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Reviews - BSS
:: BSS - Border Lifeline - (Crank Music Group - 2015)
Allora, iniziamo con le presentazioni: i ragazzi dietro al monicker BSS non sono altro che i tarantini Big Steel Shit, di cui ci siamo occupati qualche tempo fa in occasione del debut full length “Shit Happens”. La band giunge all’appuntamento con il secondo disco forte di un contratto con la Crank Music Group e di un filo narrativo che rende “Border Lifeline” un concept album a tutti gli effetti, una scelta che lascia intendere come ampio spazio sia dato alla componente progressive del proprio sound. Eh sì, perché la formula già sperimentata dai cinque con il precedente album – l’innesto di elementi prog/metal in un sostrato tipicamente grunge e groovy – sembra proprio aver raggiunto qui un livello ancora superiore, ben sottolineato da una sezione ritmica articolata e da un muro di chitarre compatto su buona parte delle quattordici tracks incluse. Il punto di forza dei BSS è in effetti quello di non risultare eccessivamente derivativi poiché, se è vero che viaggiano con i piedi ben piantati negli anni ‘90, sono ben lungi dal rappresentare una pedissequa citazione di Soundgarden, Alice In Chains e soci, quanto piuttosto un rimescolamento delle carte che esula dal cosiddetto new grunge per imprimere una decisa metallizzazione all’originale sound nato a Seattle. Come dicevamo, il concept è in puro stile prog: una storia di perdizione e catarsi finale, in cui il protagonista Garrett passa idealmente da larva a crisalide, restando per un attimo sospeso prima di una possibile (o no?) completa redenzione. Una storia dai toni scuri e decadenti, ben evidenti sin da “A Bug’s Day”, track posta in apertura dopo l’intro e dall’incedere lento e magmatico proprio in virtù dell’intento descrittivo che porta con sé. Dal punto di vista dei cosiddetti “effetti narrativi”, emergono di sicuro episodi come la danzereccia “Stabbing @ The Disco”, che ricorda quanto sperimentato dai Timoria all’epoca di “2020”, la frenetica “Full Throttle”, con il suo incedere impazzito vagamente reminiscente dei Metallica di “Load” e “Reload”, e soprattutto “0 -” e “Intersection”, apparentemente slegate dal punto di vista musicale ma per la verità dotate di grande carica evocativa nel loro essere “sospese” e dense di atmosfere rarefatte. Certo, non mancano momenti interlocutori in cui le soluzioni proposte appaiono ancora acerbe: è il caso di “Family manners”, che inizia bene ma si perde in un refrain da dimenticare, dal sapore pop/punk – e a poco serve in questo senso il break progressive al centro della track – o di “Within the herd”, brano un po’ debole le cui sorti vengono stavolta parzialmente risollevate proprio dal ritornello ossessivo. Molto meglio soffermarsi su “Shot The Night Away”, ideale punto di incontro tra le suggestioni grunge e la lezione di Tool e Dream Theater, e soprattutto sulla conclusiva “Chrysalis”, quasi una suite nei suoi espliciti richiami al prog/metal ma anche a forme più classiche di metal ad opera della coppia di chitarre. A parte le spigolosità che il tempo saprà affinare, probabilmente un altro elemento che i BSS devono acquisire in futuro è la fattura “catchy” in sede compositiva, un fattore che è lecito attendersi da una band con capacità e respiro compositivo di questo calibro. In sostanza, la produzione di un singolo che sia memorizzabile e che metta completamente a suo agio la timbrica del singer Giovanni Lopriore – e in questo senso la strada è già tracciata da “Shot The Night Away” e “0 -”! Per adesso, godiamoci questo “Border Lifeline”, in attesa di sviluppi da una band che si conferma più che meritevole di essere tenuta d’occhio.
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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