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Reviews - Ballo delle Castagne
:: Ballo delle Castagne - 108 - (HR!SPQR – 2010)
Anche se colpevolmente in ritardo, ecco arrivare sulle colonne di R&W 108, secondo capitolo discografico de Il Ballo delle Castagne. 108 è un 10” contenente due brani della tradizione progressiva italiana rivisti e corretti in chiave Ballo. Il gruppo capitanato da Vinz (ex Calle della Morte), e che vede coinvolti musicisti già alle prese con band come Malombra e Green Man, nel lato A del vinile presenta una nuova versione del pezzo \"Paranoia\" di Franco Battiato (lato b del singolo \"La Convenzione\"), mentre il secondo lato contiene un brano sicuramente più famoso (almeno tra gli amanti del prog italiano): “Ansia/Confessione” pezzo iniziale dell’esordio de il Biglietto Per L\'Inferno. Il Ballo pur essendo accostabile alla scena progressiva, non è una realtà totalmente assimilabile a questo genere: influenze kraut e digressioni dark rendono il suono della band più caratteristico. Alla luce di quanto detto, diventa chiaro che i brani coverizzati assumono delle sfumature diverse e più inquietanti rispetto alle versioni originali. Il risultato è ottimo, in quanto dona una freschezza maggiore ai pezzi senza snaturarne l’antico splendore. Il packing è di altissima qualità, mentre la quantità è ridotta a soli 300 prezzi. Un connubio, quindi, che rende ancora più interessante questo lavoro (prima parte di una trilogia che vede in Kalachakra, già recensito su queste pagine, il secondo capitolo). Il Ballo delle Castagne sono una delle realtà, se non la realtà, più bella del panorama musicale italiano (e non).
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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:: Ballo delle Castagne - Ballo delle Castagne - (HR!SPQR – 2008)
Grandioso esordio per il Ballo Delle Castagne, monicker dal fascino esoterico che nasconde alcuni personaggi già attivi con realtà come Calle della Morte e The Green Man: Vinz (voce e basso fuzz), Marco Garegnani (chitarra, sitar, tastiera e moog), Diego Banchero (basso) e Jo Jo (batteria). Registrato nel 2008 a Milano, in realtà questo lavoro non ha riferimenti temporali. Dopo l’intro, “Anthem No. 1”, “Il Tormento di Demetra” ci mette innanzi a un gruppo con una forte indole live e votata all’improvvisazione, simile a quella delle compagini anni 60-70. “Specchi e Perline Colorate” ci fa fare un bel balzo avanti nel tempo e ci riporta sonorità post-punk dark e alla scena indie italiana dei primi anni 90 (CSI). “Sole e Acciaio” ha un incedere prog e arrangiamenti etnici, ancora una volta sono gli anni sessanta a fare capolino. Chiude il disco “Il Pianto di Cristo su Gerusalemme”, che rappresenta il sunto di tutto il lavoro. Al di là di questi riferimenti i, il cd resta omogeneo nel suo essere oscuro, esoterico e mistico. Gran merito di quest’aura maledetta va ai testi di Vinz (firmati tutti da lui a eccezione dell’ultimo brano firmato da mr Bizarre). IL BDC è un entità in movimento che sfugge alle semplici etichette (prog, dark, doom, psych, esoteric ecc) e che lancia un chiaro segnale di vitalità della scena underground italica.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

