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Reviews - Benediction
:: Benediction - Grind Bastard - (Metal Mind - 2014)
Inutile menar il cane per l’aia, i dischi migliori i Benediction li hanno tirati fuori tra il 1991 e il 1993 con The Grand Leveller e Transcend the Rubicon, il resto della produzione è stata piuttosto piatta. Grind Bastard, disco uscito originariamente per la Nuclear Blast nel 1998, contiene degli ottimi pezzi come l’iniziale “Deadfall”, “Agonised”, “I” e la titletrack. Una manciata di brani che ha tenuto alto l’interesse nei confronti della band in periodo (1998) in cui il death metal tirava poco soprattutto per carenza di idee e per l’esplosione del black. Gli inglesi cercarono di ovviare a questa pecca introducendo quell’elemento che all’epoca andava per la maggiore, soprattutto sull’onda del successo di Pantera e MachineHead, il groove. Attenzione però, Grind Bastard è un disco di death metal inglese, cioè caratterizzato da una forte attitudine punk. Un disco sporco e cattivo, ignorante. Però qualcosina di diverso la si avverte, riuscendo in fin dei conti a far piazzare questo lavoro immediate mante dopo i due capolavori prima citati nella mia personale lista di gradimento. Altra peculiarità di questo album è la presenza in abbondanza di cover in salsa death, ce ne sono ben tre: “Electric Eye” (Judas Priest), “Destroyer” (Twisted Sister) e “We Are The Legue” (Anti-Nowhere Legue). A dimostrazione che il background di questi figli di Albione è di matrice heavy metal e punk. La ristampa in mio possesso è firmata Metal Mind, fa parte di un progetto più grande dell’etichetta polacca che ha riportato sul mercato quasi tutta la discografia degli inglesi. Il formato è l’ormai canonico digipack a tiratura limitata (2000 copie) con dischetto dorato. Se siete alla ricerca di un disco minore dell’epopea death ma sicuramente degno di attenzione, allora Grind Bastard risponde a pieno a queste caratteristiche.
Voto: 7/10
g.f.cassatella

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:: Benediction - Killing Music - (Metal Mind – 2014)
Con Killing Music si chiude la serie di ristampe targate Metal Mind che ha visto come protagonisti i Benediction. Nel 2008 la band, non proprio prolifica - come dimostrano i soli sette album composti dal 1993 a oggi – dopo il catastrofico Organized Chaos, tornò sulle scene con questo disco che in parte ne riabilitò la fama. Pur non essendo un prodotto trascendentale, grazie a una parziale ritorno sui propri passi, che equivale a una sostanziale riscoperta delle proprie influenze punk e crust, Dave Hunt (singer diventato titolare nel lavoro precedente) e compagni hanno fatto un notevole passo avanti (o indietro, a seconda dei punti di vista). Non tutto quello che era presente in OC è stato rinnegato, le influenze trahsh che avevano caratterizzato quel capitolo sono rimaste, anche se in maniera meno evidente. La carta a sorpresa è rappresentata dalle due tcover poste nel finale: “Seeing Through My Eyes” (Broken Bones) e “Largactyl” (Amebix), che si trasformano in una vera e propria parata di stelle. Appaiono, infatti, in qualità di ospiti, loschi personaggi del calibro di Jock (GBH), Karl Willets (Bolt Thrower), Kelly Shaefer (Atheist), Billy Gould (Faith No More), The Fog (Frost) e Markus Staiger (proprietario della Nuclear Blast). La stanca creativa iniziata anni prima e che perdura sino ad oggi, come dimostra la lunga assenza da quel 2008, non è stata superata con KM, ma sola nascosta con il mestiere e con qualche trovata artificiosa come le ospitate. A me all’epoca comunque il disco non dispiacque, così come oggi. Non è in cima alla mia lista delle le preferenze, ma di tanto in tanto fa capolino nel mio lettore.
Voto: 6,5/10
g.f.cassatella

