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Reviews - Bait
:: Bait - Revelation of the Pure - (Les Acteurs de l’Ombre Productions - 2020)
“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ’l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.
Perché inizio una recensione con questi versi? Continuate a leggerla e lo scoprirete…
Eccoci nuovamente con l’etichetta francese (una delle mie preferite), ma con una band tedesca – al terzo disco – che ci condurrà in terre oscure e adirate, in un limbo chiamato post black metal. Dal primo brano “Nothing is Sacred” (e dal successivo “Leviathan III”) veniamo travolti in un mix di hardcore (post hardcore, per la precisione) e black metal – a metà strada fra i primi Mastodon (per il “lato” Post Hardcore) e una band qualsiasi black o post black della LADLO. Con scarna semplicità, in poche righe troviamo i testi e i nomi dei componenti (Alex, David, Nico) e nella copertina (che può cambiare “senso”, dopo l’ascolto del disco), con la giovane band tedesca che si lancia fra suoni sporchi e paesaggi angoscianti, in bilico fra quanto già scritto e il doom metal – per un totale di 45 minuti di durata. Rispetto a molte band post black metal (anche tra quelle pubblicate dalla LADLO), il trio tedesco gioca fra la velocità del post hardcore e la cupezza del doom/black; esempio palese è “Ruin”, brano più lento e tenebroso (che a me, neanche a dirlo, è piaciuto molto)... doom metal al 100%! Invece “Revelation of the Pure” è un episodio più “arrabbiato” e variegato, cambiando velocità e atmosfere, una sintesi della proposta della giovane band. Consigliato a chi vuole farsi un viaggio “nelle tenebre”, fra i versi di Dante e la musica dei Bait…
Voto: 8/10
Giovanni Clemente

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www.facebook.com/baitofficial
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