Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Death SS
:: Death SS - 1997-2007. 30 Years Of Horror Music DVD - (Lucifer Rising/Self - 2007)
L’acchiappasogni, nella trazione degli Indiani d’America, è un manufatto che appeso in camera da letto “cattura” gli incubi, favorendo sonni tranquilli. In 30 anni di carriera la band di Steve Sylvester ne ha prodotti di incubi. Eccome se ne ha prodotti. Incubi sotto forma di suoni. Incubi sotto forma di immagini. Proprio questi ultimi sono stati “acchiappate” in due DVD, per la gioia dei fan. Mai banali nelle proprie scelte, gli inventori dell’horror metal danno in pasto al proprio pubblico un cofanetto a forma di bara. Basta sollevarne il coperchio per trovare il booklet della medesima forma, sui cui è immortalato il frontman, nella caratteristica ultima posa dei defunti, quella a braccia incrociate. L’opera è pantagruelica e raccoglie tutto ciò che non è stato fissato nelle VHS e nei DVD precedentemente editi dalla band. Si parte dal primo capitolo, “Rare Footage From The Cursed Coven Archivies” che contiene 7 filmati che immortalano la band dal 1982 al 1991 alle prese con i propri grandi classici. Ciò che impressiona in questa sezione è la crescita del gruppo, non solo dal punto di vista musicale, ma da quello dell’immagine. Dai primi concerti con scenografie di cartapesta e make up “artigianale” (ma sempre e comunque all’avanguardia per quei tempi), sino agli stupendi costumi dell’epoca Heavy Demons (probabilmente l’apice). Il secondo capitolo, “Promtional Videos (1991/2001), raccoglie video e filmati live relativi ad album quali Heavy Demons, Do What You Wilt e Panic, più il video girato per l’inno dei locali della catena Transylvania. Terzo capitolo, “The Humanomalies Videos”, mette in evidenza non solo la sterzata stilistica verso sonorità elettroniche, ma anche un netto cambiamento dal punto di vista scenografico, infatti i consueti sfondi horrorifici-cimiteriali cedono per la prima volta il passo ad un palco caratterizzato dalla presenza di gabbie circensi, all’interno delle quali si muovono i compagni d’avventura dell’istrione Sylvester, a sua volta in costume da direttore di circo ottocentesco. Si passa poi al fortunato tour celebrativo del primo periodo della band, quello dei demo, per intenderci. Il “Horned King Of The Witches” del 2005 ha portato la band in giro per lo Stivale con i costumi originali degli anni settanta. La conclusione del primo dischetto è rappresentata dai video e dagli estratti live dell’ultima fatica in studio del gruppo “The Seventh Seal”. Il secondo DVD offre in pasto a chi non fosse ancora sazio un documentario sulla storia dei Death SS commentato da Steve, tre estratti da partecipazioni televisive (Red Ronnie, bisogna ammetterlo, con le sue trasmissioni, Roxy Bar e Help, era l’unico che in Italia garantiva visibilità ad ogni forma musicale, anche quelle snobbate dalle altre trasmissioni musicali). L’ultimo contenuto speciale è rappresentato da una galleria fotografica composta da 110 scatti, ritraenti la band nei suoi 30 anni di carriera. Cosa accadrà agli inventori dell’horror music dopo l’apertura del settimo sigillo non è ancora chiaro, certo è invece che questo cofanetto renderà più sereno il sonno di molti fan per tanto tempo. Fondamentale.
Voto: 9/10
g.f.cassatella

