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Reviews - Black Faith
:: Black Faith - Jubilate Diabolo - (Mother Death Productions - 2013)
Siamo nel 2013. Sono passati venti anni da quando Kristian ha spedito Øystein Aarseth nel suo Valhalla Stalinista. Nel frattempo i Satyricon si sono dati all’hard rock, i Darkthrone non si sono mai più schiodati da casa loro, i Marduk sono diventati i Manowar del black metal, i Dissection purtroppo non hanno neanche superato l’inverno, Cradle of Filth e Dimmu Borgir sono apparentemente implosi, gli Emperor si sono resi conto di essere sprecati per un solo genere musicale, gli Immortal hanno finalmente capito come recitare in un video, gli stessi Mayhem non si sa che cosa stiano combinando e pure Fabban è più riservato del solito, mentre Varg è uscito di prigione ma la Norvegia è ridivenuta famosa per fatti di violenza, stavolta per una strage a colpi di arma da fuoco.
In questo panorama desolante, l’unica possibilità che ha la fiamma nera per continuare ad “essere” è che sorgano dei “Prometeo” che attingano da essa delle scintille da portare nelle loro terre, e perpetrare così il fuoco mistico della “fede nera” anche al di sotto di certe latitudini, e al di là di certi confini “culturali”.
I nostri connazionali Black Faith si assumono quindi il compito, con questo disco, di rimettere un po’ a posto le cose e farle ritornare come durante l’epoca d’oro di un genere considerato il più estremo della storia della musica analogica. Il loro black metal è ortodosso, ma così ortodosso che negli anni cruciali della sua codifica (gli anni delle raccolte “World Domination” della cara vecchia Osmose, per intenderci…) credo personalmente che lo si sarebbe definito sperimentale e avanguardistico. I numeri ci sono tutti: dalla voce al tipo di formazione, dal look della band ai testi, dalle ritmiche alle melodie, dalla perizia tecnica all’atmosfera evocata, dall’artwork alla produzione. Sarebbe difficile dire quale episodio di questo disco sia più rappresentativo del sound di questo giovane ma determinato gruppo, ma tuttavia posso segnalare senza dubbio l’assalto iniziale di “My Walk In The Dark”, la potente ed epica parte cantata in italiano di “Padre Mithra”, le spietate rasoiate di chitarra di “Burnt Flesh Sculptures” e la title track, impreziosita da un organo che si stende come un sudario a coprire gli altri strumenti mentre le fiamme di un rogo prendono il posto della musica e concludono un lavoro davvero all’altezza della situazione. Otto canzoni, otto “diamanti neri”, per usare un’espressione di Attila Csihar.
Disco raccomandato ai fan di un certo modo di intendere il Black Metal, quello che se ne sbatte dei compromessi, che preferisce correre il rischio di sembrare sempre uguale a se stesso piuttosto che correre quello di snaturarsi in nome di una non meglio definita “evoluzione”. Un disco per fan duri e puri, prendere o lasciare.
WOLVIE

Contact:
www.facebook.com/pages/Black-Faith
www.reverbnation.com/blackfaith
:: Black Faith - Nightscapes - (Throats Productions - 2017)
Attivi ormai da più di dieci anni, con alle spalle una intensa attività live e studio, gli abruzzesi Black Faith aggiungono con questo full length un ulteriore capitolo alla propria storia musicale. Questo è evidente già dalla copertina, in cui alla “classica” iconografia occulta resa in tinte cromaticamente estreme è stata preferita stavolta un’immagine diversa, ovvero una sagoma incappucciata che attraversa un paesaggio collinoso in una atmosfera sì notturna, sinistra e inquietante, ma al tempo stesso onirica, illuminata dai raggi lunari, sotto un cielo punteggiato di stelle. Una delle prime cose che si avvertono durante l’ascolto di questo “Nightscapes” è, infatti, una sensibile e chiara evoluzione del sound complessivo della band. Si potrebbe parlare di passi fatti in avanti riguardo la maturità compositiva, ma ottenuti paradossalmente guardando indietro alle radici storiche del genere, ovvero il periodo in cui questo veniva “codificato” e la voglia di sperimentazione e personalità (a parità di perizia tecnica) sembravano più diffuse di oggi. Il risultato è quindi, indubbiamente, una maggiore personalità stilistica rispetto a quanto fatto in passato.
Qualitativamente, la produzione sonora in studio risulta abbastanza adeguata, forse più scarna ma anche più scura e compatta di quella del precedente “Jubilate Diabolo”, mentre quantitativamente il lavoro si compone di dieci tracce per un’ora abbondante di musica, con una durata media dei pezzi che si aggira sui 6/7 minuti. Il disco vede inoltre la partecipazione di ospiti provenienti da diverse band della scena black metal della costa adriatica come Infernal Angels, Athanor, Atavicus e Catechon, a cui bisogna aggiungere i lucani Ecnephias, da loro stilisticamente diversi ma tematicamente affini, come dimostrato nell’agghiacciante “Preghiera”, ovvero un sarcastico e velenoso panegirico delle virtù proprie della “preda”, concretizzato in una spietata omelia pronunciata su un malato tappeto di synths e organi. È infatti anche dal punto di vista dei testi che questo disco registra uno standard più maturo, introspettivo, linguisticamente più variegato ma sempre centrato su un certo tipo di semantica.
Fra i brani più rappresentativi segnalerei: l’apripista “Obsecratio”, il pezzo più breve, veloce e scorrevole dell’intero lavoro; la già citata ”Preghiera”; “Never Eternal”, dall’inizio lento e malinconico, seguito da e alternato a parti cadenzate dall’incedere solenne e maestoso e ad annichilenti e veloci tempeste sonore; “Throwback”, thrasheggiante e fulminea song di argomento “satanico”; la title track “Nightscapes”, che riesce a condensare le intere atmosfere del disco tramite richiami melodici e ritmici alle altre composizioni del lavoro; “Consecrabor”, pesante e atmosferica ma dalle tinte maggiormente “illuminate”, che al pari di Lucifero, l’astro del mattino che annuncia la fine della notte, appare qui ad annunciare invece la fine del disco. Da segnalare infine l’outro strumentale, ovvero un omaggio ai Celtic Frost e ai Bathory di metà anni ottanta (To Mega Therion, Blood Fire Death).
In conclusione, “Nightscapes” costituisce un’ottima prova della band, che dimostra come il tempo passato dall’ultima uscita sia stato da questa impiegato in maniera molto proficua.
Voto: 8,5/10
WOLVIE

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www.facebook.com/BlackFaithOfficial
blackfaith.bandcamp.com
soundcloud.com/black-faith
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