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Reviews - Bludvera
:: Bludvera - Terrorform - (EBM Records - 2012)
Ep lungo (con sette tracce) per questa band britannica alfiera del revival thrash in terra d’Albione. Se la tradizione del genere oltremanica è stata avara di grandi nomi – mi vengono in mente i Sacrilege e gli immensi Sabbat tra gli altri – è pur vero che oggi questa ondata investe pressoché ogni angolo del pianeta, e la EBM Records, etichetta messicana specializzata nel genere, è qui a testimoniarlo. Cosa rende i Bludvera una spanna sopra la maggioranza degli altri gruppi che ho ascoltato di recente? Semplice: un singer convincente e delle vocals ben congegnate sia nelle linee principali che nella scelta dei cori, come è evidente sin dall’opener “Reanimate”, in cui il cantante Scott emerge sia per il suo timbro graffiante e disperato, sia per i pattern ritmici delle sue linee vocali che non soffrono mai di quei momenti di stanca tipici di alcuni fastidiosissimi singers che sono stati (e sono tutt’ora) la rovina di questo genere. Se Scott si pone come mattatore del combo di Liverpool, grazie anche ad una performance torrenziale su “Citizen monopoly” e sulla title-track, le chitarre di Patto e Joey emergono in più punti, a partire dalla citata “Reanimate” (davvero una bomba, un incipit perfetto), fino a “Voyage beyond the system” e “Conjure the dead”. E le chicche non finiscono qui: “Powerhouse” gioca con progressioni complesse, che si è soliti definire prog secondo un uso abusato del termine, dimenticando in effetti come le varie evoluzioni del thrash portino già in sé questi elementi senza la necessità di richiamare improbabili contaminazioni.
In sostanza, una band che dispone di capacità tecniche invidiabili che ne rendono gradevole l’ascolto anche grazie ad una rozzezza di fondo che non ne smuove di un millimetro l’impatto (per non parlare di una copertina pacchiana come poche, che riesuma il pattern del verde in puro stile Rodriguez): se dovessi azzardare un paragone, direi Exodus, ma prendete il riferimento molto con le pinze. In effetti è possibile individuare nella band la capacità di prendere il meglio della scuola americana e tedesca, mescolando le arzigogolate partiture della Bay Area di fine anni ’80 con l’immediatezza delle vocals teutoniche espressa dalla triade Kreator/Sodom/Destruction. E scusate se è poco…
Voto: 8/10
Francesco Faniello

Contact:
www.bludvera.com
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