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Reviews - Azure Agony
:: Azure Agony - India - (SG Records - 2012)
La band è nata nel 2006 da un’idea del tastierista Marco Sgubin e del chitarrista Gabriele Pala, poi si sono uniti Marco Firman (basso) e Carlo Simeoni (batteria). Sin dall’esordio, l’idea principale della band è quella di creare una musica complessa e melodica, però senza abusare degli ovvi passaggi virtuosistici (quelli appunto ben noti nel mondo del Prog Metal).
Alla fine, nel 2009 con “Beyond Belief” giunge il debutto degli Azure Agony, friulani di Udine, band votata al prog metal tout court. Sebbene abbiano intrapreso la loro strada con una scelta non semplice, difatti il loro primo album era interamente strumentale, oggi, invece, con “India” – secondo full-length dei friulani – gli Azure Agony propongono delle novità che ne arricchiscono sia il sound che lo stile. Certo, la novità più evidente è la presenza di un cantante, Federico Ahrens. Ma onestamente, l’ombra dei (soliti) Dream Theater, Shadow Gallery & friends è sempre dietro la porta… dove melodia e tecnica sono le peculiarità principali dell’intero album. Nulla di nuovo direte voi, ebbene, rispetto al loro esordio, “India” è un lavoro più fluente ed immediato nei circa 57 minuti di durata. Perlomeno però, quest’album offre anche più spazio alla sperimentazione, e ciò emerge ascoltandolo con attenzione, in particolare la titletrack (un brano molto interessante)! Ma tornando ai “soliti nomi” … l’ascolto di “India” mi ha ricordato la particolarità di un altro album, forse un po’ troppo sottovalutato (a torto): quale? Sto parlando di “Awake” (da ri-scoprire) dei Dream Theater; purtroppo sembra quasi impossibile per una Prog Metal band non sfiorare o farsi influenzare dal sound del Teatro dei Sogni! Anche la conclusiva “Forever Blind” merita di essere citata (anche se le tastiere ricordano ancora una volta i D.T.), perché è sicuramente tra i brani più interessanti e coinvolgenti dell’album. In conclusione, “India” è un album da ascoltare con calma e in più dosi, non annoia, ma… certo, la sensazione del già sentito è sempre dietro l’angolo; eppure, sono sicuro che nel tempo la band lascerà alle proprie spalle le (evidenti) influenze dei Dream Theater e continuerà a sperimentare, dando un degno contributo alla scena Prog Metal italiana e non solo.
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

Contact:
www.myspace.com/azureagony
www.facebook.com/AzureAgony
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