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Reviews - Derdian
:: Derdian - Limbo - (Autoprodotto - 2013)
Ormai i gruppi power metal in Italia escono uno dietro l’altro, creando anche una sorta di inflazione; prima erano pochi ma buoni, infatti anche a uno come me, appassionato del metal di casa nostra e anche (per chi mi conosce) suo grande sostenitore, può sfuggirne qualcuno!
È il caso dei Derdian, che ahimè – non mi vogliano male – purtroppo fanno parte delle band che in questi anni mi sono sfuggite; ho visto sul sito parecchie uscite, anche con varie saghe, ecc., infatti il sound di questa band è devoto ai big Rhapsody, quindi chi si avvicinerà a loro troverà arrangiamenti orchestrali e tanta melodia.
Bene e fino a qui nulla di nuovo; qualche malelingua dirà “Che noia! Sempre le solite cose!”… però spezzo una lancia a favore di questi Derdian, dove nel lotto di “Limbo”, titolo di questo nuovo album, troviamo belle melodie che si lasciano ascoltare grazie ad un ottimo lavoro degli arrangiamenti chitarra-tastiera e ai bei ritornelli. L’intento di band di questo genere è appunto avere questo risultato: rendere l’ascolto del cd semplice e di impatto; risultato ottenuto in pieno da questa band, basta arrivare alla traccia n. 4, “Heal My Soul”, bellissimo brano mid tempo con tanto di bel ritornello di epicità unica, per rendersene conto.
Ora arriviamo al punto: non metto in dubbio le doti compositive e tecniche di questi ragazzi ma… cosa c’è da criticare? Purtroppo in questo genere i vari componenti possono essere bravi quanto vuoi ma uno fa la differenza: il cantante! Basta vedere le band più rinomate di questo genere! Nulla da togliere all’attuale cantante, di cui non si mettono in dubbio le doti tecniche ma forse saranno miei gusti, purtroppo a mio avviso non è sempre all’altezza del buon operato.
Comunque da consigliare a chi come me da anni si “spara” di questo genere!
Voto: 7/10
Antonio Abate

Contact:
www.derdian.com
:: Derdian - Revolution Era - (Autoprodotto - 2016)
Siamo arrivati al giro di boa per i Derdian, una delle migliori realtà del metal sinfonico di casa nostra; devo essere sincero, non li ho mai seguiti con assiduità, anche se li ho sempre considerati con molto rispetto, in quanto band che ha sempre dimostrato grande personalità compositiva e creativa in Italia, dove in campo sinfonico sei costretto a tener conto che ci sono i Rhapsody Of Fire, veri signori del genere; i Derdian, a differenza di altre band che hanno seguito questo percorso, hanno cercato di essere sempre molto personali e spesso anche geniali. Una cosa che negli anni non ha reso mai giustizia alla band secondo me è stata sempre una certa debolezza canora: non sempre i vocalist che si sono susseguiti negli anni hanno reso giustizia all’ottimo lavoro melodico che la band voleva produrre.
Oggi i Derdian sono orfani di cantante! L’ultima voce oggi è stata inserita in un cast di talent, perciò oggi giustizia è fatta in questo “Revolution Era”, sorta di the best dove i Derdian hanno riregistrato i loro maggiori successi ma avvalendosi dell’aiuto di cantanti straordinari come Fabio Lione e Marco Basile. Ebbene sì! Questa nuova fatica è davvero goduria per le mie orecchie! Sono diversi giorni che ho i brani per le mani e non smetto di sentirli!