Contact
www.deathss.com
www.myspace.com/deathss
:: Death SS - Humanomalies - (Noize factor - 2002)
Sarà Humanomalies l\'album della discordia? Sarà l\'album che allontanerà definitivamente i vecchi fans, per intenderci quelli che sono cresciuti a suon di \"Cursed Mama\", \"Baphomet\" o \"Horrible Eyes\", facendo di contro, strage di nuovi proseliti?
Tutto questo è molto probabile, quel che è sicuro invece, è la convinzione di dover comunque lodare, nel bene e nel male, il cammino artistico intrapreso e fin qui portato avanti con convinzione, da quell\'enigmatico personaggio di Steve Sylvester.
E\' dal lontano debutto del 1988 che i Death SS hanno seguito un\'evoluzione costante e decisa, incuranti delle critiche non sempre positive di una parte di pubblico ancora legato (a ragione o a torto) alle origini della band. Si, proprio quelle origini da cui prese forma l\'etichetta di \"Horror Music\", la quale stava ad indicare un nuovo capitolo artistico spinto verso l\'horror, appunto, e l\'occulto.
Il buon Steve oggi (forse un po\' ostinatamente) dirige la sua \"creatura\" in una dimensione ancora più futuristica rispetto al già controverso Panic, facendo di Humanomalies un \"ensemble\" di quindici tracce di non facile interpretazione, spizzanti per il loro alto apporto tecnologico, pescando elementi industrial-noise cari ai vari Rob Zombie, Marylin Manson o Nine Inch Nails, anche se ogni accostamento a tali bands debba essere preso con le dovute misure.
Concettualmente Humanomalies è uno spaccato sulle \"anomalie\" che circondano il genere umano, un viaggio nel mondo, o meglio nel circo del male, quello più occultato dalle nostre menti e dove è proprio Steve Sylvester a guidarci per mano con fare mefistofelico.
Nel dettaglio, l\'album apre con l\'intro \"The Sideshow\" seguito dall\'irrompere di \"Grand Guignol\", un pezzo cosiddetto \"tosto\", pesante e che parzialmente non smentisce il tradizionale songwriting della band ma avverte già dalle prime battute, la nuova direzione stilistica con i chiari riferimenti techno. A conferma di ciò vi risponde \"Hell On Earth\", mentre di livello superiore si dimostra \"Pain\", un brano dalle vaghe reminiscenze gothic-dark wave anni \'80 con un restyling avanguardistico. L\'intro \"industrial\" di \"Mind Monstrosity\" non è che il preludio alla track più \"rilassata\", \"The Sleep Of Reason\"; emozionale e suadente, con quei sottofondi campionati si dimostra tuttavia prevedibile e che difetta de \"già sentito\". Altro intro (\"Miserere\") ed è la volta di \"Sinful Dove\", forse il brano \"highlight\" dell\'album; i riferimenti a Do What Thou Wilt sono percettibili e si fa apprezzare per un refrain accattivante dalle venature gothic. La cover sembra ormai un appuntamento fisso per ogni loro lavoro e questa volta lo fanno con l\'arcinota \"Sympathy For The Devil\" dei Rolling Stones, ben rielaborata. Atmosfera funerea quella che si respira in \"Circus Of Death\" che riallaccia il gruppo ad un passato più che remoto (chi ricorda pezzi come \"Chains Of Death\" o \"Black & Violet\"?) e con una magica interpretazione vocale: a mio giudizio la migliore canzone del lotto. Folle e dal carattere un po\' \"sleazy\", \"Feast Of Fools\", la quale, se non fosse per l\'inconfondibile timbro vocale, non sembrerebbe affatto un brano Death SS, mentre dai connotati più tradizionali è \"Evil Freaks\", accontentando un po\' la \"vecchia guardia\" del popolo metal. Il finale è riservato invece ad un trittico (\"American Psycho\", \"Weird World\" e \"Abnormal\") che mi ha lasciato sinceramente interdetto (più di quanto già non lo fossi…) e con preoccupanti dubbi, in quanto, sono composizioni a mio parere, anonimi, sterili e privi di personalità.
Che dire, l\'ennesima coraggiosa prova che dividerà l\'opinione dei fans in critiche spero costruttive; in fondo la musica è anche libertà di espressione.
Per Sylvester e soci? \"Fate ciò che volete\".

