ma lievemente, dato che in sede live il quattro corde tende a venir overdrivizzato..illusione live ;) )…
Durante l’ascolto del secondo disco…quando dopo Thrash till death si alzano le note di Re-animator…altro brivido…la chiusura del disco è veramente il devasto!!!!!
In conclusione l’unica cosa da dire è che questo doppio live è come dovrebbe essere un doppio live dei Destruction…nulla di più nulla di meno…fin quando ci saranno loro il thrash non morirà mai….THRASH TILL DEATH!!!!
Pollice alto!!!!
Voto: 8,5/10
Ulderico Amoroso

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:: Destruction - Under Attack - (Nuclear Blast - 2016)
I macellai pazzi son ritornati! La band tedesca (attiva dal 1982) è senza dubbio una delle “Big Teutonic 4” del thrash metal e ritorna con “Under Attack” (nelle parole del frontman: “Under… è veloce, è accattivante ed è originale”). Ebbene, questo è un disco che non rinnega le proprie origini, ma non nasconde una leggera apertura a suoni moderni; palese nella title track in apertura, che miscela un sound fresco e moderno a bordate di chitarre di vecchio stampo. Il disco scorre tra riff tecnici e aggressivi, atmosfere adrenaliniche e interessanti ritmiche… la seconda traccia è “Generation Nevermore”, ed è un brano aggressivo e dal ritornello ‘orecchiabile’, un brano che non sfigurerà dal vivo. Inutile, lo stile di Schmier & Co. è compatto e dedito all’aggressività, una garanzia per questa band. “Under Attack” è un album che trasuda di ‘grezzo’ e non solo; infatti, trapelano anche alcune aperture melodiche – ad esempio in “Getting Used to the Evil” (e nell’iniziale ed omonima traccia) – ove la melodia è solo un contorno alle scariche delle chitarre e ai ritmi della batteria infuriata! I temi (dei testi) trattati nel disco parlano di guerre, corruzioni, terrorismo, etc… e i Destruction li stornellano con brutalità e tecnica, con martellanti e fluidi brani, per mezzo della voce corrosiva dello stesso Schmier. Unica pecca (ma dipende dai gusti) è la produzione ‘troppo moderna’ che dona compressione al sound, ma son gusti. Dopo 34 anni di carriera, i tedeschi riescono ad immettere in ogni brano una mazzata tipicamente “Destruction style” e noi comuni mortali, non possiamo restare indifferenti… i macellai pazzi son tornati, e vi travolgeranno a colpi di thrash metal: consigliato a tutti gli amanti della band e non solo…
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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