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Reviews - Carnality
:: Carnality - Dystopia - (Memorial Records - 2014)
A dispetto di una copertina ributtante (ma magari è proprio quello lo scopo), i Carnality mi sono stati simpatici sin dalle prime note. Sì, proprio perché il loro tutt’altro che delicato brutal death metal non si perde in giri di parole, non usa mezzi termini e giunge dritto al punto, quello di convogliare tutta la spietatezza possibile nelle dieci tracce che compongono “Dystopia”. La band riminese è attiva da tempo, pur se funestata da innumerevoli cambi di line-up, ed è al terzo episodio “ufficiale”, con una storia costellata da discreti risultati, sia sul fronte della critica che sulle opportunità di condividere il palco con nomi del calibro dei Necrodeath. Ma veniamo a “Dystopia”: l’opener “Abyssus Abyssum Invocat” è una furia che travolge tutto, sicuramente tra le tracce migliori dell’album nonché tra quelle più rappresentative, con la sua miscela di impeto sferragliante e ottima tecnica, soprattutto chitarristica. A questo proposito capita a fagiolo il graditissimo shredding di “Doomsday”, reminiscente di un certo death tecnico di matrice floridiana, a dispetto di una sezione ritmica non troppo varia che avrebbe altrimenti relegato l’episodio nell’ambito dell’ordinario. Certo, stiamo parlando di un disco al contempo brutale e tecnico, e in questa chiave vanno lette le concessioni ad atmosfere appena appena più aperte presenti su “The Right Of Oblivion” e “God Over Human Ruins” (sempre per merito del guitar work sia ritmico che solista dell’ottimo Marco Righetti), il mid-tempo molto particolare di “A Sysyphus Drama” che consente alle vocals di Luca Scarlatti di esprimersi al meglio, e i picchi di eccellenza della sulfurea “Lord of Drones” e del trittico finale “Silent Enim Leges Inter Arma”, vero e proprio caso di introduzione, svolgimento e risoluzione in uno schema non facile da riprodurre con un sound così poco compromissorio come quello dei Carnality. Una band che non scherza affatto, con un sound quadrato (pur se a tratti eccessivamente monolitico) che, pur ricordando da vicino i Nile e tutta la roba moderna che piace tanto a voialtri, riesce a non snaturare una spiccata personalità e un’evidente propensione alla cura dei particolari, di matrice tipicamente italiana.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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www.facebook.com/carnalityband
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