R
:: Death SS - Resurrection - (Lucifer Records - 2013)
Sono risorti dalle loro ceneri gli occulti Death SS, con la loro Horror Music che ha fatto sognare intere generazioni! Dopo aver chiuso l’ultimo sigillo con l’album “The Seventh Seal” del 2006, con un arcano patto tornano dopo 7 anni con un lavoro a dir poco emozionante. “Resurrection” infatti non è il solito album ma è un vero e proprio cammino che spiega la nuova vita della band, con nuove trame malefiche e macabre che conciliano questo patto eterno.
L’album “Resurrection” inizia con la song “Revived” scritta per l’episodio “666” della serie poliziesca “L’Ispettore Coliandro” diretta dai Manetti Bros., episodio dove Steve interpreta se stesso. La song vuole intendere il ritorno di Steve dopo la morte, una sorta di rinascita spirituale intensa, un’evoluzione che lo porta ad abbandonare il suo vecchio io per dar spazio a qualcosa di nuovo e più evoluto.
Nella successiva “The Crimson Shrine” vengono ripresi scritti del fondatore del moderno occultismo Aleister Crowley, a cui in passato è stato dedicato un intero album. La canzone in questione è una rielaborazione personale di Steve dell’Inno a Pan. Nella song appare la corista Laura Lerti che esprime con la sua soave voce scritti antichi che Steve amplifica in una tematica magica, con una forza impressionante.
“The Darkest Night” è stata scritta appositamente per l’omonimo film horror indipendente italiano, che la band ha musicato interamente. La reincarnazione del male che cerca rifugio nella “notte più buia”, una spinta espressiva un sound impeccabile, la paura in musica.
“Dyonysus” ripercorre il poema a matrice esoterica inerente ad uno scritto di Crowley, dedicato al dio greco dell’estasi e della liberazione dei sensi. Un sound dark anni ‘80 arricchito dai vocalizzi impeccabili di Laura Lerti & Romina Malagoli, quest’ultima già presente in passato nel progetto W.O.G.U.E. sempre al fianco di Steve & Freddy.
“Eaters” è un altro brano scritto per la colonna sonora di un film horror, dove Steve interpreta un piccolo ruolo. Il sound è caratterizzato da una cattiveria orrifica che dona al brano incisività e forza.
Eccoci a “Star In Sight”: le atmosfere e le liriche di questo brano sono state ispirate da un poema di Crowley incluso nel suo “Magick In Theory And Practice”; Steve dona la sua libera interpretazione nell’intento di cercare dentro di sé la forza per superare i momenti difficili della propria esistenza: la song dice “Do what thou wilt because we all are stars”, letteralmente “Fai ciò che vuoi, perché siamo tutti stelle”. La parte musicale invece incorpora parti classiche con altre metal, in un’alternanza di emozioni e sensazioni magiche, inoltre, qui troviamo la corista Elena Quilici che ha donato all\'opera dolcezza e sensibilità.
“Ogre’s lullaby” è stata scritta per il film “Paura 3D” dei Manetti Bros. Una song macabra, angosciante, claustrofobica, malata! Nutrire di dolore e disperazione la mente dolce e innocente di un bambino, donare forza e temperanza ad una nuova vita, il video dice tutto... nella dolce notte una voce minacciosa insegna la via da seguire.
“Santa Muerte”, un brano mistico ispirata alla venerazione della morte in Messico, raffigura una santa con fattezze scheletriche, con il culto che si associa a persone affiliate alla criminalità messicana. Il sound è molto diretto, molto curato con il significato del culto della Morte e della Sorte!
“The Devil’s Graal” è la colonna sonora di un film, un vecchio progetto horror creato da Steve, con riferimenti velati agli omicidi del mostro di Firenze nel contesto di una setta segreta internazionale il cui simbolo è proprio il calice del demonio. La song parte con un’angosciante arpeggio che mozza il fiato, per poi esplodere in un ritmo veramente suggestivo.
“The Song Of Adoration” è un brano con trame intriganti, il più lungo del disco con venature progressive e orchestrali, un rituale in musica tra elementi etnici antichi della trazione egizia, 10 minuti nei quali ascoltiamo anche un rito magico (“Rovescio”) espresso con grande maestria da Maria Buttafoco, una ragazza con grandi qualità espressive. Un brano emozionante che non stanca, direi la perla dell’album, qualcosa di veramente magico.
“Precognition” è una song veramente entusiasmante, con trame suggestive del buon lavoro fatto dai Death SS; questo brano è anch’esso colonna sonora di un film dove Steve appare come attore nel 2009/2010. Un heavy molto potente e diretto.
“Bad Luck” è infine una canzone dedicata a tutti coloro che credono che i Death SS portino sfiga, in pratica Steve dice “se pensi che portiamo sfiga non ci seguire, non rompere i coglioni”. Un connubio perfetto con sonorità alla Alice Cooper per un hard rock che ti coinvolge, dove il ritornello resta impresso nella mente.
In conclusione posso dire che questo album è un vero e proprio capolavoro. La nuova Resurrezione, un nuovo capitolo nella storia della musica Made in Italy, nuove sonorità, una nuova Reincarnazione, un’Evoluzione che nasce sotto la magia di un sogno, il ritorno dell’horror music.
Tremate, tremate, i Death SS sono tornati!!!
Voto: 9,5/10
Grezz

Contact:
www.stevesylvester.com/deathss
:: Death SS - The Cursed Show DVD - (Deadly Sin Records - 2013)
Dopo le ristampe di “Free Man” di Steve Sylvester e “The Story Of Death SS” dei Death SS, la Deadly Sin Records propone finalmente in formato DVD il ventesimo anniversario del famoso “The Cursed Show” dei Death SS, prima solo uscito in VHS nel lontano 1993 per la Contempo Records sotto il nome Sylvester’s Death – cambio obbligato per rimuovere ogni accostamento ritenuto politicamente vietato per via delle due “esse”. Il lavoro di ristampa è stato fatto in modo superlativo ed impeccabile, i maestri che si nascondono dietro questa realtà meravigliosa rispondono ai nomi di Roby Manini, Gabriele “Satanasso” Lipani e Matteo “Kabra” Basso, che hanno reso reale un sogno da parte di tutti i fan della band. Il dvd offre il mitico concerto restaurato con l’aggiunta di oltre 100 minuti di contenuti extra, tra cui il documentario “The Third Seal Secret Revealed” girato in un castello nella provincia di Vicenza; la suggestione del posto rende ancora più spettacolare il lavoro espresso nel narrare le vicende inerenti al Terzo Sigillo, il quale viene arricchito da memorabilia e da documenti inediti, insomma un DVD che non bisogna farsi sfuggire! Non vorrei dilungarmi come al mio solito, e non vorrei nemmeno svelare tutte le chicche che racchiude questo lavoro ben fatto dalla Deadly Sin Records in accordo con Steve Sylvester. Il DVD di “The Cursed Show” è in edizione limitata di sole 500 copie numerate a mano; di queste le prime 100 copie faranno parte della Deluxe Edition, che comprende il poster originale del tour sotto il nome Sylvester’s Death. Long live Deadly Sin Records & Death SS!
Voto: 10/10
Grezz