Un susseguirsi di emozioni e pura melodia, con brani cantati dalle migliori voci del metal di casa nostra e non; come su detto, finalmente i capolavori dei Derdian hanno avuto degna giustizia: 14 tracce rielaborate per gli ospiti canori, senza snaturare gli originali ma rendendole ancora più eleganti, grazie a un’ottima produzione. Si parte con “Overture”, brano che faceva da intro a “New Era Pt. 2. War of the Gods” per l’occasione cantata dalla magnifica voce maschia di Apollo Papathanasio, artista greco in forze ai Firewind capitanati da Gus G; si passa per “Burn” brano speed per l’occasione cantato da Henning Basse, voce dei Metallium, che dà subito al via al festival della bellezza grazie alle cavalcate e il ritornello da cantare a squarciagola; “Beyond The Gate”, tratto dal primo full della band, che viene interpretata da un camaleontico Gianluca Perotti degli Extrema, impressionante in questa versione melodica, in possesso davvero di una voce che non sfigura, e dando una nuova vitalità ad un brano che davvero si lascia ascoltare senza problemi; si arriva a “Battleplan” brano dai sapori folk power, che appunto viene affidato a uno che di folk power a casa nostra ne sa davvero qualcosa come Davide Moras degli Elvenking. Un vero e proprio episodio di battaglia, di vera epicità assoluta che la bellissima voce con quel leggero graffio di Moras rende il tutto superbo. Ora l’eleganza si fa strada senza confini, mettendo nelle mani di D.C. Cooper una magnifica “I Don’t Wanna Die” e rendendola un brano di fattura superiore alla media… ritornando all’affermazione di prima, una voce superba rende il tutto magnifico, basti appunto ascoltare “I Don’t…” cantata da uno dei migliori cantanti che ci siano mai stati come D.C. Cooper!
Ora davvero si arriva al massimo della goduria grazie al brano più bello che i Derdian abbiano mai composto “Screams Of Agony”, brano che rivive di una nuova dimensione unica, grazie a Marco Basile dei DGM, uno dei migliori cantanti di casa nostra (forse il migliore, non me ne vogliono altri… ma Marco è il top) la sua interpretazione superba, magnifica, tecnica ed elegante trasforma questa “Screams…” in uno dei migliori brani power sentiti di recente; si arriva davvero al clou del disco con l’unico brano inedito affidato a lui, re Fabio Lione! “Lord Of War” si contende la palma di migliore brano del disco; se Basile è semplicemente sublime Fabio Lione è semplicemente impareggiabile! La sua stupenda voce echeggia epicità in ogni nota di questo capolavoro compositivo; ora dopo tante cavalcate, si passa alla melodica e tranquilla “Forevermore” brano introdotta da un bellissimo giro di piano e chitarra dal sapore blues, che esplode piano piano in una superba ballad, duetto tra Elisa C. Martin ex cantante dei Dark Moor e il nostro Terence Holler degli Eldritch, connubio perfetto da due stupende voce, in particolare un Holler sempre altisonante in situazioni melodiche; ma è tempo di cavalcare per passare la palla al bravo Roberto Messina ex Secret Sphere e attuale cantante dei Physical Noise, che reinterpreta “Eternal Light” magistralmente come sempre nella sua carriera; la battaglia non finisce per un attimo con “The Hunter” affidata a grande Ralf Scheepers, che come al solito con la sua magnifica voce tagliente e potente rende tutto bello senza ogni confine, proprio quello che ci si può aspettare da un artista pluri blasonato come lui! Si arriva al mid tempo di “Black Rose” affidata alla voce di Andrea Bicego voce dei 4th Dimension, bravissimo come detto altre volte a ricreare momenti molto melodici grazie a una voce mai troppo forzata ma sempre misurata quasi a ricordare una timbrica tendente al pop con una facilità di ascolto davvero alta; la sinfonia si fa alta su “Incitement” brano affidato a Leo Figaro, cantante nipponico molto famoso nel Sol Levante! Si ritorna alla voce di Elisa C. Martin con “New Era” e si chiude come si è iniziato con Apollo Papathanasio e la song “Cage Of Light” altra perla che rivive di nuova vita.
Adesso è tempo di tirare le somme! “Revolution Era” è un bellissimo lavoro, è questo non solo grazie alla presenza di questi cantanti ma di sicuro grazie alla bravura compositiva di questi ragazzi che hanno avuto finalmente giustizia su tutto il lavoro fatto in questi anni. Adesso si spera in un ritorno compositivo al più presto, rimanendo a questi livelli e assicurarsi una voce degna del valore di questa band. Comunque… nel frattempo gustatevi “Revolution Era”!
Voto: 10/10
Antonio Abate

Contact
www.derdian.com
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