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Reviews - DGM
:: DGM - Different Shapes - (Scarlet/Audioglobe - 2007)
Altro che crisi del settimo… album, i DGM sprizzano un ottimo stato di salute. Se ascoltate il loro nuovo album tutto d’un fiato noterete che sono davvero in uno stato di grazia al dir poco eccezionale. “Different Shapes” è l’album della definitiva maturazione del gruppo nel senso che il gruppo manovra il sound a proprio piacimento con grande maestria. Non chiedetemi di dire a quale chiesa stilistica appartenga il quintetto. I DGM suonano vero heavy metal, punto e basta. C’è da divertirsi ascoltando questo prezioso dischetto. Passaggi heavy si alternano ad altri più mediati. Screaming potentissimi framezzati da cori di sicuro impatto. Solismi preziosi alternati da un lavoro incredbile di chitarre corposo e coeso. Alternanza di umori e mood. Partiture power, epic, hard rock, speed ed altro ancora. Invece di cercare il solito gruppo finnico o tedesco, andate a acquistare “Different Shapes”. Un album di vero heavy metal lontano miliardi di anni luce dal solito “trendismo” del… e suonato da musicisti con passione ed impegno. E poi, i DGM sono un gruppo molto apprezzato all’estero, anzi li accolgono a braccia aperte!

Emanuele Gentile
:: DGM - Momentum - (Scarlet Records - 2013)
Ammettiamolo, i DGM sono la band metal più tecnica del nostro panorama italiano! Lo sapete come sono spesso diretto e schietto su certe cose, anche nel sostenere che il cantante è il 60% della band. I DGM non avevano mai avuto un cantante all’altezza della loro bravura, sino a quando sono giunti ad averne uno fantastico come Mark Basile!
Cosa cambia? Semplice: tutto! Perché chiaramente ti trasformi in un’altra band, in una band in questo caso assurda, perché Basile oltre ad essere super bravo, è dotato di una tecnica e timbro sublime e di una potenza ineguagliabile in Europa.
Ecco dunque i DGM arrivare al secondo lavoro con Basile, diciamo il terzo (se dobbiamo essere pignoli) perché c’è un ottimo best dove la band riregistra dei vecchi brani con l’attuale super cantante; che dire di questo “Momentum”? Semplicemente bellissimo: negli anni, la band capitolina (sicuramente figlia di tanti miti dei vari componenti) ha creato un suo stile senza per questo risultare simile a nessuno, un rischio che si corre spesso nel prog-power. Al contrario, grazie alla sua bravura la band ha creato un suo stile e un proprio sound di sicuro figlio di tante altre, ma unico come mai si era sentito in questi anni.
A farla da padrona è la melodia, e anche la tecnica del combo non si spinge mai al punto di rovinare il contesto musicale (e qui di tecnica si ne spreca), grazie al sapiente uso di tempi sincopati che si vanno a ramificare e incastrare con lo stupendo lavoro vocale di Basile.
Tante staffette di chitarre e tastiere, che vanno a ricordare i migliori Symphony X, per me band spenta e che ha esaurito la sua vena compositiva, cosa che invece non riguarda i nostri DGM! In più, questa volta la prog band italiana ha cercato di essere più diretta senza perdersi in brani troppo lunghi o complessi, garantendo così un grip maggiore e una certa immediatezza a questo “Momentum” senza snaturare il proprio stile.
In pratica un disco che non fa acqua da nessuna parte, perfetto, come su detto… bellissimo! Ogni brano ha una sua bellezza: basta ascoltare la prima traccia “Reason” (che vede Russ Allen come ospite) per capire con cosa abbiamo a che fare, per passare subito a “Trust”, brano che parte con un riff bellicoso figlio dell’hard’n’heavy miscelato al prog, che dopo una strofa tranquilla presenta un ritornello quasi da commozione. Ecco dunque giungere “Universe”, classico brano power prog seguito da “Numb”: riscaldati abbastanza, i DGM fanno capire di che pasta sono fatti dando sfoggio di quel DGM style di cui parlavo sopra, con la band riesce ad amalgamare il metal con le ritmiche funky, praticamente incredibile! Si passa a “Repay”, dove l’eccezionale band si ammorbidisce per dare vita a una power ballad di una bellezza fine e sublime. Dopo la ballatona la band torna cattiva con “Chaos”, che per l’occasione vede ospite il chitarrista Viggo Lofstad, axeman di un’altra prog band che io amo tanto, i Pagan’s Mind, il cui apporto si traduce in una serie di riff di matrice thrash che si trasformano in ritornelli dalla melodia fantastica; proprio su questo vorrei chiudere, perché rischierei di essere monotono per la bellezza che i DGM sono stati capaci di sfoggiare… mentre ascolterete “Momentum”, chiudete gli occhi per un attimo e vedrete che farete un viaggio spettacolare! Dieci e lode!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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:: DGM - The Passage - (Frontiers Records - 2016)
Già ribadito in altre recensioni, i DGM sono la migliore metal band che abbiamo in Italia!