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:: Benediction - Organised Chaos - (Metal Mind – 2014)
Non tutte le ciambelle escono col buco, anche se ti chiami Benediction e hai avuto una carriera più che dignitosa, che ha toccato picchi altissimi con i primi album. Senza ombra di dubbio Organised Chaos è il peggior album dei britannici, denota una stanca creativa (che verrà superata con l’album successivo grazie al ritorno a sonorità più vicine al punk-crust che sono da sempre i punti di forza del combo) che in parte il gruppo ha cercato di mascherare puntando sull’inserimento di sonorità thrash (basti ascoltare “Diary O a Killer” e “Easy Way To Die”)e su un nuovo singer, Dave Hunt. Però l’approdo verso soluzioni panterosemachinedine non ha giovato, alla fine l’espediente risulta una coperta corta incapace di celare la scarsa vena compositiva. Così i 12 brani scorrono senza colpo ferire, lasciando l’amaro in bocca a chi, come me, aveva sempre e comunque trovato qualcosa da salvare nelle uscite precedenti dei Benediction. All’interno dell’operazione di ristampa dell’intera discografia di Darren Brookes e compagni portata avanti dalla Metal Mind questo Organised Chaos è un passaggio dovuto più che necessario. Lo stesso discorso vale per il potenziale ascoltatore, se avete gli altri capitoli della discografia della band, allora fate vostra questa ristampa a tiratura limitata, altrimenti passate oltre, nessuno ve ne farà una colpa!
Voto: 5/10
g.f.cassatella

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:: Benediction - Subconscious Terror – The Grand Leveller - (Metal Mind – 2014)
Come beccare due dei migliori album dei Benediction in un colpo solo? Acquistando la ristampa doppia della Metal Mind che contiene Subconscious Terror e The Grand Leveller, lavori pubblicati originariamente dalla Nuclear Blast nel 1990 e nel 1991. Se il primo segna l’esordio dei padrini, e migliori alfieri, del death metal made in England, il secondo è sicuramente l’opera fondamentale di Dave Ingram e compagni. Se siete cresciuti a pane e death metal nei primi anni novanta, come il sottoscritto, probabilmente questi due titoli fanno già bella mostra nella vostra collezione, se invece siete nati qualche anno più tardi, questa può essere una buona occasione per colmare questa lacuna. Se l’esordio si presente grezzo e minimale, il secondo ne conferma le caratteristiche, rendendole il trade mark degli inglesi. Il sound è scuro, lento, violento, ma soprattutto marcio, caratteristica che nella Major League del Death hanno sfruttato meglio dei Benediction solo gli Obituary dei primi due album. Molti dei brani che troverete in questa doppia raccolta in formato digipack, comunque già pubblicata in questa veste dalla NB anni fa, oggi fanno parte della scaletta dei nostri. I due dischetti contengono rispetto agli originali ben sette bonus track, rispettivamente cinque sul primo, due sul secondo, mentre il booklet si presenta scarno (giusto quattro paginette). Torno a dire, il valore di quest’opera è esclusivamente quello di permettere di prendere con una fava sola due dei miglior piccioni di sempre del death metal (sta metafora fa schifo persino a me), magari ad un prezzo contenuto. Il voto, che trovate sotto, va intenso più che per la ristampa in sé, per il valore intrinseco dei due album.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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:: Benediction - Trascend The Rubicon - The Dreams You Dread - (Metal Mind – 2014)
Se c’è stato un album 100% death metal a firma Benedicition, è senz’altro Trascend The Rubicon. Non che gli altri non possano essere etichettati in quel modo, ma il sound della band d’Albione è sempre stato caratterizzato da una forte componente punk che ne imbastardiva e caratterizzava il sound. Cosa, tra l’altro, comune ad altre band proveniente dall’Isola, basti pensare ai Bolth Trower. Invece in TTR il sound è poco inglese, e più floridiano. Niente di trascendentale, però pur rimanendo uno dei grandi classici della discografia Benediction, questo lavoro secondo me è meno rappresentativo rispetto ai due album che lo avevano proceduto. A riprova che quello che sto scrivendo alla fine lascia il tempo che trova, vi basterà fare un giro in rete per trovere dei giudizi più illustri del mio che indicano questa fatica come la migliore di questi allora ragazzi di Birmingham. The Dreams You Dread è invece il primo falso passo del gruppo (se tale si può definire), sicuramente inferiore ai tre predecessori, mostra una band che incomincia ad arrancare, infatti di lì a poco produrrà i suoi album minori: Grind Bastard (1998), Organised Chaos (2001) e Killing Music (2008). Qualche anno fa questi due lavori furono riproposti dalla Nuclear Blast, etichetta per cui furono pubblicati originariamente, in un formato doppio, con l’aggiunta alle tracklist ufficiali di due bonus track dal vivo (“Saneless Theory” e “Deadfall”). La stessa operazione è stata replicata in questi mesi dalla Metal Mind, che lo ripropone in formato digipack (la versione NB, se non erro, era in jewel case), così come è capitato anche all’accoppiata Subconscious Terror – The Grand Leveller, sicuramente da preferire a livello qualitativo a questa uscita. Il consiglio è quello di acquistare entrambi i doppi prodotti, così riuscirete ad accaparrarvi in un colpo solo comunque la fetta migliore di discografia marchiata Benediction.
Voto: 7,5/10
g.f.cassatella

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