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Reviews - Black Inside
:: Black Inside - The Weigher Of Souls - (Underground Symphony Records - 2013)
Vanta un lungo curriculum fatto di numerose esperienze live e collaborazioni musicali la band campana “Black Inside”, la loro è una lunga gavetta che porta il quintetto alla realizzazione del primo album dal titolo “The Weigher Of Souls” preceduto dalla pubblicazione dell’Ep d’esordio (Servant of the Servants) nel 2010.
La matrice stilistica dei Black Inside è di vocazione rock’n roll nella sue sfumature più dure e incisive che vanno dall’heavy metal di matrice classica a sonorità doom stooner e con tratti prog seventies, dalla scelta del nome del gruppo è subito chiaro che sono i Black Sabbath la loro più grande ispirazione che unita al loro estro creativo e potenza ritmica fa di questo album un’esplosione di energia che nulla dà per scontato e nulla lascia al caso. Sono poche le note che servono a capire di che pasta sono fatti i Black Inside, “Insomnia” è la starter track dai toni accesi, riff incisivi che si rifanno alla tradizione ma con tratti innovativi in cui tutti gli elementi confluiscono in una perfetta assonanza svoltando in un inatteso cambio stilistico verso il finale perfettamente “accordato”. Due parole per descrivere “Serve of the Servants”: potenza e incisività, elementi questi che preparano la scena ad un cantato che ben si plasma con la melodia del pezzo, la voce di Luigi Martino, controllata e decisa fà da protagonista così come anche nella successiva “Caronte”. Con “Fast as a Bullet” non abbiamo più dubbi sui virtuosismi del Black Inside, maestri dei riff cavalcati, poco più di due minuti per rapire le orecchie e lasciare senza respiro. “The Weigherof Souls” come già anticipato è un disco dalle mille venature e quella heavy classic è solo una di queste, in “After the Pain” (a mio avviso la più riuscita traccia dell’album) la velocità è sostituita da un’atmosfera più cupa, lenta e incisiva e da un’originale ritmica compositiva che affascina e rapisce al primo ascolto. Altra traccia degna di nota è “20rs old” che racchiude la vera essenza dei Black Inside che non si perdono in inutili e riempitive prefazioni entrando subito nel pezzo con potenza e precisione, ottima resa iniziale e un’esecuzione impeccabile, chiaramente la buona qualità della registrazione aiuta l’ascolto, ma la band gioca su alti livelli, non risultando mai ripetitiva ma originale e versatile, ottimo disco per chi ama l’heavy metal e ha da tempo perso le speranze di ascoltarlo fatto bene!
Boto: 8/10
sara centaro

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