Contact
www.deathss.com
www.deadlysinrecords.eu
:: Death SS - The horned god of the witches - (Lucifer rising rec. - 2004)
Steve Sylvester chiude i conti con questa vecchia “faccenda” ed accontenta un pò a sorpresa tutti quei sostenitori dei Death SS che ormai da tempo richiedevano tutto il materiale esistente sui polverosi tapes del primissimo periodo della band, la cui line-up vedeva tra le proprie fila oltre al carismatico singer, anche Paul Chain e Claud Galley alle chitarre, Danny Hughes al basso e Thomas Hand Chaste alla batteria.
Oggi tutto questo è stato reso possibile grazie alla pubblicazione di “The Horned God Of The Witches” che racchiude in se tutto, ed in questo caso Steve tiene a sottolineare proprio il tutto, del materiale registrato da quella leggendaria formazione, che fino a quel momento non era mai riuscita ad andare oltre lo status di “cult band”.
Parte del materiale era già stato edito dalle due precedenti pubblicazioni, ovvero “The Story Of Death SS ’77-‘84” e “Horror Music”, due raccolte che risultavano tuttavia incomplete e presentate in maniera approssimativa e non propriamente fedele al caso.
Un certosino lavoro di pulizia dei nastri, l’aggiunta di alcune gemme mai pubblicate prima ed interessanti foto d’epoca a corredare il booklet, fanno di questo cd, un incredibile documento ricco di storia, fascino e soprattutto mistero avvolto in una fitta, impenetrabile nebbia. Atmosfere sinistre e catacombali si manifestano all’ascolto di “Terror” o nell’acida “Zombie” ed è poi difficile restare indifferenti alle inquietanti “Horrible Eyes” e “The Hanged Ballad”: roba da brividi...
E’ quasi superfluo dire che questa è anche roba per cultori che non stanno certo a esprimere giudizi su una produzione non omogenea e di basso livello o a giovanili pecche tecniche, per di più questo lavoro è in tiratura limitata, che sottolinea dunque la breve parentesi storica che Steve Sylvester ha voluto offrirci, e se questa per qualcuno può essere considerata la storia dei Death SS…il resto è evoluzione.

R
:: Death SS - The Seventh Seal - (Lucifer rising rec. - 2006)
La preparazione psicologica all’ascolto, avviene osservando l’artwork confezionato a mò di bomboniera massonica, racchiusa in un raffinato cartoncino. Rispecchia in gran parte un restiling del sound, perchè dell’anima vecchia di Steve Sylvester e soci, non c’è ombra. Svisate post-moderne su una vena industrial, regalano all’ascoltatore dei momenti di buon metal moderno con alcuni ottimi pezzi; quì bisogna sottolineare l’opener, “Give’Em Hell”, dall’irrefrenabile volontà di inserire un ritmo trascinante e potente. Ruoli interessanti nel complesso dell’album, sono posti in essere da alcuni ritornelli orecchiabili, vari refrain (esempio quello di “Heck of a Day”), l’inserimento di Clive Jones agli strumenti a fiato, rendendoli buoni espedienti per rendere The Seventh Seal un full-length ben collaudato. La personalità moderna dei Death SS, si ritaglia degli spazi particolari in “Der Golem”, nella ballad “Another Life” e nella finale titletrack, mostrando l’orizzonte nuovo intrapreso, con l’inserimento di riff e sonorità che negli ultimi tempi solcano il panorama heavy. Queste scelte rimarcano una discrepanza notevole dal passato, portandosi dietro una serie di critiche negative per alcuni fans attaccati morbosamente al sound dell’era Chain, ma spingono inevitabilmente la band nelle braccia dei moderni giovani metallari, amanti del sound “aggraziosito” e confezionato. Scelte.

Ignis fatuus
<<< indietro


   
Grimgotts
"Lions of the Sea"
Detest
"The End of All Ends"
Vessel of Light
"Vessel of Light"
The Kinn-ocks
"The Kinn-ocks"
Black Hole
"Evil In The Dark"
Ancient Empire
"The Tower"
Destruction
"Thrash Anthems II"
Niamh
"Corax"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2017
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild