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Reviews - Black Hole
:: Black Hole - Behind The Gravestone - (AreaDeath Prod.\\Andromeda Relix - 2011)
Tre cd per riportate alla luce parte delle storia di una delle band più oscure e affascinati della scena nostrana, i Black Hole. Il lavoro svolto da Filippo di Area Death Production, per quanto faticoso, oggi mette a disposizione di tutti alcuni dei demo più preziosi della storia del metallo italiano. In particolare, sul primo cd troviamo i brani estratti da “Beyond The Gravestone”, musicasetta risalente al 1984. Sul secondo registrazioni varie che vanno dal 1983 al 1986, mentre il terzo contiene una vera chicca: un’intera esibizione live registrata a Verona nel 1985! Il sound dei Veronesi è un heavy metal di stampo classico dalla vena marziale, quello che un tempo veniva definito Epic Metal (oggi il termine ha un significato diverso, quasi giocoso). Ritmi lenti, melodie evocative, suoni rudi e crudi. Dovendo fare dei paragoni con band ben più famose, citerei in primis i Manowar del trittico iniziale e, soprattutto, i Cirith Ungol. Molti sono i punti di contatto tra i nostri connazionali e gli autori di Frost And Fire, sia a livello musicale che filosofico. Ad arricchire la proposta dei BH rispetto a quella degli americani intervengono le tastiere, elemento che nel tempo diventerà vero e proprio marchio di fabbrica. Per quanto sia possibile trovare delle similitudini con i nomi citati, alla fine i veneti avevano un qualcosa di unico, frutto delle nostre radici. Certo il sound con il tempo si è evoluto rispetto a quello ascoltabile in questi demo, però alcuni dei pezzi presenti in questa opera, come “Spectral World” e “Obscurity in the Etheral House”, sono andati a finire in quel capolavoro che risponde al nome di Land of Mystery, album d’esordio datato 1985. Come se non bastasse la quantità impressionante di musica raccolta su questi tre dischetti, l’Area Death Prod. ha ben pensato di inserire un ricco booklet contente una lunga intervista alla band! Quantità e qualità, ma soprattutto Storia.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

Contact:
adp.areadeath.net
www.andromedarelix.com
:: Black Hole - Land Of Mystery - (Andromeda Relix – 2010)
Innanzi a un album come Land Of Mistery dei Black Hole il pericolo che il giusto tributo possa essere scambiato per retorica promozionale è alto. Per questo, prima di partire nella mia disamina del lavoro in questione, preferisco mettere in chiaro alcune cosucce. In primis, per chi non lo sapesse, anni fa fare un album era un punto di arrivo e non di partenza. Incidere un disco non era come oggi che vai dal dischivendolo (consultando il dizionario dei sinonimi a questa voce troverete etichette a pagamento) e lui ti fa un cd come piace a te (che poi non è detto che piaccia agli altri). Un tempo qualcuno credeva in te, magari perché aveva ascoltato la mezza dozzina di demo che avevi inciso, e decideva di puntare sul tuo successo, mettondo soldi di tasca propria. Bizzarra come cosa, eh? Immaginate ora come in un paese tradizionalista come il nostro, questa combinazione talento-voglia di investire altrui fosse estremamente difficile da realizzare. Altra cosa che vorrei mettere in chiaro è che Lazzaro il giorno dopo la resurrezione non s’è messo a correre, è tornato semplicemente a casa dalle sorelle, magari per farsi una pennica. Quindi se state muovendo i primi passi della vostra nuova vita musicale, non correte, ma lavorate con lentezza. Demo, demo, demo. Magari non di due brani più intro e outo. I Black Hole da questo punto di vista sono stati perfetti, basti pensare al materiale contenuto nel triplo cd Behind the Gravestone. Detto questo, voglio ben sperare che i paroloni spesi per LOF siano intesi per quello che sono realmente: entusiasmo per un album epocale. Epocale perché partorito nelle modalità descritte prima. Epocale perché i brani sono di valore assoluto. 1985, una anno in cui molti di voi non erano ancora nati e in cui il sottoscritto aveva come mito unico la mascotte dei mondiali che si sarebbero svolti dopo un anno in Messico. In quel di Verona tre ceffi (Luther – batteria, Robert – voce, basso, tastiere, Nicholas – chitarra) invece di trascorre il proprio tempo libero a imbrattare il muro sotto il balcone di Giulietta, hanno messo su 7 tracce (il cd contiene anche due bonus track) di metallo italiano. Perché quello che sentirete inciso su questo dischetto di silicio è made in Italy al 100%. Nessun altro paese al mondo poteva sputar fuori una band in grado di unire in quel modo oscurità, tradizione, storia, sacralità e fascino rituale. Avevamo una strada italiana al metallo (Black Hole, Death SS e Requiem), l’abbiamo smarrita in direzione Stoccolma. Rispetto agli altri gruppi citati prima, i veneti hanno una sottile vena space rock simil Hawkwind, che fa da contraltare alle atmosfere criptiche predominati in gran parte delle tracce. Se i tempi sono lenti e laceranti, le tastiere sono la chiave verso un misticismo di non chiara natura (magia bianca o nera?). La produzione è quella che è, ma regge il passo con i tempi, anzi da un senso diverso all’opera, aggiungendo sfumature difficilmente riproducibili ora. Splendida anche la copertina filo-massonica. Se siete dei cultori del metallo italiano, liberate immediatamente un posto nella vostra discoteca (magari quello tra The Black e Black Jester) e metteteci LOM!
Voto: 9/10
g.f.cassatella

Contact
www.andromedarelix.com
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