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Reviews - Dark Haunters
:: Dark Haunters - Aeternal Wile - (Autoprodotto/Black Havoc - 2007)
L’abbondanza di pubblicazioni in campo black metal sinfonico, a cavallo tra la fine degli anni novanta e i primi anni del nuovo secolo, mi aveva portato ad un lento allontanamento da queste sonorità che tutto sommato al momento della nascita del movimento non mi dispiacevano. Ancora oggi considero l’esordio dei Dimmu Borgir, Enthorne Darknes Triumphant e il grandioso Puritanical Euphoric Misantropia dei capolavori assoluti, ma quando mi appresto a recensire un demo o un cd con queste sonorità pubblicato recentemente, mi “tremano le orecchie”. Fortunatamente, questo Aeternal Wile degli abruzzesi Dark Hunters è risultato essere un grande cd. La band è stata formata nel 1999 ed ha subìto svariati cambiamenti. All’attivo i DH possono contare un demo del 2002 The Haunter Of The Dark e l’album che ci apprestiamo a recensire. Come sarà ormai chiaro il disco presenta sonorità black sinfoniche, il giusto bilanciamento tra parti melodiche e aggressive non sfocia mai nella pacchianeria (il limite maggiore di questo genere sta nell’eccessiva pomposità che viene data alle parti orchestrali, fortunatamente i DH riescono ad evitare questo inconveniente). I pezzi sono stati suonati con una perizia superiore alla media che rende piacevole l’ascolto anche delle parti più intricate, che non sono mai fine a sé stesse. Brani degni di nota sono l’opener “All Threads Of Our Life” e “Lords Of The Wolves”. Nota di merito all’artwork molto curato, non sembra di avere tra le mani un cd autoprodotto. La speranza è che questo gruppo trovi il contatto che merita per poter immettere sul mercato il proprio primo full-lenght, sarebbe un vero peccato se questo non accadesse.

Voto: 7,5/10

g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/darkhaunters
:: Dark Haunters - To Persevere Is Diabolical - (Revalve Records - 2016)
I Dark Haunters si formano nel 1999 ad Atri, e dopo questi molti anni di cambi di line up, registrazioni di demo ed EP, partecipazioni a live con band di punta del panorama nazionale come Gory Blister e Infernal Poetry, ci propongono adesso questo lavoro composto da sei brani – introdotti e seguiti da due brevi, efficaci ed ispirate composizioni strumentali tastieristiche – che già dal titolo lascia presagire la determinazione di fondo della band a perseverare fino al conseguimento del proprio obbiettivo.
Tramite chiare e “sfacciate” influenze Dimmu Borgir-Cradle Of Filth (specialmente nei timbri vocali, oltre che nel tipo di formazione a sei elementi) contaminate però da una furia thrash-death primitiva ma intelligente che lo colloca assolutamente nella tradizione italica “originaria” di acts come Aborym e Stormlord (per i quali, non a caso, i nostri aprirono nel 2001 in occasione di un concerto abbinato a “La Mostra dei Mostri”), “To Persevere Is Diabolical” scorre senza punti morti, cali di tensione o ridondanze, anzi riesce molto bene ad esprimere una dimensione “dinamica” da affiancare a quella “tematica” data da riffs, tempi, sonorità e melodie, risultato che lascia intuire un lavoro molto accurato e “autocritico” non solo in fase di composizione, ma anche in quella di arrangiamento. La qualità della produzione sonora in studio si attesta a buoni livelli, e ogni strumento riesce a fare la sua parte in ottima armonia con gli altri. Ad aumentare il valore del tutto troviamo i testi, molto ben scritti e cantati, in grado di evocare molto bene quegli stati d’animo di implacabilità, decisione, determinazione ad agire, ed a garantirne la continuità espressiva anche attraverso gli “scenari” tematici diversi dei pezzi.
Tra i brani secondo me più rappresentativi del disco includerei senza dubbio la diretta e spietata opener “The Burning Eyes Of Vengeance”; a seguire, l’epica, crudele e articolata “The Legend Of Pai Mei”, impreziosita da una parte finale cantata in italiano; “The Tigress And The Prophecy”, pezzo più lungo del disco, ovvero otto minuti di raffiche di colpi, artigliate, venti di tempesta e momenti di guerresca riflessione in forma di black metal sinfonico; la battagliera “Rising Through The Curse”, che riesce con dei tocchi avanguardistici ad evocare (se non nella forma quanto nella sostanza) atmosfere truci, fatte di acciaio brunito, tinte rosso sangue, neri abissi notturni ed argentei raggi lunari.
Se l’obbiettivo della band abruzzese è quindi creare musica estrema, oscura ma epica e coinvolgente al tempo stesso, che attinga a piene mani dal cupo e feroce feeling Howardiano dell’immaginario di Aquilonia, Stygia e Kithai al tempo di Conan il Cimmero e delle angoscianti avventure in lande esotiche dominate da violenza e magia nera vissute dello spadaccino-giustiziere Solomon Kane, allora potrei dire che questo obbiettivo è stato ampiamente conseguito.
Voto: 8,5/10
WOLVIE

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www.facebook.com/Dark-Haunters-183334941150
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