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:: Cream Pie - Dirty Job - (Autoprodotto – 2008) Una bella passeggiata sui boulevard losangeliani questo Dirty Job dei baresi Cream Pie. Epoca? Anni ottanta ovviamente. Perfettamente calati nell’estetica che caratterizzò le band che più di un ventennio fa scorazzavano nella Città Degli Angeli, questi quattro ragazzoni (anche se attualmente la line-up ha subito dei cambiamenti) riescono a non apparire anacronistici anche senza cedere alle lusinghe delle sonorità industrial che tanto affascinano i glamster odierni e che il più delle volte si rivelano soluzioni pacchiane. Il suono del cd è crudo, ruvido e stradaiolo, e non nasconde una certa attitudine punk. E’ un disco macho e sessista che gioca con i cliché, ma che non si prende mai sul serio, grazie a una abbondante dose di autoironia. L’iniziale “Leave In Coma”, “Tokyo Nightz”, “Hot Sensation” e “Hungry For Mayhem”, sono i brani più gradevoli. Citazione particolare merita “Electric Blue”, che ci fa tornare con la “memoria” a tante nottate dei primi anni novanta. Un disco da party per tutti coloro che non hanno dimenticato come ci si diverte a una festa.
Voto: 7/10
g.f.cassatella
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