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:: Ballo delle Castagne - Kalachakra - (HR!SPQR-Balck Widow – 2011)
Mamma mia che disco! L’esordio sulla lunga distanza de il Ballo delle Castagne è un capolavoro! Riesco a stento a contenere l’entusiasmo per questa opera. Ma facciamo un po’ d’ordine: il Ballo delle Castagne vede coinvolti alcuni nomi noti della scena dark-prog italiana, ossia Vinz Aquarian – voce (Calle della Morte), Marco Garegnani – chitarra, moog, tastiere e sitar (The Green Man), Diego Banchero - basso (Egida Aurea, Recondita Stirpe, Malombra, Segno del Comando, ZESS, etc...) e Jo Jo – batteria, l’idea di base del gruppo è della coppia Vinz-Marco Garegnani e ad oggi ha portato alla pubblicazione del 10” 108 e, appunto, di questo Kalachakra. Entrambe le pubblicazioni fanno parte di una trilogia che si concluderà con l’uscita (2012) di un’opera dedicata a Gilgamesh. Se 108 conteneva due cover, \"Ansia/Confessione\" (Biglietto Per L\'Inferno) e “Paranoia” (Battiato), il nuovo album raccoglie otto tracce inedite (anche se la musica de “I Giorni della Memoria Terrena” è degli Eloy, mentre “Tutte le Anime Saranno Pesate” comprende degli estratti dal Bardo Thodol), che spaziano tra il prog, kraut rock e psichedelia. La capacità del gruppo sta nel fondere queste tre influenze in modo omogeneo, pur riuscendo a creare canzoni che hanno una propria identità. Il feeling è oscuro, solenne e pervaso di misticità. In questo senso può essere preso come manifesto la title track, che parte con un’intro beat-garage (a me ha anche ricordato in qualche modo anche le colonne sonore dei poliziotteschi) per trasformarsi un una song psichedelica che si rifà alla tradizione tedesca. Non a caso il concept alla base dell’album trae ispirazione dal documentario Kalachakra: the Wheel Of Time di Herzog, e quando si parla del regista tedesco non può non essere tirato in ballo il nome dei Popol Vuh, autori delle colonne sonore dei capolavori del regista, che tornano spesso nell’arco della durata dell’album. Ad arricchire il tutto intervengono alcuni ospiti: Carolina Cecchinato (voce in “Passioni Diaboliche”), Maethelyiah (voce in “La Foresta dei Suicidi”) e Marco Cavaciuti: violino in “La Terra Trema”), mentre la parte recitata contenuta in “Ballo delle Catagne” è tratta da “Jesus Christus Erlöser”, ed è ad appannaggio di Kalus Kinski (attore feticcio del regista originario di monaco di Baviera). Torno a dire un capolavoro che non può sfuggire agli amanti di un certo tipo di rock dalle tinte oscure.
Voto: 9/10
g.f.cassatella

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:: Ballo delle Castagne - Live Studio - (SPQR - 2015)
Noi comuni mortali ci rilassiamo come possiamo. Chi andando al cinema, chi tirando calci a un pallone, chi organizzando festini con stelline e soubrettine. Poi c’è chi nei ritagli di tempo tira fuori dei gioiellini discografici, così come è capitato ai tipi de Il Ballo Delle Castagne. La scorsa primavere durante una pausa delle registrazioni del nuovo Lp, Soundtrack for Unreleased Herzog Movie, Vinz Aquarian, Diego Banchero, Davide Bruzzi, Roberto Lucanato, Marina Larcher e Fernando Cherchi hanno ben pensato di immortalare sul silicio una manciata di song, otto per la precisione, suonate in presa diretta. Il risultato è l’ennesimo pezzo da collezione per gli amanti de Il Ballo, che potranno accaparrarsi una delle 108 (toh, ritorna questo numerino nella storia della band) pubblicate direttamente dal seguente link: http://www.discogs.com/sell/release/6653259?ev=rb. Si parte subito con il “Tema di Gilgamesh”, estratto da Surpassing All Other Kings, pezzo che ogni volta che l’ascolto mi annichilisce. La “Terra Trema”invece proviene, così come “I Giorni Della Memoria Terrena”, da Kalachakra, per il sottoscritto il capolavoro assoluto della band di Vinz. Dopo questo tris, la prima cover, se tale si può definire, “Odore Di Benzina” degli Egida Aurea. Il brano porta la firma di Banchero, ma alle registrazioni del brano originale ha partecipato anche il mastermind de Il Ballo, quindi pur non appartenendo direttamente al repertorio del gruppo, è pur sempre un figlio putativo! Le rivisitazioni del repertorio del primo Battiato non sono merce nuova per Il Ballo, su 108 era toccato a “Paranoia”, su questo live è la stupenda “Areknames” ad essere sottoposta al processo di rilettura. Un pezzo tratto dal Kalachakra (“Omega”) e uno proveniente da Surpassing All Other Kings (la cover di “Fire In The Skye” degli Yahowha 13) si dividono la coda del cd. Il sound è ottimo, i pezzi vengono riproposti non in maniera fedele agli originali, a tutto vantaggio della componente psych-kraut che ne risulta amplificata, grazie all’attitudine live (e alla spensieratezza) che ha coinvolto i musicisti. In fin dei conti, loro si son divertiti per un pomeriggio, i fortunati 108 che faranno propria una delle copie di questo Live sollazzeranno in eterno (o qualcosina in meno) i propri padiglioni auricolari.
Voto: 8/10

