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Reviews - Cradle of Filth
:: Cradle of Filth - Hammer Of The Witches - (Nuclear Blast - 2015)
Come ogni persona sana di mente che ha superato egregiamente il complesso di Edipo prima e la sfida all’autorità dopo, e che dunque non prova più nessun tipo di piacere ad andare in giro con lo smalto nero e le maglie tremende con i vampiri figlie di EMP e altri cataloghi per minorati, non ascolto un disco per intero dei COF da anni. I primi erano carini, persone che ne capiscono più di me li ritengono addirittura seminali e io gli credo. D’altronde, vuoi o non vuoi i video clip dei singoli te li ritrovi sempre in bacheca su FB e dunque li ascolti. Ecco ascoltando i singoli degli ultimi COF l’idea che mi ero fatto era più o meno quella di avere a che fare con una band che sì, vende alle stesse persone che l’anno prima compravano i dischi di Hannah Montana, ma che perlomeno era riuscita a trovare una sua seconda vita/strada fatta di canzoni carucce con la tastierina tetra che si fanno ascoltare. Ma io avevo ascoltato solo i singoli e non un disco intero. Ora, vuoi per l’età che avanza e quella voglia irrefrenabile di nuove avventure e pericoli (così, tanto per capire se hai ancora qualche cartuccia da bruciarti) ho deciso con un pizzico di incoscienza di ascoltare questa pippa di disco. Ascoltando questa tremenda boiata, ho subito capito che le mie impressioni erano del tutto errate: dunque, i COF sono una band che ogni anno fa un singolo carino (dove probabilmente si impegna un attimo di più) e poi stampa un disco con il singolo, una canzone più o meno simpatica e altre 5 canzoni di totale riempitivo e insensatezza assortita, giusto per arrivare a 40 minuti o poco più, per poi vendere 20.000 copie a 20.000 sciacquette darkeggianti in sovrappeso che frequentano la IV ginnasio e andare in tour per portare a casa la pagnotta. Ora comunque vorrei spendere una piccola riflessione sui suoni/produzioni Nuclear Blast: queste produzioni sono talmente pompate che fanno venire il mal di testa, sono realmente fastidiose all’udito, sono un vero e proprio crimine contro l’umanità. Io non so cosa sia passato nella mente a quel tecnico del suono che un giorno – a inizi anni 2000 – ha partorito questi suonacci di merda diventati poi lo standard delle majors; il poveraccio forse era strafatto di droga e stava scherzando, ma è stato preso sul serio. Questi suoni sono per la musica l’equivalente del cioccolato del discount per l’alimentazione umana. All’inizio ti sembra di toccare il cielo con un dito, dopo pochi minuti ti rendi conto di essere nella merda fino al collo, talmente è dolce e tossica quella roba. Se volete una recensione più approfondita di questo disco andate sulle webzine big del settore, lì in cambio di un bonifico è stata sicuramente infarcita una disamina più o meno seria di questo coso. Qui non ci paga nessuno purtroppo.
Voto: 2/10
Simone Laviola

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www.cradleoffilth.com
:: Cradle of Filth - Nymphetamine - (Roadrunner - 2004)
E tornano anche i vecchi cari Cradle of Filth. L’ultima volta gli avevo lasciati all’interessante “Midian”(2000) dopo ho cominciato ad evitarli a causa di alcune scelte decisamente opinabili (come la deviazione verso il gothic più commerciale).
Con un alcune riserve ho accettato di recensire questo doppio, in versione digipack, del loro nuovo lavoro “Nymphetamine”, che si presenta curato veramente bene nell’estetica. Insomma la Road Runner paga bene, tanto quanto la Sony. Non nascondo che mi fa un po’ ridere parlare di un gruppo black metal affiliato ad una grossa label.
Questo è la facciata esterna; andiamo al discorso musica:
Orbene, l’album non è malvagio anzi mi sono dovuto ricredere: i pezzi presentano delle intelaiature decisamente death, nel costrutto dei riffs e delle armonie; ovviamente non mancano le “smandolinate” tipiche del black metal nord europeo, riconoscibili fra un milione. Sembrerà strano ma troviamo anche le armonizzazioni topiche dell’ heavy metal targato Iron Maiden! Insomma, un piatto ricco di stili, per tutte le orecchie. Anche qualche strizzata d’occhio anche all’elettronica.
Ah non mancano le sorprese. Tre cover fuori da ogni contesto vengono “filthizzate”.
Abbiamo in ordine d’apparizione “Devil Woman” di Cliff Richards con ai cori un altro baldo giovane votato al bodypanting: mr. King Diamond.
Vi è poi una versione abbastanza cattiva di “Bestial Lust” dei mitici Bathory (Quorthon r.i.p), eseguita senza mezzi termini tra tempi serrati e piccoli inserti elettronici.
Segue poi una versione del classico targato… e mi vergogno anche a dirlo visto che anche i muri lo sanno, “Mr. Crowley”, eseguito in maniera molto strana: l’intro di tastiera è eseguito come l’originale, con gran gusto, il ritmo della strofa risulta, a mio avviso, troppo spezzata rispetto all’originale decisamente fluido, la parte dei soli invece è estremamente accattivante anche se verso la fine si scema verso un classico finale power metal epic.
In generale dovremmo essere abituati allo standard dei C.O.F: ogni album una sorpresa come le uova Kinder. Ovviamente, chi come me, inveterato amante del black metal crudo e qui cito chi di dovere: Darkthrone, Immortal, Emperor, Burzum, Mayhem, Bathory e Nokturnal Mortuum, sicuramente preferirà i Cradle della stagione di “Principle of evil made flesh” o di “Dusk and her embrace”. Purtroppo i tempi cambiano e non sempre in meglio, anche se quest’album è tutt’altro che spregevole, forse un po’ troppo dispersivo ed in alcune trovate un po’ monotono. Poi la devo dire, la cosa che detesto di più è quando Dani canta sulle armonizzazioni delle chitarre. E’ terribile. Tuttavia la godibilità del doppio lavoro è assicurata.
BUONO

