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Reviews - Darkthrone
:: Darkthrone - The Cult Is Alive - (Peaceville - 2006)
Sono meravigliato dal sempre più forte stampo ’80 di Fenriz e Nocturno Culto, questo prodotto è ormai lontana dalla fredde sonorità di A Blaze in the Northern Sky e figli, sicuramente la cosa non fa molto piacere ai fan storici della mitica band norvegese ormai arrivata alla sua dodicesima pubblicazione.
Il sound è quello del black metal puro dei primi Venom, selvaggio, diretto, grezzo e rock’ n’ roll dei soliti granitici Motorhead.
Non un’evoluzione ma un’involuzione alle radici del più diretto e puro black metal, quello dei Venom, Bathory e Celtic Frost. Teniamo presente che i componenti della band non hanno più vent’anni e che dopo aver realizzato dei concentrati di cattiveria black norvegese ispirato tutti gli amanti del black oltranzista, oggi si presentano in una veste che personalmente non mi dispiace affatto, anzi…
Questo prodotto non ha nulla di nuovo, innovativo, personale eppure è una bomba, energico, distruttivo ed entusiasmante, per certi versi sembrano prendersi in giro, per esempio l’ultima track intitolata Forebbygende Krig significa \"prevenire la guerra, non è da Darckthrone, questa cosa mi fa ridere tantissimo, lo avranno fatto per prendere in giro qualcuno? MA!
We giovani, comprate sto disco, è veramente forte, buon ascolto.

BF

Contact
www.darkthrone.no
www.peaceville.com
:: Darkthrone - The Underground Resistance - (Peaceville - 2013)
Che mondo sarebbe per un viaggiatore nel tempo proveniente, diciamo così, da una ventina di anni fa? Un arzigogolo difficile da leggere, direi: oscuri burocrati si atteggiano a rassicuranti guide, giullari di tutti i tipi infiammano le folle, e soprattutto i Darkthrone suonano classic metal. Come, come? Certo, proprio classic metal, di quello che prende a piene mani dal labile confine tra punk e metal britannico, con robuste iniezioni di thrash/speed. Se non vi siete persi la svolta di “The Cult is Alive” sapete che le coordinate di Venom e primi Bathory unite al crust-punk guidano ormai da tempo la nave di Fenriz e Nocturno Culto, come è peraltro evidentissimo nell’opener “Dead Early”: suono cupo e forti richiami a certe valli svizzere di lingua tedesca. Tuttavia, è con “Valkyrie” che le cose assumono connotati ancora più definiti, dato l’incredibile incedere speed di questa traccia in stile Maiden/Helloween (epoca “Walls of Jericho”, ovviamente). Ci pensa “Lesser Men” a ristabilire l’antico connubio con il Ghiaccio Celtico, e a mostrare ancora una volta l’importanza di Tom G. Warrior nell’economia del metal estremo. “The Ones You Left Behind” è quasi barocca nel suo contrasto tra richiami thrash e controcanto epico, mentre “Come Warfare, The Entire Doom” è legata a doppia mandata a modelli come Cathedral e Pentagram sin dalle armonizzazioni nell’incipit, con una variazione in stile proto-black condotta con vera maestria. Veniamo dunque alla track conclusiva, quella “Leave No Cross Unturned” che è forse la più rappresentativa del lotto, con la sua durata di oltre 13 minuti. Vi sembrerà di sentire una di quelle bands che a metà anni ’80 erano già vecchie, incastonate com’erano nella primordiale NWOBHM con timidissimi richiami punkeggianti. Apprendo dalle note promozionali che le tracce a firma Fenriz (“Valkyrie”, “The Ones You Left Behind” e “Leave No Cross Unturned”) e sono tra l’altro quelle più legate al suono vintage, per così dire (“safely cradled in 1985 style”, nelle sue parole), mentre quelle composte da Nocturno Culto mantengono in qualche modo il legame con le pur datate origini del black. Dunque, grandi proclami di fedeltà alle origini e un suono grezzo e sanguigno, in merito al quale non ci è dato sapere quanto sia naturale e quanto costruito ad arte; visto da qui, “Transilvanian Hunger” sembra un lontano ricordo, e probabilmente non sapremo mai la verità completa su simili scelte di svolta radicale. Scelta di maturità senile o vecchiaia incipiente? Comunque sia, non sono mica scontento di aver definitivamente scoperto i Darkthrone proprio con questo disco. La formula proposta, pur nel suo essere fortemente derivativa di una pur gloriosa tradizione, restituisce il quadro di un duo norvegese composto da ascoltatori attenti e ripropositori fedeli, con un disco composto di sei tracce tutto sommato convincenti; evidentemente, non sempre “vecchio è bello”… la maturità fa bene all’arte, specie per i Darkthrone!
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

Contact:
www.darkthrone.no
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