Se qualcuno ha ancora dubbi e vuole contestare la mia affermazione, allora abbia il coraggio di vederli suonare dal vivo e poi ne parliamo!
Bene, bando alle ciance e arriviamo al dunque! “The Passage” è il disco numero non lo so della band… ma so per certo che è il terzo in studio di inediti da quando nei DGM è entrato Mark Basile! Questo è quello che conta: senza denigrare o offendere i suoi predecessori, Mark Basile è il cantante giusto per questa band… semplicemente è il cantante dei DGM!
Entriamo nel cuore di questa nuova stupenda fatica, la prima alla corte della Frontiers, che già da mesi come suo solito fa gran pubblicità, anticipando il disco con il bellissimo singolo e videoclip apripista, “Animal”. La canzone in questione era uno di quei brani che io chiamo “accelera e cammina”... e quindi? Magnifico, lo avrò sentito più volte senza mai stancarmi; perché le vere band si misurano musicalmente non solo dalla roba ultra tecnica (su cui i DGM sono davvero maestri) ma anche semplicemente da queste cose.
La cosa che da subito ha messo in risalto il nuovo singolo è la qualità compositiva, che disco dopo disco si eleva fino a raggiungere qualità assurde; produzione da sballo da far rizzare i capelli a qualsiasi produttore del mondo metal; e su questo vorrei soffermarmi e ribadire – ma senza essere monotono – parlando di Simone Mularoni, chitarrista della band, nel suo ruolo di produttore, perché sono anni che questo signore ci regala produzioni da capogiro, di livello straordinario, donando competitività a qualsiasi cosa metta mano; soffermandosi su “The Passage”, la produzione farebbe davvero invidia a tutti, senza limiti.
Passando al livello compositivo, mai la band era riuscita a comporre un disco di così grande qualità, il mio preferito negli anni è rimasto “Frame”, ma di sicuro questo lo spodesterà, un vero condensato di prog-power come mai nessuno negli ultimi anni aveva mai composto. Nemmeno i maestri Symphony X sono mai riusciti a metter su roba del genere, con diversi cambi di tempo che si vanno a mescolare a delle linee melodiche che fanno di sicuro la differenza con il resto del mondo.
Mark Basile echeggia a destra e sinistra con le sue melodie e con la sua magnifica ugola, senza mai strafare né appesantire e incastonandosi magnificamente nei riff magnifici di Mularoni, grande anche nella sezione solista, accompagnato da un Casali spaventosamente bravo negli arrangiamenti di tastiera e soprattutto nel fare i mitici soli all\'unisono con Mularoni… (vedeteli dal vivo, sembra quasi che si divertano).
Spesso quando si ha davanti un disco di questa levatura, si recensisce brano per brano, ma questo “The Passage” non ha bisogno di essere spezzato, per la bellezza e la varietà compositiva che ci regala, passando dalla semplicità di “Animal” alla bellissima “Ghost Of Insanity” che menziono in quanto brano quasi dai sapori gothic, quasi inedito come sound per il quintetto, anche per via del bellissimo duetto che Basile intraprende con Tom Englund degli Evergrey.
Chiaramente se avete voglia di spaccarvi le ossa passate alla traccia 5, “Fallen”, e fate scuotere la testa!
Dopo tutte queste belle parole è inutile stare qui a parlare della facilità di ascolto che ha questo disco, cosa che molte band prog-power negli ultimi anni hanno davvero dimenticato! Ma io so perché i DGM hanno un attributo di più degli altri: semplicemente... sono italiani!
PROMOSSO A PIENI VOTI!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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