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Reviews - Children of Bodom
:: Children of Bodom - Are you dead yet? - (Roadrunner - 2005)
Dal lago di Bodom si pensava che non sarebbe mai più saltato fuori nulla di degnamente paragonabile a capolavori del calibro di Hatebreeder o Something Wild ma quando si ha a che fare con Alexy “Wildchild” Layo mai dire mai!
Ed eccoci ad ascoltare l’album della riscossa dei Children of Bodom, tasso tecnico altissimo, melodia a palla, cambi di tempo frequenti e sempre azzeccatissimi, questi gli aggettivi che più si addicono ad un album dalla fattura eccelsa e dal sound più maturo.
Purtroppo dopo virtuosismi tipici, ritmiche vibranti e linee vocali very “Wild” mi accorgo che i 9 brani dell’album non mi hanno dato il tempo di finire la recensione che dopo 38min rimugina già i riff della moderna opening track “Living dead beat” e si rende conto che a questo disco bisogna fare tanto di cappello.
Mai noioso e mai scontato persino nella semi-ballads “Punch me I bleed” dove le atmosfere si fanno cadenzate assolutamente fantastico in pezzi dalla chiara matrice bodomiana come “If you want peace... prepare for war”, veloce diretta e caratterizzata da tecnicismi esaltanti sia a llivello ritmico che dal punto di vista dei soli.
La title track senza dubbio resta il fiore all’occhiello dell’opera, che si colloca tra le vette delle ultime release mondiali, un pezzo moderno da considerare come chiara indicazione sulla strada intrapresa dai finnici.
A mio parere un cd completo, dinamico, moderno dove non si scarta nulla, 9 tracce per una furente gita al lago...

Grawl Malcom & Co.
:: Children of Bodom - I Worship Chaos - (Nuclear Blast - 2015)
Cosa aggiungere ad una qualsiasi recensione dei Children of Bodom? Niente, credo! Tutto è stato detto, tutto è stato scritto… e in buona parte, condivido quelle parole. Vi esprimo in sintesi quello che ho colto per voi in “I Worship Chaos”: sembra banale, ma è davvero un buon disco, “alla Children of Bodom” per intenderci; prodotto tra il Danger Johnny Studios e il Finnvox Studios di Helsinki (per missaggio e mastering); con tre bonus track – o meglio tre cover – nella versione deluxe del disco; cito il fatto che nella cover di “Mistress of Taboo” dei Plasmatics la band vanta la partecipazione (alla voce) di Kim Dylla (aka) Vulvatron (Wednesday 13, Murderdolls, ex GWAR). Le altre cover sono “Danger Zone” di Kenny Loggins e “Black Winter Day” degli Amorphis. Come sempre, la tecnica è a livelli molto alti… buona la capacità compositiva e creativa nelle melodie; bella e d’impatto anche la copertina (e questa volta tocca al giallo!). Come “Halo of Blood”, questo nuovo disco è un passo indietro – senza smettere di osare però (soprattutto sulla via del Thrash Metal)… bravissimo come al solito il tastierista Wirman, davvero eccezionale; voglio anche ricordare che il disco è registrato con la formazione a quattro elementi, con Laiho che si occupa di tutte le chitarre, oltre a cantare (naturalmente). Davvero inutile (per il sottoscritto) sintetizzare “I Worship Chaos” con il track by track… perché è un disco molto vario – tra il classico sound della band e il suo passato recente – tra il melodic death metal e le sfumature thrash metal… tra violenza (sonora) e tecnica, con un sound incisivo e corrosivo, ma a tratti (anche) malinconico. Ebbene, il nono disco della band finlandese (in quasi 20 anni di carriera) è davvero un buon lavoro, d’impatto, che non annoia e che renderà felici i fan della band (e non solo)… un disco che va apprezzato solo ascoltando tutte le tracce – 10 in tutto, nell’edizione “normale”, 13 nell’edizione “deluxe”. In sintesi, niente di eccezionale alla fine… ma è pur sempre un prodotto di garanzia e che va apprezzato. Per me, è “sì”!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

Contact
www.facebook.com/childrenofbodom
:: Children of Bodom - Skeletons In The Closet - (Spinefarm - 2009)
Diciamolo chiaramente, e non nascondiamoci dietro inutili giri di parole: sono ormai parecchi anni che i Children Of Bodom hanno irrimediabilmente perduto la verve e la freschezza degli esordi, e ormai non fanno altro che sfornare dischi anonimi, quasi insulsi, in cui non fanno altro che riproporre pedissequamente le soluzioni stilistiche che li hanno resi celebri sul finire degli anni ’90. A malincuore ripenso a primi tre dischi della band finlandese, tre album che mi stupirono per il loro thrash-death gradevolmente melodico e mai banale, ed in particolare il primo, inarrivabile “Something Wild”, in cui le linee chitarristiche di Alexi Laiho e dell’ex Alexander Kuoppala si intrecciavano favolosamente con i corposi inserti tastieristici di Janne Wirtman, girò fino alla consunzione nel mio lettore cd. Poi però qualcosa andò storto: i Children Of Bodom si arenarono, virando magari maggiormente verso il thrash, e continuarono a produrre dischi via via più scialbi e monocordi. C’era quindi bisogno di ritornare sul mercato, a solo un anno di distanza dall’ultimo “Blooddrunk”, con una raccolta di cover, buona parte delle quali già pubblicate su vari tributi, EP o come bonus tracks dei precedenti album? Il problema di questo “Skeletons In The Closet” è che tutti i brani vengono reinterpretati nello stesso modo, senza tentare alcuna forma di sperimentazione o traslitterazione da uno stile musicale all’altro. Si prende semplicemente una canzone e la si risuona come un qualunque altro brano del repertorio dei Children Of Bodom, con l’ovvio abuso di tastiere, a volte addirittura fastidioso, e con la graffiante ugola di un Alexi Laiho che ormai gioca a fare il Lemmy della Scandinavia. Fare un buon disco di cover significa, per un musicista, rimettersi in gioco, riscoprendo radici musicali oppure stravolgendo in toto le canzoni originali. A tal proposito consiglierei l’ascolto di “Welcome to Carcass Cuntry”, raccolta di cover country-folk reinterpretate liberamente e follemente da Jeff Walker dei Carcass, disco che tra l’altro contiene una versione di “Just Dropped In” di Kenny Rogers sicuramente più interessante e piacevole di quella presente in “Skeletons In The Closet”.
Purtroppo i Children Of Bodom ci hanno deluso ancora, proponendoci un album buono solo per spillare qualche euro ai ragazzini. Così proprio non va.
Voto: 4/10
Marco Cramarossa

Track list:
1.Lookin\' Out My Back Door (Creedence Clearwater Revival)
2.Hell is for Children (Pat Benatar)
3.Somebody Put Something In My Drink (Ramones)
4.Mass Hypnosis (Sepultura)
5.Don´t Stop at the Top (Scorpions)
6.Silent Scream (Slayer)
7.She is Beautiful (Andrew W.K.)
8.Just Dropped In (To See What Condition My Condition Was In) (Kenny Rogers)
9.Bed of Nails (Alice Cooper)
10.Hellion (W.A.S.P.)
11.Aces High (Iron Maiden)
12.Rebel Yell (Billy Idol)
13.No Commands (Stone)
14.Antisocial (Trust/Anthrax)
15.Talk Dirty To Me (Poison)
16.War Inside My Head (Suicidal Tendencies)
17.Ooops!... I Did It Again (Britney Spears)
18. Waiting (King Diamond) – ghost track

Contact:
www.myspace.com/childrenofbodom
www.cobhc.com/
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