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Reviews - Blood Thirsty Demons
:: Blood Thirsty Demons - Let The War Begin - (My Kingdom Music – 2010)
In concomitanza con la pubblicazione di Misanthropy, ultimo lavoro dei Blood Thirsty Demons, la nuova etichetta del combo, la My Kingdom Music, ripubblica Let The War Begin, secondo full lenght del gruppo di Cristian Mustaine. Siamo ben lontani dalle sonorità odierne della band, ben più vicine al thrash. Quel che si sente in LTWB è quanto più simile ci sia ai Death SS epoca Heavy Demons. Da fan della band di Steve Sylvester non posso che apprezzare le 10 tracce di questo lavoro (alle quali devono essere aggiunte le due bonus track “I Can’t Change This World” e “Black Sababth Medley”), onestamente, però, devo anche affermare che la band bene ha fatto a percorrere da Occultum Lapidem in poi un percorso più personale. Oltre che dagli autori di Black Mass, il sound risente delle influenze di tutta una serie di band che hanno fatto della teatralità in salsa orror il proprio trade mark, mi riferisco a Black Widow, Pentagram, Mercyful Fate e Angel Witch (forse i più vicini alla concezione musicale di Cristian, con il loro sound pre thrash). Il feeling oscuro che pervade questo platter è andato man mano scemando nei dischi successivi, in cui si è preferito l’impatto sonoro all’atmosfera. Per questo ritengo che LTB sia un passaggio obbligatorio per tutti quelli che conoscono i BTD attuali: non abbiate paura di aver paura!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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:: Blood Thirsty Demons - Misanthropy - (My Kingdom Music – 2010)
Sono convinto che molti dopo l’ascolto di Misanthropy, ultima fatica dei Blood Thirsty Demons, continueranno a bollare la band di Cristian Mustaine come novelli Death SS. Se già per il precedente capitolo discografico, il grandioso Occultum Lapidem, avevo indicato come tra queste due realtà i punti di contatto siano solo a livello tematico (sul piano stilistico la voce di Cristian può ricordare quella di Steve): l’horror. Musicalmente, mai come ora, i BTD sono una band thrash o al più speed metal. Megadeath, Annihilator e Testament, sono le influenze più lampanti. A queste vanno aggiunte quelle di band del calibro di Angel Witch e Mercyful Fate. Fatta questa premessa necessaria, passo a dirvi che questo Misanthropy è un grandissimo album. Forse una delle migliori uscite in ambito thrash partorite nel nostro paese. Peccato che siano venuti meno alcuni barocchismi presenti sui dischi precedenti, con conseguente perdita del fascino orrorifico. La produzione è migliorata rispetto a quella delle uscite precedenti, e il deal con la Ma Kingdom Mugic dovrebbe garantire una maggiore visibilità alla band. Tutto perfetto allora? No, un neo c’è, ed è la cover di “Come To The Sabbath” (Black Widow). Non mi piace come è stata reinterpretata, e poi verserà nuova benzina sul fuoco di chi considera i BTD una copia dei Death SS, avendo anche la band di SS in passato coverizzato lo stesso pezzo.
Voto: 8,5
g.f.cassatella

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:: Blood Thirsty Demons - Occultum Lapidem - (Black Funeral Promotion – 2009)
Da sempre bollati come emuli dei Death SS, i Blood Thirsty Demons, nel giro di poco più di dieci anni (4 studio album, un live), si sono guadagnati il rispetto dei metal fan. Se il paragone con la band di Steve Sylvester e Paul Chain non è stato mai negato dai BTD, bisogna anche dire che l’etichetta di cloni dei Death SS va un po’ stretta ai varesini. Pur rimanendo la storica formazione italiana una forte ispirazione (soprattutto l’album Heavy Demons), Cristian Mustaine ha assorbito nel sound della propria creatura influenze maggiormente metal rispetto a quelle dei Death SS (che vanno dal punk primordiale a un certo rock\\prog oscuro anni 60/70). Parlo di gruppi quali Megadeath, Angel Witch e e Mercyful Fate. Tutte queste band rendono il sound del gruppo lombardo più classicamente heavy e strutturalmente complesso (non mancano cascate di riff di matrice thrash o barocchismi). L’album, pur iniziando in sordina con “The Ancient Gods” (brano meno convincente del lotto, a mio avviso), pian piano cresce e regala piccole perle che rispondono al nome di “Tears Of Lies”, “I Will Die” (grandiosa!), “The Graves Are Open” e la title track. Un lavoro oscuro e trascinante. In definitiva un album di grande spessore, un disco che va a rinnovare la gloriosa tradizione musical occulta italiana. Supportate questa band!
