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Reviews - Blind Guardian
:: Blind Guardian - A twist in the myth - (Nuclear blast / Audioglobe)
Mi chiedo cosa possa essere successo ai bardi di Krefeld...Dopo capolavori come \"Imaginations...\",\"Nightfall....\" ed il controverso,ma sempre capolavoro \"Night at Opera\",tornano con un disco sbandierato come ulteriore passo avanti,come ulteriore evoluzione...Praticamente ci si aspettava un disco più che perfetto. Ed invece ecco arrivare un dischetto moscio moscio,senza genialità e senza particolari intuizioni...In tutto il cd si sente un alone di già sentito,un qualcosa di molto fastidioso....Songs come This will never end e Otherland sono senza dubbio ottime songs,ma poi? Di sicuro noterete che in entrambe le canzoni lo spirito di \"Night at Opera\" alleggia supremo.E cosa dire di Lionheart o di New Order,veri esempi di mancanza di idee. Non c\'è più lo spunto che ti fa esaltare ,la parte di voce particolare,l\'intuizione geniale...tutto è gia scritto, manco fossero gli Ac/Dc.
E poi Hansi...dov\'e il ruggito che dominava su And the story ends,su Into the storm,su Punishment divine???? E le chitarre? Seguono sempre lo stesso schema,cioè Olbritch dietro la voce a mò di cantilena e Siepen sempre e solo la ritmica.In Another stranger me fanno il filo addirittura agli Iron Butterfly,(di cui hanno fatto l\'originalissima cover di \"In a gadda da vida\" sul singolo Fly,tra l\'altro),suonando una canzoncina di Hard Rock col doppio pedale e nulla più. La stessa Fly,scelta come singolo apripista, mostra dei seri limiti a livello compositivo essendo ripetitiva e poco ispirata,e facendo risaltare solo il buon chorus,dove finalmente sembra girare qualcosa...Cosa dire? Chi come me si aspettava un capolavoro rimarrà deluso,e anche tanto.Non si può dire che tutto sia da buttare ma per il buon 60% questo \"A twist in the Myth\"risulta essere un passo veramente falso.Nota per il nuovo drummer :Thomen Stauch è un altro pianeta....Forse fareste meglio ad ascoltare i Persuader o i Savage Circus che sono sì, delle copie dei Blind Guardian,ma di quelli veri però.

IN
:: Blind Guardian - At The Edge Of Time - (Nuclear Blast - 2010)
I Blind Guardiano sono unici. Poi un disco può uscire meglio o peggio, ma nessuno può negare che da Imaginations From The Other Side (1995) in poi, i crucchi abbiano creato qualcosa di unico. Ovviamente questa forte caratterizzazione del sound fa si che la band possa essere amata o odiata alla follia (credo che emblematica sia la dicotomia tra chi adora e chi detesta la voce di Hansi Kürsch). Il gruppo difficilmente ripete lo stesso disco due volte di seguito, o meglio, ha delle peculiarità e le combina in modo differente, tanto che il risultato cambia di volta in volta. Le componenti di cui sopra sono power classico, arrangiamenti iper curati, cori e coretti e così via. Poi il gruppo non ha mai nascosto una passione per i Queen, palesata con la cover di “Spread Your Wings” su The Forgotten Tales (1996) e nel titolo dell’album datato 2002, A Night At The Opera. E forse è proprio questo il disco a cui maggiormente si avvicina At The Edge Of Time, almeno questa è la sensazione iniziale che si ricava dall’ascolto del brano posto in apertura “Sacred Worlds”, nove minuti e passa di musica con arrangiamenti orchestrali e metallo. Poi il disco prende connotati più classicamente metallici, alterando pezzi più o meno veloci a ballad o semi-ballad folk-medievali: emblematiche in questo senso sono le track due e tre “Tanelorn (Into The Void)” e “Road Of No Release”. Le song sono mediamente lunghe ed elaborate (progressive? Direi di no, anche se altrove leggerete qualche commento del genere, ne sono certo), e in più occasioni ricordano i Savatage di album come Dead Winter Dead e The Wakwe Of Magellan. Come detto prima, quando c’è da picchiare i 4 non si tirano indietro, basti ascoltare “A Voice In The Dark” e “Ride Into Obsession”, brani che dal vivo dovrebbero garantire una resa migliore rispetto a quelli più complessi presenti in questo lavoro. Non manca neanche il pezzo a la Bard\'s Song, che in questo caso risponde al nome di Curse My Name. I Testi si rifanno alla tradizione della band, quindi il solito “vate” Michael Moorcock, oltre che George R.R. Martin. Come detto ancora una volta nulla di nuovo, però i Blind Guardian sono come la brava massaia che riesce a combinare i pochi soliti ingredienti in modo diverso, ottenendo ogni volta un piatto prelibato. E in tempi di crisi, questo non è male…
Voto: 7,5 /10
g.f.cassatella

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:: Blind Guardian - Beyond The Red Mirror - (Nuclear Blast - 2015)
Inizia il 2015, ed ecco il nuovo album dei Blind Guardian. Il singolo apri pista di questo “Beyond The Red Mirror” aveva fatto ben sperare: il brano in questione è “Twilight Of The Gods”, che avevo recensito prima di Natale, scrivendo che dava sentori di un ritorno all’antico di questa band da me sempre osannata, ma che, ahimè, nelle ultime uscite non era riuscita ad eguagliare (ma nemmeno ad avvicinarcisi) il proprio capolavoro supremo “Nightfall In Middle-Earth”. Da questa introduzione si capisce chiaramente che questo nuovo album targato Blind Guardian non ha nulla di differente rispetto ai precedenti più recenti, che non hanno mai catturato la mia attenzione. Una manciata di brani pesanti, farciti di arrangiamenti suntuosi e pacchiani, che fanno dimenticare la specialità che ha caratterizzato Kürsch e soci in questi anni: l’immediatezza delle parti cantate, punto forte dei live della band tedesca. Ora, per me diventa difficile bocciare del tutto questa decima fatica, in quanto si tratta di sicuro di un lavoro abbastanza impegnativo, suonato con eccellenza come sempre, e credo che i Blind Guardian possano da sempre fare scuola a tutte le band che vogliono intraprendere la strada del symphonic; però un fan come me si aspetta ben altro, e non soltanto un brano decente, che puta caso è il singolo apri pista.
La cosa che mi indispettisce è la presunzione che la band ha avuto questa volta, aprendo addirittura il disco con una suite di 9 minuti, leggera da digerire quanto un piatto di aglio e olio e peperoncino mangiato alle 3 del mattino.
Chiaramente questa è soltanto la mia semplice opinione e può darsi che io stia distruggendo un capolavoro, per adesso per me è soltanto un disco abbastanza difficile da ascoltare; come ho detto altre volte in altre recensioni, oggi il mondo è cambiato, la gente ascolta la musica mentre è distratta o impegnata in altro e ha bisogno di sentire roba che scivola via senza difficoltà e che non richiede più ascolti mentre si è stravaccati in poltrona. I Blind Guardian una volta erano maestri e signori, oggi invece… avrei una proposta da fare: regaliamo ad Hansi Kürsch un disco dei Battle Beast, che ne pensate?
Voto: 5/10
Antonio Abate

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:: Blind Guardian - Live Beyond The Spheres - (Nuclear Blast - 2017)
L’ultimo (e unico) live che avevo ascoltato (e che posseggo) dei Blind Guardian era finora Tokyo Tales… ma sono passati più di 20 anni! Live Beyond the Spheres è un triplo cd live pubblicato dalla Nuclear Blast, etichetta votata alle band dall’incasso facile (rispetto al suo passato), ma non è questa la giusta sede per giudicare le etichette discografiche, perciò ascoltiamo il disco! Questa volta è The Ninth Wave a trasportarci con virilità all’interno di questo concerto (un po’ troppo “aggiustato” in studio); il brano ci presenta una band carica e capace di offrire, nel corso della tracklist, sia classici che brani più recenti con facilità. Segue Banish From Sanctuary (proprio come su Tokyo Tales), e qualche lacrimuccia percorre il mio viso – ahimè, non seguo la band da A Night at the Opera (del 2002) – il brano è stato eseguito alla perfezione, a parte la voce di Hansi, meno “graffiante” rispetto al passato, ma sempre d’effetto. Nightfall è sempre un brano magico… e vede il pubblico partecipare e cantare il ritornello a squarciagola. Qualche pezzo più recente fa capolino in scaletta, senza sfigurare, narrando con la giusta energia ed epicità i nuovi episodi della nuova strada dei Bardi. Il coro riprende a cantare a squarciagola e all’unisono sulle note di The Lord of the Rings – la magia di questo brano è qualcosa di emozionante, credetemi! Anche Bright Eyes merita di essere menzionata, grazie al brivido che percorreva il mio corpo non appena è iniziato questo brano – tra i miei preferiti! L’unica nota stonata, la produzione un po’ troppo pomposa, che a tratti smorza l’energia del brano; ma credetemi, è sempre un piacere ascoltarlo. Fa la sua bella figura anche A Past and Future Secret, con un’ottima prestazione di Hansi e per quelle delicate atmosfere folkloristiche. Anche The Bard’s Song è “invasa” dalle voci dei fan… una bellissima suggestione! Le scariche delle chitarre, come le ritmiche furiose, si diffondono dalle prime note di questo live, che trova riposo solo negli applausi dei fan europei accorsi ai loro concerti – infatti, la release raccoglie brani live registrati durante il tour europeo del 2015, tra i quali vecchi successi, nuove canzoni e pezzi eseguiti dal vivo solo in occasioni selezionate. Il live si conclude con uno dei pezzi più belli e significativi, Mirror Mirror… e anche per questo brano, immaginate i cori del pubblico e le emozioni che da anni trasmette (figuriamoci l’emotività vissuta dai fan dal vivo!); nulla da aggiungere, se non ricordare che è un brano prodigioso ed epico, scritto nel miglior periodo della band tedesca. Ragazzi credetemi, l’ascolto di questo live mi ha portato lì, sotto il palco, a cantare (perlopiù) i loro migliori e storici brani. Un album che non nega il proprio presente (o meglio, i nuovi lavori), ma che sottolinea ed evidenzia come la magia dei loro album storici li abbia oggi portati ad essere tra le migliori Power Metal band di sempre – senza se e senza ma! Elencare tutti i brani non è facile, avrebbe richiesto troppe pagine! In ogni caso, il metodo più efficace per rimediare alla mia mancanza è prendere il live e ascoltarlo dall’inizio alla fine. È vero, questo è un live per i propri fan; ma è anche un ottimo biglietto da visita per chi non li ha mai ascoltati. Ripeto, pecca solo la produzione un po’ troppo pomposa (e quel “gusto” di aggiustamenti in studio), per il resto è vera emozione!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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:: Blind Guardian - Twilight Of The Gods - (Nuclear Blast - 2014)
Primo singolo tratto dal decimo album dei Blind Guardian, di prossima uscita!
“Twilight Of The Gods”, questo il titolo del brano, dà sentori di un ritorno alla grande di questa band che ha fatto scuola nel sinfonico, di sicuro grandi maestri; sinceramente, dopo il mitico “Nightfall In Middle-Earth” Kürsch e compari non sono riusciti più a ripetersi: le hanno provate tutte per cercare di sopravvivere, ma sempre a mio parere con scarsi risultati... questo singolo sembra ritornare a un sound che ricorda appunto lo stratosferico “Nightfall…”! Ora è presto per giudicare e tirar le somme, chiaramente attendiamo il full per poter dare un giudizio più dettagliato e definitivo, ma come su detto le sensazioni sono buone, grazie un buon ritornello.
Per adesso mi astengo dal votare, e intanto godiamoci “Twilight Of The Gods”!
Voto: SV
Antonio Abate

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