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Reviews - Blackdahlia
:: Blackdahlia - Fragments - (Areasonica - 2013)
In Italia esiste una scena gothic metal. Questa è una buona notizia. In Italia esiste una scena gothic metal, che è stata capace di sviluppare una sua personalità forte e che può esportare la sua musica all’estero con orgoglio e sicurezza. E questa è un’ottima notizia! Se da una parte ci sono i Lacuna Coil che ormai hanno raggiunto una dimensione planetaria, sfornando album da top scorer con una regolarità sorprendente, dall’altra parte ci sono delle band che si affacciano alla scena con un’identità ben precisa e con un sound personale. Basti pensare ai Mandragora Scream, ai Godyva e a questi nuovi arrivati, per l’appunto: i Blackdahlia.
La band si forma nel 2008 ed arriva oggi con il suo disco di esordio, prodotto da Areasonica Records, sfornando un gran bel lavoro con delle sonorità molto moderne, capace di trovare il giusto connubio tra la scuola nu-metal americana, la dark/wave inglese ed il gothic metal di scuola europea.
Altissimo il livello della produzione, ma i 16th Cellar studio di Roma (dove l’album è stato mixato e masterato) sono una sicurezza da questo punto di vista.
Si parte con “Falling Down”, brano scelto anche come singolo di lancio del disco e per cui è stato realizzato un video clip, che rappresenta il pezzo in cui più di tutti emerge lo spirito industrial della band, con una forte anima onirica ed un refrain molto tirato. Chitarre in grande spolvero nella potente “No Regrets”, dove la tagliente distorsione del guitar riff va ad intrecciarsi con delle orchestrazioni ben congegnate e su cui si staglia suadente e cristallina la voce della singer Samuela.
Molto più introspettiva la successiva “Eclipse”, con un groove molto nord europeo ed un’atmosfera che a tratti potrebbe richiamare il mood malinconicamente decadente degli Amorphis dei tempi di Tuonela. È con la seguente “Wounds” che la band assesta un gran colpo all’ascoltatore: sonorità fortemente nu-metal, la sezione ritmica che picchia come se non ci fosse un domani, e degli archi arrangiati in maniera superba che fanno da cornice ad un crescendo di emozioni e sonorità che avvolgono l’ascoltatore facendolo precipitare nella melodica decadenza di questo “Fragments”. Si torna a sognare sulle note dell’arpeggio di chitarra acustica di “Alice” e sul piano malinconico di “Lost in The daylight”, i cui versi finali “Here I cannot Fly/This Light makes me blind/Here I cannot survive” (Trad. “Qui non riesco a volare/Questa luce mi acceca/Qui non posso sopravvivere”) racchiudono a pieno la poetica alla base della musica e delle composizioni di questa band: uno spirito malinconico avvolto da un’elegiaca e cupa decadenza, elementi molto cari alla cultura gotica. C’è l’ultimo sprazzo di forza con “Fly”, con la sezione ritmica in forte evidenza e delle chitarre con un groove molto alla Sabbath, che sembrano affondare le radici negli albori del genere. Grandiosa la performance di Samuela alle voci, che si dimostra molto versatile, essendo a suo agio sia sulle sonorità più dure che su quelle più oniriche e sognanti, come la successiva e conclusiva “Goodnight”. Una ballata pianoforte e voce, struggente e connotata da un forte lirismo: il modo più consono per far scivolare il sipario su questo album.
“Fragments” è un disco con mille anime, capace di emozionare e rapire l’ascoltatore, facendolo precipitare in un abisso di sensazioni attraverso un viaggio decadente tra le paura, la vita e la morte. Un disco maturo, con una personalità definita e qualcosa di interessante da dire.
Voto: 8,5/10
BF

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www.blackdahliaofficial.com
www.facebook.com/blackdahliaofficial
www.areasonica.com
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