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Reviews - Chromium Hawk Machine
:: Chromium Hawk Machine - Annunaki - (Black Widow - 2017)
In letteratura o al cinema si chiamerebbe crossover. Due eroi della fantascienza, alfieri delle esplorazioni planetarie, che si incontrano a un certo punto del loro cammino astrale. In questo caso, però, l’ambito di riferimento artistico è la musica, e i due eroi esistono in carne ed ossa. Parliamo del britannico Nick Turner e dello statunitense Helios Creed, cioè due delle menti principali dietro a quei pezzi di storia che rispondono al nome di Hawkwind e Chrome. Il rendez-vous è avvenuto a metà strada, tant’è che questo nuovo progetto prende il nome di Chromium Hawk Machine, giusto per non scontentare nessuno, e vanta un terzo elemento nell’equipaggio, Jay Tausig (batteria, synth e basso). Il risultato di questo meltin pot è un doppio cd permeato dalle energie cosmiche. Forse un po’ caotiche, figlie del caso, ma che rispettano certi equilibri incomprensibili a noi terrestri. Se conoscete i personaggi coinvolti sapete già cosa aspettarvi, space-psych rock di prima categoria. L’energia dei tre è trascinante, stordisce (sballa), a volte pare fuori controllo, quando il trio si perde in lunghe jam spaziali che hanno il proprio apice nei trenta minuti e passa di “Crying Moon, Dying Sun”. Probabilmente l’ago della bilancia pende più dal lato dell’inglese, forti sono i richiami agli Hawkwind, non fosse altro per il suono del suo inconfondibile sax. Ma poco importa, il bello di questo doppio album è quello che libera dai pensieri e anche dalla forma, è un magma di note irruente, e il naufragar m’è dolce in questo spazio siderale. Un plauso alla Black Widow, etichetta sempre controcorrente e coraggiosa, che ancora una volta con un disco come questo “Annunaki” ha reso possibile l’incontro di due mondi e due storie solo apparentemente distanti anni luce.
Voto: 8/10
g.f.casatella

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