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Reviews - Ciementificio
:: Ciementificio - Marcia marcia - (Dysfunction Records - 2012)
Allora, cosa aspettarsi da una band che cita tra i ringraziamenti le polpettine dell’Ikea, svariate marche di birra, Frate Metallo e gli Slayer, gli Slayer e ancora gli Slayer? Grande connivenza e affinità, ovviamente! Non sono mai stato un gran conoscitore di Atroci, Longobardeath e Nanowar (anche se con questi ultimi sto recuperando alla grande, negli ultimi tempi…) ma ho sempre pensato che l’etichetta “metal demenziale”, in accostamento al rock demenziale di Skiantos e Elio, non renda vera giustizia al fenomeno descritto. Non tanto per i contenuti (anche a livello grafico e visivo molti dei gruppi summenzionati giocano sul particolare contenuto dei testi), ma per il fatto che simili esperimenti, anche noti come gli Elio e le Storie Tese del metal, presuppongono una padronanza degli strumenti paragonabile a quella che i vari cubisti e surrealisti dovevano possedere come dato pregresso prima di iniziare a sperimentare e a rompere gli schemi.
In due parole, questi gruppi sanno suonare e si sente, dotati come sono di un livello tecnico superiore alla media. Ciò è valido anche per gli abruzzesi Ciementificio, che sin dal nome fanno della tipica ignoranza thrash metal la loro bandiera! Il loro “Marcia marcia” osanna il thrash sia dal punto di vista musicale che estremizzandone il messaggio di rottura e denuncia, come avviene nella violentissima “Tronista sei il primo della lista” e nella rockeggiante “Il treno della morte”. “Rapimento alieno” mette in evidenza l’ottima tecnica chitarristica, e testimonia anche la passione del chitarrista Tizzj per i guitar heroes della Bay Area come Alex Skolnick; i riferimenti ai Testament non si fermano qui, perché “Il faraone riccone” insegue il tecno-thrash con il suo riffing intricato guidato dal basso, mentre “Pogo alla volta” (titolo geniale!) mostra il singer Bonasone in gran forma, con il suo timbro abrasivo a metà tra Chuck Billy e il New York hardcore. Potremmo citare brani all’infinito, ma una menzione particolare va ai divertenti doppi sensi del blues di “Maiala”, e alle tantissime variazioni di “Io e te tre metri sotto terra”, praticamente una suite di undici minuti e mezzo con ampio spazio ad assoli, variazione in ¾ e ripresa devastante… povero Scamarcio! Se non siete ancora convinti della professione di fede dei Ciementificio, ascoltate “I love you thrash metal” e commuovetevi dinanzi a tanta devozione; se infine siete tra quelli che pretendono una dose minima di serietà anche nel thrash metal, provate a tradurre i testi di certi Anthrax e dei Tankard (ma anche dei migliori Helloween, per tornare al discorso sulla rispettabilità del sottogenere), e soprattutto fatevi una sana risata, una buona volta! Considerazione transitoria e finale: fino al 19 dicembre “Marcia marcia” sarà disponibile gratuitamente sul sito della band, affrettatevi e soprattutto… non perdeteveli dal vivo!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

Contact:
www.ciementificio.com
:: Ciementificio - Rosso Sangue Bianco Ossa - (Demo - 2007)
I Ciementificio sono nati per caso e con il fine ultimo di diventare il migliore gruppo della storia (non è specificato nelle note biografiche di quale storia). Unica band al mondo a calcare le assi di un palcoscenico all’indomani della fondazione, con Rosso Sangue Bianco Ossa arrivano all’esordio discografico. Il genere proposto è un thrash metal in stile Bay Area, ma ciò che colpisce durante l’ascolto è l’aspetto lirico. Testi ironici e demenziali, ma dai contenuti poi non tanto stupidi. Si sa, ai giullari era permesso di dire tutto al re, anche le cose più scottanti, salvo poi ritrovarsi decapitati. Ma questo è il prezzo da pagare per la verità. Brani quali “Zom-B”, “La Luce Blu Sotto”, “Vacche, Zopito, Cemento” (una sorta di canzone a la Modena City Ramblers in versione thrash con tanto di citazione dotta di una famosa canzone di Celentano…) e l’inno vegetariano “Macedonia Di Interiora Bovine”, vi faranno muovere la testa su e giù (niente di porno in questa metafora, sia ben chiaro) e ridere, oppure ridere e muovere la testa su e giù (anche sta volta non è una metafora a sfondo sessuale). Lasciate che il c(i)emento entri nelle vostre case…
Voto: 7/10
g.f.cassatella

Contact
www.myspace.com/ciementificio
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