MURNAU
:: Cradle of Filth - Peace Through Superior Firepower - (Roadrunner records - 2005 - DVD)
Comincio subito questa recensione dicendo che i C.o.F. non sono assolutamente il mio gruppo preferito ma, bisogna ammetterlo, sono stati, e sono tutt\'ora, uno dei pilastri del black sinfonico internazionale (anche se, personalmente, preferisco i Dimmu Borgir).
Ma bando alle ciance e passiamo alla recensione di questo DVD, composto dal concerto tenutosi il 2 Aprile 2005 all\' Elysèe Montmartre di Parigi e da una bella fetta di materiale extra (backstage footage, video, interviste, fotogallery) che certamente farà la felicità di tutti i fans della band spari per il globo.
Lo show dei vampiri è impeccabile: il gruppo c\'è (ottimi i chitarristi) e sfodera una prestazione veramente buona che infiammerà una sala piena di fans urlanti. L\'audio è quasi da disco (a parte il volume della voce, a mio parere un po\' bassino) e anche la scaletta, che i sei snocciolano in una buona ora e mezza, è azzeccata: Gilded C*unt e Mannequin sono travolgenti, ma c\'è spazio anche per classici come The forest whispers my name, uno dei pezzi da me preferiti. Dani \"er monnezza\" appare decisamente imbolsito, ma devo dargli atto che si spacca per rendere al meglio durante l\'esibizione e la sua voce, tra growls infernali e urla lancinanti, resiste bene fino alla fine dell\'esibizione. Molto valido in sede live anche il batterista Adrian Erlandsson, anche se non mi stancherò mai di elogiare e rimpiangere quel bravissimo quintale e mezzo di batterista che risponde al nome di Nicholas.
Gli extra sono davvero succosi: a parte la canonica parte relativa alle foto e ai video, ci sono due divertenti documentari che mostrano quanto possa essere \"esplosiva\" (chi guarderà il DVD mi capirà) e decisamente alcolica la vita dei musicisti professionisti di origine Anglo-americana, sempre pronti a fare caciara, ad aspirare colluttorio dal naso e a compiere altre amenità in puro stile Jackass, e ad autografare tette a tutto spiano... this is rock\'n\'roll !!!
Un DVD davvero bello questo \"Peace Through Superior Firepower\", che sicuramente non farà rimpiangere i soldini spesi per l\'acquisto.
:: Cradle of Filth - Principle of evil made flesh - (Cacophonus rec. - 2004)
I Cradle of Filth non sono mai stati una delle mie band preferite ma ne ho comunque apprezzato il lavoro, che in alcuni spunti molto ambient mi ricordava i loro colleghi norvegesi Carpathian Forest, che solo due anni prima, avevano dato alle stampe quel “Bloodlust and perversion” che è un po’ la pietra miliare di certo black/ambient.
Rimpiango molto i vecchi Cradle of Filth, quelli del vero black metal sulfureo e vampirico, non quelli di oggi, oramai fagocitati dallo star system trendista e antiqualitativo e proprio in memoria dei vecchi tempi mi accingo a recensire la prima opera degli inglesini black metal, intitolata “Principle of evil made flesh” e qui a farla da padrona troviamo il buon black metal che non mente e non muore. Ritmiche pesanti e serrate, di chiara scuola death, si mischiano con inserti di tastiera dalle sonorità molto decadenti e tardo ottocentesche, come nella migliore tradizione dei C.o.F. Senza contare poi l’alternanza di brevi intro’s e strumentali di tastiera molto cupi e ripetitivi, tipico di una formazione musicale improntata anche,se non soprattutto, sull’ambient.
Certo, siamo lontani dal black,dai suoni quasi apocalittici dei Burzum o dei Mayhem o dalle follie pagane, oltre che di quest’ultimi, anche dei Bathory e dei Darkthrone. Sembrerebbe più un black metal cinematografico. Infatti non mi stupirò se un domani i C.o.F saranno chiamati ad incidere qualche colonna sonora per film sui vampiri. Purtroppo oggi, questa band è un fenomeno di mercato, conosciuto anche da piccoli metallari appena approdati sulla scena. Ma i veri Cradle… oramai sono persi nelle nebbie dei tempi.
I brani sono tutti da segnalare. Proprio tutti.
Buon black non mente

MURNAU
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