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Reviews - Coldseed
:: Coldseed - Completion Makes the Tragedy - (Metal Mind – 2015)
Sempre per il ciclo di ristampe che sta mandando avanti la Metal Mind Records questa volta tocca ai Coldseed con il loro “Completion Makes the Tragedy” uscito quasi un decennio fa per la Nuclear Blast.
Questo primo ed unico disco della band pubblicato appunto nel 2006 porta la firma di grandi artisti, infatti questa è una band che raccoglie al suo interno membri o ex-membri di importantissime band della scena metal mondiale come Thomen Stauch alla batteria (Savage Circus, ex-Rhapsody of Fire, ex-Blind Guardian), Oliver Holzwarth al basso (ex-Rhapsody of Fire, ex-Blind Guardian, ex-Tarja in live), Mi Schuren alle tastiere (Savage Circus, Blind Guardian), e ultimo ma non ultimo il grande vocalist e frontman della band Bjorn Strid (Soilwork, Terror 2000). Tutti nomi di altissimo livello insomma, livello non rispettato dal loro lavoro insieme.
“Completion Makes the Tragedy” con il suo heavy metal molto moderno e con moltissimi innesti groove e industrial metal risulta essere però molto immaturo e più simile ad un album d’esordio di una band novizia del panorama musicale, che di una i cui membri hanno esperienze più che decennali in studio. Ovviamente però dal punto di vista tecnico l’album è inattaccabile, e allo stesso modo da quello del livello della produzione, che risulta altissimo. Resta però un lavoro poco entusiasmante, che non si presenta neanche bene dato che la cover sembra la copertina di un film fantasy di serie B.
Quello che manca a questo progetto è una grossa dose di carattere, perché sono palesemente unite le varie note caratterizzanti i vecchi progetti dai quali provengono i membri della band senza un tocco nuovo ed originale. C’è troppa diversità in questo lavoro: groove, industiral, heavy, metalcore, gotic, tutto compresso e schiacciato in un solo album. Sarebbe da apprezzare il tentativo, ma, almeno per quanto mi riguarda, non allo stesso modo il risultato. L’unico brano che forse varrebbe la pena di essere ricordato è “At Last”, dodicesimo ed ultimo brano del disco.
Detto questo, come considerazione finale direi che su questo lavoro avevo un’aspettativa molto alta, che mi è crollata già dai primi ascolti di questo disco.
Antonio Paolillo
Voto: 5/10

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