Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Burn After Me
:: Burn After Me - Aeon - (Nuvi Records - 2016)
Al di là della conoscenza e sensibilità di ognuno, ci sono opere letterarie che restano il simbolo di una civiltà, esattamente come lo sono le Sette Meraviglie del mondo moderno o magari i quadri più rappresentativi delle varie epoche pittoriche. Qui si parla di Dante, ma sarebbe lo stesso se citassimo Milton, Goethe, Cervantes o Virgilio, tanto per fare un po’ di nomi e citare altrettanti numi tutelari della cultura del Vecchio Continente. Ecco, i Burn After Me giungono al full length e lo fanno intraprendendo una di quelle imprese che in altri tempi avremmo definito colossali: parlo dei tempi d’oro della celluloide a stelle e strisce, o anche della grande stagione dei concept album rock e metal. Ben lungi dal richiamare qualsivoglia icona del passato nel proprio sound, il quintetto si lancia in un concept dedicato alla Divina Commedia disponendo di un sound moderno, pesante e con melodie vicine al Nu, ma con una tecnica che non ha nulla da invidiare al djent più estremo; roba che farebbe storcere immediatamente il naso ai puristi, eppure…. chi ha detto che le grandi storie epiche sono appannaggio dei soli gruppi power/classic? Nessuno, ecco la risposta. O meglio, la risposta è questo “Aeon”, dodici pezzi che seguono quel percorso dalla dannazione alla redenzione che è ben noto a chiunque mastichi la materia dantesca, anche solo per averne sentito parlare dal compagno di banco. Quando si parla di un gruppo come i Burn After Me, bisogna anche fare uno sforzo di analisi e valutare che per loro il concetto di “classic” si sposta dalla consueta costellazione 70/80 per abbracciare magari nomi apparentemente slegati tra loro come la vastissima scena post/core, gli Amon Amarth, i Fear Factory e magari – perché no – i DreamTheater. No, non sto parlando delle influenze (i Nostri sono ben lungi dall’assomigliare al quintetto di Long Island) quanto di epoche che girano e che ci offrono sempre nuovi riferimenti, almeno dal punto di vista stilistico (salvo il fatto che Petrucci sembra davvero essere la reale pietra di paragone per chitarristi del calibro di Niccolò Dagradi e Simone Folino). Le digressioni sono tante, ma la situazione di contrasto tra materia antica e sonorità moderne ce ne offre il destro, perciò siate clementi, o lettori! “Aeon” è un viaggio sulle orme di quello dantesco, in cui la band usa tinte ovviamente fosche in occasione dei passaggi infernali, per poi cambiare apparentemente registro una volta che la narrazione ci porta sulla montagna del Purgatorio e oltre, con gli arrangiamenti che offrono qualche concessione alla melodia restando però adeguati ad un contesto ciclopico e di ampia descrittività. I contrasti dunque continuano nei singoli brani, con le influenze prog (quasi crimsoniane) di “Chasm” che sfociano nella violenza “core” più iconoclasta, con la coda orchestrale che chiude la feroce “Phlegethon”, con le fredde architetture di “Right Fit” che ricordano i Voivod più melodici; come anticipato, su “Beatrix” fa capolino uno scampolo di melodia, mentre “Fixed Stars” e “Angels” vedono giganteggiare le geometrie arpeggiate delle chitarre, quasi ad omaggiare la materia trattata. Su “Aeon” la melodia fa capolino sui lidi più disparati, con orchestrazioni epiche eppure scevre di qualsiasi leziosismo. Il tutto ricorda molto alcune partiture cinematografiche moderne, fatto salvo per le bordate estreme che la band non risparmia all’ascoltatore e che hanno l’effetto di un cazzotto ben assestato quando meno te l’aspetti. Bella prova, Burn After Me!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

Contact
www.burnafterme.com
www.facebook.com/BurnAfterMe
<<< indietro


   
Rainbow Bridge
"Dirty Sunday"
The C. Zek Band
"Set You Free"
Buzzøøko
"Giza"
Carnera
"La Notte Della Repubblica"
The Doomsday Kingdom
"The Doomsday Kingdom"
Northway
"Small Things, True Love"
Kill Your Karma
"What Hides Behind The Sun"
L’Ira Del Baccano
"Paradox Hourglass"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   

This text will be replaced

Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2016 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info

Powered by RWdesignstudio.net

admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild