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Reviews - Blazon Stone
:: Blazon Stone - Hymns of Triumph and Death - (StormSpell Records - 2019)
Ritorna con il quinto album la nostra vecchia conoscenza Blazon Stone, sempre sotto il marchio della StormSpell Records, sempre a tema pirata, guidata da Ced (che è impegnato anche in altri progetti come i Rocka Rollas)… Ricordiamo che sulle nostre pagine (virtuali) abbiamo già parlato di “No Sign of Glory” del 2015 e di “War of the Roses” del 2016. Naturalmente, anche la formula sonora non è cambiata, con il loro mix di power e Running Wild style! Perciò, su “Hymns of Triumph and Death” troviamo brani veloci con chitarre iperattive, carichi di cori e atmosfere piratesche, come suggerisce anche la copertina del disco. A chi posso consigliare questo “Hymns of Triumph and Death”? Beh, ai fan dei Blazon Stone e dei Running Wild! A chi adora le cavalcate e le melodie, a chi è cresciuto a pane e power metal, a chi non cerca qualcosa di complicato, e così via. Certo, forse rispetto a “War of the Roses” è un leggero passo indietro, ma l’album scorre con tranquillità e facilità; insomma, buon disco, ma niente di memorabile. La band svedese si diverte con questa formula, simpatica da vedere (magari) dal vivo; e dalle prime note di “Heart of Stone” (preceduta da un’intro) che ci trascina in questo sound roccioso e goliardico, un brano ideale da ascoltare in un concerto. Ogni traccia ha il sapore di whisky e schiuma di mare, con cori di pirati ubriachi… Un sound che riprende qualche elemento anni ’80, come in “Slaves & Masters” che richiama anche gli Iron Maiden e la NWOBHM. Ripeto, i brani scorrono con facilità, tra ritmi rocciosi e chitarre roventi; pezzi scritti ed interpretati bene, suonati con passione e amore per queste tematiche e per questo sound – senza nascondere le proprie influenze! Anche la voce è grintosa e si incastona benissimo tra cori e gli strumenti; certo, dopo sei/sette brani, il disco può sembrare ripetitivo e monotono, ma sono i cliché del genere (che si amano o si odiano). “Hymns…” è un disco da ascoltare a alti volumi, magari in spiaggia, per competere con il reggaeton e i balli di gruppo! 45 minuti di metallo rovente e veloce, e perché no, anche divertente… Un quasi sette ci sta!
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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www.facebook.com/BlazonStoneOfficial
:: Blazon Stone - No Sign of Glory - (StormSpell Records - 2015)
Come già vi anticipavo qualche recensione fa (sempre targata StormSpell Rec.), non sempre si ha tra le mani/cuffie/stereo un disco che vi farà impazzire (naturalmente, quello che fa impazzire me non farà impazzire alcuni di voi e viceversa). In questo caso la chiave sta nell’essere amanti alla follia di una certa corrente Power/Speed/Heavy Metal, tanto che il sound proposto dai Blazon Stone (giovane band svedese) è molto legato ai Running Wild: non a caso il nome del gruppo è il titolo di un loro disco! La copertina ritrae un soldato ferito che ha una spada in mano, mentre con l’altra impugna la bandiera bianca… e bandiera bianca sia! Non è importante citarvi “Declaration of War” oppure “Bloody Gold”, o ancora “No Sign of Glory”… le canzoni sono cariche ed esplosive, ma (ahimé) il fattore ripetitività è tanto, soprattutto per l’eccesivo ‘attaccamento’ al sound della band ispiratrice! Non fraintendetemi, il disco non è da buttare, ma dopo pochi ascolti (ripeto, salvo per chi vive per queste sonorità, come già detto) sarà un disco che prenderà solo polvere nei vostri scaffali/armadi e nelle vostre collezioni. Augurandovi un futuro più ‘aperto’, e meno Running Wild… vi dono una sufficienza, perché le qualità ci sono (un po’ come rimandarli – scolasticamente parlando)!
Voto: 6/10
Giovanni Clemente

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blazonstone.bandcamp.com
:: Blazon Stone - War of the Roses - (StormSpell Records - 2016)
È passato solo un anno da “No Sign of Glory” e i Blazon Stone ritornano con il terzo disco; un altro album carico di riferimenti Power/Speed/Heavy Metal e con (i soliti) richiami ai Running Wild! Gli svedesi non cambiano le carte… e se da una parte possono risultare ripetitivi, propongono un disco che si fa ascoltare e che farà felice chi vive di pane e Running Wild style. Le tematiche dell’album non parlano di pirati e del mare… ma dell’Inghilterra medievale e della lotta per il trono fra i Lancaster e gli York; tutta la storia è cantata/narrata in chiave speed/power dalla new entry Erik Forsberg! Precisiamo subito che, a parte le melodie, sempre vicine ai già citati ‘pirati’, il nuovo cantante cerca di spostare il tiro verso un speed/power di stampo nord europeo… diciamo che con lui i Blazon Stone si sono avvicinati più agli Hammerfall & Co. – un’altra informazione, il disco è interamente suonato da Cedenick, e il suo amore per questo sound è indiscutibile! “War of the Roses” parte subito in velocità con “Born to Be Wild” e si placa in parte con “Mask of Gold” (seconda traccia), che è un bel brano dal sapore quasi ottantiano, come “Soldier Blue” (nona traccia) e i suoi cori e melodie ruffiane – le chitarre invece sono molto interessanti! “Stay in Hell” (terza traccia) è un altro brano interessante con atmosfere e chitarre dal sapore anni ’80 – con la voce di Erik che riporta a quel periodo – tra i brani più accattivanti! Cos’altro aggiungere? Beh, sicuramente c’è stata una miglioria, rispetto a “No Sign of Glory” e il nuovo cantante ha fatto un buon lavoro. Non vi resta che dare un ascolto a quest’album, per approfondire… e se amate un bel mix tra Running Wild e Hammerfall, “War of the Roses” sarà di vostro gradimento; se non amate queste band, pazienza! Complimenti all’etichetta indipendente americana, che lavora per le sonorità classiche – con molti dischi di ottima fattura (e ripescaggi strepitosi) e pochissimi lavori sotto la media. “War of Roses” non è male, ripeto, migliore (per il sottoscritto) rispetto al precedente; sarà questa la strada giusta? A Cedenick l’ardua sentenza!
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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stormspell.bandcamp.com/album/war-of-the-roses
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