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Reviews - Cervix
:: Cervix - Contemplating Death - (Autoprodotto - 2007)
I Cervix nascono nel 2004 ad opera di Andrea Nencini ed M.. I primi lavori sono di impronta doom\\black, proposti in maniera ironica (il primo demo si intitolava Teach Children To Worship Sludge… chiaro riferimento al mini dei Dark Funeral). Il secondo demo, Suicide Youth, segna un lento distaccarsi dalla sonorità black. Allontanamento che si conclude con l’uscita di questo Contemplating Death. Il genere proposto è un alienante, quanto disturbante, mix di doom/drone e white noise/industrial. L’ascolto di questo album non è cosa semplice e richiede una buona apertura mentale. Già da “Prologue” si rimane spiazzati dal “rumorismo” del gruppo: due minuti e mezzo di rumore bianco e voci. L’intento del gruppo è quello di ricreare le sensazioni di un’aspirante suicida e le undici tracce del cd riescono in questo. Torno a dire che l’ascolto di questo cd è estremamente complicato e richiede una notevole apertura mentale: solo per i più “coraggiosi”.

g.f.cassatella

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:: Cervix - In The Red Night, A Roar… Slowly, A Chant Began… - (Cuckold Prod. - 2008)
Tornano i Cervix e lo fanno con un album grandioso. Messe da parte le scelte stilistiche (al limite del rumorismo) avevano reso eccessivamente criptico il precedente album Contemplating Death, oggi il gruppo ha spostato l’attenzione verso brani che possiedono la forma di canzone. Sia ben chiaro, il termine canzone va preso con le molle: ogni brano è una lunga litania doom\\drone dal sapore notturno e cerimoniale. Quindi niente ritornelli o parti da memorizzare, ma solo musica da interiorizzare. Dopo l’intro “…” parte il secondo brano “The Path Of Oirat”, il migliore pezzo del disco, drone condito da suoni etnici che danno al brano un’aura di sacralità, mistero e incubo. Il successivo “Oboo” è una lenta marcia verso il nulla; lenta e sofferente ‘sta canzone scandaglia l’anima dell’ascoltatore. Il cd si conclude con “The Water Of Life” il brano più “notturno” del disco che a me ha ricordato in parte gli Anathema del capolavoro Pentacost 111, pur mantenendo le peculiarità dei brani precedenti. Una nota di merito va all’etichetta che ha prodotto questo album in packing particolare: quasi un Lp in miniatura, veramente bello. Grande prova per i Cervix, disco consigliatissimo.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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