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:: Ballo delle Castagne - Soundtrack For An Unreleased Herzog Movie - (SPQR – 2015)
Avevamo lasciato Il Ballo Delle Castagne alle prese con il proprio primo live, registrato in studio durante una pausa delle session di questo nuovo Soundtrack For An Unreleased Herzog Movie. Ora che abbiamo il lavoro finito tra le mani, è difficile contenere l’entusiasmo. La band flirta con il genio di Herzog sin dai tempi del capolavoro Kalachakra, quindi non sorprende affatto che Vinz Aquarian abbia tirato fuori dal proprio cilindro un’opera dedicata al cineasta tedesco. Ovviamente quando si parla del regista di Monaco il primo pensiero di noi musicofili va ai Popol Vuh, la kraut rock band che ha legato una buona fetta della propria carriera (e notorietà) a quella di Herzog. Nosferatu, Aguirre furore di Dio, Fitzcarraldo e L\'enigma di Kaspar Hauser hanno lasciato un segno indelebile nelle fantasie adolescenziali del sottoscritto (un tempo Aguirre e Fitzcarraldo passavano spesso sulle televisioni locali dalle mie parti), e dove non arrivavano le immagini dirette dal puntiglioso genio tedesco, ci pensava la musica dei Popol Vuh. Quindi se nel titolo di questo album appare apertamente il nome di Herzog, non credo di sbagliare dicendo che in seconda istanza questa opera (uscita per il momento nel solo formato Lp n edizione limitata a 100 copie) è anche un omaggio agli autori di Hosianna Mantra, come si può immaginare sin dal pezzo iniziale “In The Garden Of Popol Vuh”, canzone che ci introduce nel mondo (da sogno o da incubo?) narrato nell’immaginaria pellicola. Il primo vero capolavoro è “Lentus In Umbra”, che apre scorci di altre dimensioni in cui perdersi lasciandosi trasportare alla deriva. La voce narrante ci porta in una Gerusalemme Celeste (o magari scarlatta come la copertina) ammantata di polvere e sofferenza, del piccolo gioiello che risponde al nome “Il Pianto Di Cristo Su Gerusalemme”. A questo punto è chiaro come la band porti all’estremo quando sperimentato su Surpassaing All The King e soprattutto Kalachakra, espandendo la propria vena kraut. Però mentre questa consapevolezza cresce, ecco che Vinz fa una brusca sterzata ad U con “Profumi Di Oriente”che riporta parzialmente a quanto da lui fatto con i Calle Della Morte, per poi lasciarsi andare in digressioni di stampo psych. “Sicut In Caelo”, con la sua lunga divagazione tastieristiaca, chiude degnamente il disco, andando in parte a ripercorrerne gli elementi cardine. L’ennesimo capolavoro di una band che non è mai sazia, che cerca sempre di andare oltre i propri limiti, mentendo, però, sempre una propria coerenza stilistica. Correte ad acquistare la vostra copia di questo Lp, prima che arrivi a prezzi folli tra i collezionisti!
Voto: 8,5/10
g.f.cssatella

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:: Ballo delle Castagne - Surpassing All Other Kings - (Blood Rock Records – 2012)
Quando un paio d’anni fa sulla mia scrivania capitò Kalachakra, non potevo immaginare che mi sarei imbattuto in una band che da lì a poco sarebbe entrata nelle posizioni più alte delle mia personale graduatoria delle preferenze musicali. Infatti, subito dopo aver recensito quel disco, recuperai i lavori precedenti di Vinz e soci (l’omonimo e 108). Per questo motivo aspettavo con ansia il nuovo Surpassing All Other Kings, ciò che potevo immaginare era un ulteriore cambiamento stilistico, visto che i lavori precedenti erano diversi l’uno dall’altro. Però non sapevo in che modo sarebbe stata diversa la terza parte della trilogia iniziata con 108 e proseguita con Kalachakra. Se il primo conteneva due cover rivisitate dal Ballo, il secondo era un album spaziale, d’aria direi. Beh, SAOK è il disco della terra, della polvere. Quella della piana fertile del Tigri (là dove si svolgono le vicende, narrate ben 4500 anni fa, che vedono protagonista Gilgamesh), brodo primordiale della nostra civiltà. Questo è chiaro sin dalla prima taccia “Tema di Gilgamesh”, polverosa, apocalittica e cinematografica. Il prog, la pischedelia, il kraut rock del passato restano la materia prima da cui i brani sono composti, però c’è un qualcosa di diverso, non facilmente etichettabile, ma ben percepibile all’orecchio. Credo che in questo senso l’apporto compositivo di Diego Banchero, autore di tutte le musiche (fa eccezione la cover “Fire In The Sky” degli Yahowha 13) abbia spostato le canzoni verso lidi più vicini ai suoi Egida Aurea. A rafforzare questa sensazione interviene anche la voce dell’ospite Carolina Cecchinato, vocalist degli Egida. Il risultato finale è qualcosa di strano, una sorta di mostro a due teste, fatto sì degli elementi citati prima (prog, psych e kraut), ma anche di folk e canzone d’autore italiana. I questo senso il Ballo fa suo il compito di riprendere il percorso interrotto anni fa dalla gloriosa scuola progressiva italiana, capace di rivedere con una sensibilità nostrana la lezione dei maestri inglesi. SAOT è un disco tanto internazionale (inglese, americano e tedesco) quanto italiano. Ditemi voi se è poco...
Voto: 9/10
g.f.cassatella

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