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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:: Blood Thirsty Demons - Reborn - (Fall of Eden Records - 2014)
Talvolta è necessario fare un passo indietro per andare avanti. Questo è quello che è capitato ai Blood Thirsty Demons con Reborn, un disco che ci riporta indietro di almeno cinque anni, ai tempi di Occultum Lapidem, cancellando quasi Misantrophy (2010) e la sua virata thrasheggiante (anche se le novità non mancano, in primis una nuova etichetta, la Fall of Eden Records). Quindi il buon Cristian Mustaine (ancora una volta alle prese con tutti gli strumenti) ritorna a quel sound tipicamente in bilico tra Death SS, periodo Heavy Demons, Angel Witch e Mercyful Fate, una vera manna dall’Inferno per chi come me adora un certo metal classico dalle tinte orrorifiche. Le sensazioni buone iniziano subito con “Night of Full Moon”, song che contiene tutte le peculiarità descritte prima, e si districano bene nelle restanti nove tracce (su tutte spicca “After The Funeral”), forti soprattutto di un recuperato approccio tastieristico, che in passato si era perso. E le chitarre thrasheggianti che mi avevano colpito tanto in Misanthropy? Ci sono ancora, ma ridimensionate, più asservite alla causa di quanto non fossero nel predecessore. Certo non sono tutte rose e fiori, la produzione a mio avviso penalizza un po’ l’opera, pur ammantandola di un fascino underground che a queste latitudini stilistiche non fa male. Particolare poi la scelta della cover finale: già in passato i BTD avevano optato per un brano dei Black Widow (“Come To The Sabbath”, proprio su Misantrophy), la cosa che fa specie questa volta è che sia stata scelta “Hail Satan”, canzone meno celebre del gruppo inglese, contenuta nell’ultimo lavoro in studio di Clive Jones e soci: un atto di vero coraggio, visto che tanti attingono solo dal repertorio classico dei britannici! In definitiva un buon ritorno dopo un lungo silenzio, per una band che nel bene e nel male ha uno dei sound più riconoscibili della scena italiana.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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:: Blood Thirsty Demons - Voices From The Dark - (Barbarian Wrath - 2016)
Se graficamente (soprattutto cromaticamente) Voices From The Dark richiama il penultimo Reborn, dal punto di vista musicale le cose cambiano: l’ultimo nato in casa Blood Thirsty Demons segna un ritorno al passato. Sembra quasi che Cristian Mustaine, appagate le proprie smanie di thrash col progetto Human Degrade, abbia deciso di escludere, o comunque limitare, questa componente dalle sonorità della propria band principale. Chi ha seguito le sorti dei BTD sa che la formula Horror Metal degli inizi di derivazione Death SS piano piano ha inglobato al proprio interno influenze thrash. Mi sembra che VFTD in questo senso sia un notevole passo indietro, che riporta la band ai tempi dello splendido esordio In The Grave e del successivo Let The War Begin. Le differenze non sono solo musicali ma anche attitudinali: se nel recente passato si preferiva l’impatto all’atmosfera, oggi quest’ultima ritorna elemento principale. Il lavoro è così spettrale, aiutato in questo da una produzione non proprio laccata che ne accresce il fascino ferale. Perché si ritorna a respirare aria di cimitero, e se la conclusiva “Profanation” rende l’ennesimo tributo a Paul Chain, tutto il resto, dal rintocco delle campane dell’iniziale “The Ritual” in poi, è conforme alla tradizione Horror Metal italiana (diciamola tutta, l’unica forma di metallo nata nel nostro Paese). I ritmi lenti ed ossessivi diventano incalzanti in “Demoniac Possession”, una dichiarazione d’amore nei confronti dei Death SS di Heavy Demons. Certo le tastiere ricoprono un ruolo probabilmente più importante rispetto al passato, dettando la linea melodica malata e mortifera. “Invocation” farà trasalire tutti i fan della prima ora del duo Chain/Sylvester, mentre “My Demon” conferma quello spirito keyboard oriented di cui parlavo prima. La title-track dopo i primi secondo si piazza tra i classici dei BTD, mentre “My Guide” è la sgraziata ballad che in lavori del genere ci sta sempre. A “The Ancient Rising” probabilmente va la palma di pezzo migliore del lotto, un po’ il manifesto di tutto il disco. Il cd poi continua con forti tinte oscure grazie a “Nothing Else” e “Dark Side”, sino alla conclusiva cover di cui sopra. VFTD può rivelarsi il disco tanto atteso dai fan della prima ora, quelli che magari avevano storto il muso da un certo punto in poi della carriera di Cristian. Io continuo a provare un amore incondizionato per questo gruppo, magari non originalissimo, ma comunque caparbio come pochi. Chi farà sua una delle 666 copie di questo album, avrà tra le mani un pezzo di artigianato, non il solito album usa e getta partorito dall’affollatissima e morente industria discografica odierna. Che l’Inferno sia con voi!
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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