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Reviews - Brian Maillard
:: Brian Maillard - Melody In Captivity - (Autoprodotto – 2008)
aveva fatto pensare al peggio. Metti la copertina, sicuramente non tra le più azzeccate, dove il biondissimo chitarrista svizzero campeggia in uno sfondo tra il futuristico ed il glam. Metti la lettera di accompagnamento che mi annunciava questo prodigio chitarristico dell\' ”Accademy of Music” che aveva sfornato un album di prog strumentale. “Oh mamma! Un album di pura didattica di chitarra moderna”, è quello che avevo pensato. Insomma c\'erano tutti gli ingredienti giusti, per indurmi a stappare un paio di birre prima dell\'ascolto dello stesso. Ma non appena il mio lettore mi ha lanciato nel viaggio in questo “Melodies in Captivity”, mi sono dovuto ricredere. Brian è un musicista di grandissima esperienza, ha militato nei Dominici, la band del primissimo cantante dei Dream Theater, e nei Solid Vision ed è dotato di un gran talento e di una tecnica raffinata.
L\'album sfornato è, sicuramente, piacevole e la registrazione è degna di nota, così come gli arrangiamenti ben curati e mai banali. Il suono che viene fuori da “Melodies in Captivity” è pulito e preciso...forse sin troppo, a tal punto da rendere il tutto poco vicino alla mia natura umana (troppo umana, come disse qualcuno più celebre di me). L\'ultima fatica di Brian Maillard può rendere felici i sostenitori più oltranzisti della precisione e della pulizia, della tecnica e della musica, intesa come pura dottrina, mentre è assolutamente da evitare per gli amanti di quel rock Zeppeliano o Sabbathiano, sporco, cattivo e che non ripudiava imperfezione nel recording. Degne di nota sono le song “Implore”, dove Brian tira fuori il suo lato oscuro, e “Wicknedness”, molto più leggera nell\'approccio con sterzate di quel bel rock ignorante (inteso come senza pretese) e duro.
In definitiva un album che gli amanti del prog possono amare, e tutti gli altri ignorare o disprezzare.
Voto:6/10
R. Doronzo

Contact
www.myspace.com/brianmaillard
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