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Reviews - Bernays Propaganda
:: Bernays Propaganda - My Personal Holiday - (Moonlee Records – 2010)
Europa, ex Jugoslavia, Macedonia. È questo il biglietto da visita dei Bernays Propaganda, vere e proprie rivelazioni dell’indie rock di fine decennio. Al loro secondo album dopo il debut “Happiness Machines”, hanno fatto propria la filosofia dei transfughi del punk/alternative suonando un numero elevatissimo di concerti in tutta Europa e affermandosi come stella nascente della Moonlee Records, collettivo discografico di stanza in Slovenia. La info sheet parla di influenze di Gang of Four e Fugazi nel loro sound, ma a me sembra di sentire qualcosa di più. Come se i Gogol Bordello avessero deciso di imbracciare la via del punk rock portando con sé la loro esperienza pregressa. Non fraintendetemi, non sto parlando di commistioni tra il verbo di Washington DC e la tradizione balcanica (anche perché, dal punto di vista geopolitico, queste cose hanno conseguenze molto gravi…), quanto piuttosto di un’energia profusa nell’esecuzione che ha davvero qualcosa fuori dal comune. Come se stessimo parlando di una di quelle registrazioni in presa diretta in cui il multitracce ha una funzione puramente ornamentale. E magari è proprio così, seppur la pulizia del suono è indiscutibile, poiché i Bernays Propaganda in studio non perdono di un grammo quella freschezza che sembrano possedere anche dal vivo. La voce ammiccante della frontwoman Kristina Gorovska si insinua nelle secche armonie create dal trittico basso-chitarra-batteria alla maniera di una Solex più orientale, o di una Zemfira più occidentale, creando una miscela innovativa anche nelle tracks che pagano il giusto tributo alla tradizione, come “Ovoj den da pomine”. Ah, dimenticavo. I Bernays Propaganda cantano in macedone, se si eccettuano tre dei nove brani che compongono “My Personal Holiday”, eppure, come diceva qualcuno, “questo è rumore politico”. Nel senso che il messaggio libertario anti-massificazione arriva dritto al punto anche attraverso il suono, più esplicito che mai. Cos’altro? Le mie preferite sono “Buldozer”, la dinamica “Blackmail” e la fugaziana “Koga e dovolno”, ma il dischetto tutto gira nel lettore da parecchio tempo, e a intervalli regolari. Tra gli album del 2010, non c’è che dire.
Voto: 9/10
Francesco Faniello

Contact:
www.myspace.com/bernayspropaganda
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