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Reviews - DangerEgo
:: DangerEgo - Autopsy - (Atomic Stuff/Andromeda Dischi - 2013)
Ci sono casi in cui le etichette sono tutto. Nel caso dei DangerEgo, l’intuizione pre-Wikipedia di etichettare un certo genere come “alternative metal” serve a sbrogliare più di qualche matassa. In altre parole, il quintetto è sufficientemente tecnico e distorto per apparire metal, ma al contempo sufficientemente legato alla melodia e slegato da qualsivoglia intento malefico per rientrare nell’Arca dell’Alternative. Già, proprio quel mastodontico edificio che riunisce i Mother Love Bone, i Fishbone, gli An Emotional Fish, eccetera eccetera. Quello in cui è a tutt’oggi sacrilego inserire i Faith No More o qualsiasi progetto a firma Patton, e in cui rientrano tante, tantissime band nostrane. È il caso appunto dei DangerEgo, che fanno capolino nella scena fiorentina a metà anni ‘90, per giungere a pubblicare questo primo full length “Autopsy” già nel 2011 – quella di Atomic Stuff è per l’appunto una ristampa. Dieci i brani presenti, in cui gli intenti visionari del grunge/alternative passano attraverso la griglia di un approccio street/sleazy, che molla leggermente la presa sulla conclusiva “Prison’s escape”, permettendo al lungo esperimento di snodarsi attraverso un riffing stoner e una serie di suggestioni settantiane. La band cita Coverdale tra le influenze, ma è ai singers americani di fine ‘80/inizio ‘90 che guarda Flavio Angelini, con un sostrato musicale che ricorda da vicino i fasti losangelini dei Guns N’ Roses (alzi la mano chi non pensa neanche per un secondo a “Welcome to the jungle” nell’attacco di “Hell’s rage”), ma anche le più raffinate intuizioni della zona di Seattle. In questo senso vanno letti i punti di pregio dei DangerEgo, che passano dal bell’assolo di “This madlove” al cantato alla Gavin Rossdale/Bush che sorregge “Wings of freedom”. L’unico problema è che manca quel pezzo “catchy”, che serve a dare quella marcia in più ad una proposta simile, ma sono certo che con un po’ più di impegno nello sviluppo compositivo e dei refrain i DangerEgo troveranno la loro personale quadratura del cerchio.
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello

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:: DangerEgo - Special Dreamer - (Sliptrick Records - 2015)
Dall’incontro di alcuni musicisti toscani (attivi con Bleff, Firenze New Grass, Chèquers, Terrametèa) nasce nel 2005 una nuova band, dal nome DangerEgo; dopo i primi ascolti di “Special Dreamer”, posso tranquillamente dire che la band si muove nei territori del puro hard rock, senza nascondere una particolare propensione per il guitar work e le atmosfere dei territori prettamente grunge – anche la copertina rimanda a questa sensazione. Eventuali influenze, almeno ai primi ascolti, sono i primi Soundgarden e gli Audioslave… ripeto, queste sono state le mie prime impressioni! La band ha già pubblicato un disco nel 2011, dal titolo “Autopsy” – ristampato poi da Atomic Stuff nel 2013; ad Agosto 2014, i DangerEgo hanno suonato al Total Metal Open Air Fest 2014 con Behemoth, Kreator, Moonspell, Annihilator e tanti altri. Bene, è arrivata l’ora del tasto play! Dopo l’intro di stampo acustico (“The Death of Thoughts – Part.1”), già dalla seconda traccia “Blackheart Hotel” la band ci trascina in un mondo di suoni sulfurei e rocciosi, tra riff pungenti e ritmi compressi – sprigionando, brano dopo brano un susseguirsi di cambi di tempo, melodie, atmosfere grunge e tanta, tanga energia; il tutto accompagnato dall’impronta sonora in chiave hard rock sempre presente nell’album. Il disco è composto da ben 13 canzoni, forse un po’ troppe – e che alcune volte risultano ripetitive – ma tutto sommato si fa ascoltare, anche per le varie sfumature (si tocca spesso anche l’heavy metal) che rendono digeribile l’ascolto prolungato di “Special Dreamer”. Se dobbiamo trovare (per forza) una definizione al sound dei DangerEgo, credo che il termine alternative metal calzi a pennello! Pare che la band suoni molto all’estero, USA compresi… benissimo, avanti così: noi restiamo in attesa di un nuovo album (senza aspettare troppo).
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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